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Rubrica : Diritto commerciale e tributario

La questione oggetto di giudizio riguardava l’acquisto di un appartamento per il quale l’acquirente, dichiarando di essere coniugato in regime di comunione di beni, chiedeva di usufruire dei benefici prima casa di cui all’art. 3, comma 131 della Legge 549/95 e le agevolazioni sull’imposta (...)

Rubrica : Diritto commerciale e tributario

Come noto, l’art. 43, commi 1 e 2, del D.P.R. n. 600/1973 prevede espressamente i termini entro cui l’Amministrazione finanziaria deve notificare gli avvisi di accertamento, pena la decadenza del potere impositivo.

Nello specifico, l’art. 43 citato stabilisce che l’avviso di accertamento deve (...)

Rubrica : Diritto commerciale e tributario

L’art. 49 del decreto legge n. 90 del 24 giugno 2014, convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 114 dell’11 agosto 2014, ha previsto alcune modifiche al processo tributario, che di seguito si elencano.

A) PEC

All’art. 16, comma 1-bis, D.Lgs. n. 546/92 è aggiunto il seguente periodo:

“Nei (...)

Rubrica : Diritto civile

Come noto, l’art. 52, comma 1, lett. g), del d.l. 21 giugno 2013 n. 69, convertito, con modificazioni, dalla Legge 9 agosto 2013, n. 98, ha modificato l’art. 76 del D.P.R. n. 602 del 1973.

In particolare, il primo comma del citato art. 76, alla lettera g), espressamente prevede:

“Ferma la (...)

Rubrica : Convegni e seminari

Il 10 ottobre 2014 si terrà, c/o la sede dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Napoli in p.zza dei Martiri n.30, il Seminario di studio "Progetto di riforma del Processo Tributario". Brochure

Rubrica : Formazione giuridica

Tenuto conto del grande successo ottenuto e preso atto delle numerose richieste di adesione, la data di inizio del corso "Le Strategie Processuali da adottare nel Contenzioso Tributario" è stata rinviata, dettata dalla necessità organizzativa di rispondere a tutte le richieste di adesione. (...)

Rubrica : Convegni e seminari

Si terrà a Pescara il 03 Ottobre 2014 - Orario 15.00 – 19,00, nella Sala Tinozzi del Palazzo della Provincia in P.za Italia il convegno "progetto riforma del processo tributario". Brochure

Rubrica : Formazione giuridica

Quattro appuntamenti altamente formativi, quattro momenti decisivi di confronto sul progetto di riforma del processo tributario. Al via a partire dal mese di ottobre il ricco programma di attività a favore della categoria del nuovo presidente nazionale Unagraco, Giuseppe (...)

Rubrica : Formazione giuridica

Riportiamo la locandina delle borse di Studio n. 1 e 2 del 2014 (il regolamento completo e le domande di partecipazione sono consultabili dalla pagina "news" del sito www.cameradigiustizia.com e dal sito www.iuracivitatis.com). (...)

Rubrica : News

Con un’importantissima sentenza, n. 228 depositata il 06/10/2014, la Corte Costituzionale ha finalmente dichiarato incostituzionale l’applicazione dell’art. 32, comma 1, numero 2), secondo periodo, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, come modificato dall’art. 1, comma 402, lettera a), numero 1), (...)

Rubrica : Diritto commerciale e tributario

Il Legislatore e la stessa Agenzia delle Entrate hanno provveduto a stabilire i criteri in base ai quali calcolare la rendita catastale e i relativi procedimenti per l’accatastamento degli impianti fotovoltaici. Gli impianti di tipo industriale di grandi dimensioni, che hanno autonomia (...)

















Il Legislatore e la stessa Agenzia delle Entrate hanno provveduto a stabilire i criteri in base ai quali calcolare la rendita catastale e i relativi procedimenti per l’accatastamento degli impianti fotovoltaici. Gli impianti di tipo industriale di grandi dimensioni, che hanno autonomia funzionale, vanno accatastati come unità immobiliari e in particolare come opifici, in categoria D1.
La rendita per questi immobili è calcolata applicando il saggio di fruttuosità del 2% al valore dell’immobile.
E’ fondamentale, quindi, che il valore venga correttamente determinato perché esso inciderà sulla rendita catastale che, a sua volta, costituisce la base imponibile per tutti i tributi gravanti sull’immobile e in special modo sull’IMU.
Il Decreto n. 701 del 19/04/1994 del Ministero delle Finanze, che riporta il regolamento recante norme per l’automazione delle procedure di aggiornamento degli archivi catastali e delle conservatorie dei registri immobiliari, così recita: “...Il dichiarante propone anche l’attribuzione della categoria, classe e relativa rendita catastale, per le unità a destinazione ordinaria, o l’attribuzione della categoria e della rendita, per le unità a destinazione speciale o particolare. Nelle stesse dichiarazioni sono riportati, per ciascuna unità immobiliare, i dati di superficie, espressi in metri quadrati, in conformità alle istruzioni dettate con il provvedimento di cui al comma 1.
Tale rendita rimane negli atti catastali come «rendita proposta» fino a quando l’ufficio non provvede con mezzi di accertamento informatici o tradizionali, anche a campione, e comunque entro dodici mesi dalla data di presentazione delle dichiarazioni di cui al comma 1, alla determinazione della rendita catastale definitiva.”
L’atto di attribuzione di rendita e l’avviso di classamento hanno natura valutativa e vanno adeguatamente motivati, secondo quanto sancito da Cassazione n. 22886 del 25/10/2006,
Fino all’entrata in vigore del D.M. n. 701/1994 nella dichiarazione di nuova costruzione non era prevista la rendita proposta e, pertanto, l’annullamento dell’atto avrebbe comportato il mancato censimento dell’immobile, con l’attuale sistema, l’annullamento dell’atto non farebbe altro che mantenere in vita la rendita proposta dal contribuente, che risulterebbe, così, definitiva. Per questi motivi l’orientamento giurisprudenziale successivo al D.M. n. 701/1994 si è indirizzato, in caso di carenza di motivazione, verso l’annullamento dell’avviso di variazione della categoria e della classe e la validazione del classamento o dell’attribuzione di rendita originariamente proposti dal contribuente.
La stessa Corte di cassazione si è espressa su questo aspetto con la recentissima sentenza n. 27008 del 02/12/2013 con la quale la Suprema Corte afferma che “nel caso di specie, relativo alla attribuzione di una rendita catastale per <> l’ammontare della rendita stessa discende dal valore attribuito al bene. La mera indicazione di una diversa valutazione rispetto a quella proposta dal contribuente costituisce quindi il dispositivo dell’atto e non la motivazione, che deve invece enunciare i criteri e gli elementi che determinano la mancata accettazione delle indicazioni del contribuente”.
Inoltre, l’art. 10 della Legge n. 1249 del 1939, come modificato con D. Lgs. n. 514 del 1948, recita testualmente: “La rendita catastale delle unità immobiliari costituite da opifici ed in genere dai fabbricati di cui all’art. 28 della Legge n. 1231 del 1936, costruiti per le speciali esigenze di un’attività industriale o commerciale non suscettibili di una destinazione estranea alle esigenze suddette senza radicali trasformazioni, è determinata con una stima diretta per ogni singola unità”.
Anche il D.P.R. 1142/1949 all’art. 30 stabilisce che la determinazione della rendita catastale di immobili a destinazione speciale o particolare si accerta, con stima diretta, per ogni singola unità.
Su questo aspetto si è espressa la CTP di Bari con sentenza n. 184/2011 la quale, ha accolto il ricorso di una società proprietaria di un immobile del quale l’Agenzia del territorio aveva variato il classamento, senza dar prova dell’applicazione del metodo della stima diretta prevista per gli immobili rientranti tra le categorie speciali. Ebbene, la CTP di Bari ha affermato che “la stima diretta conseguente all’effettivo sopralluogo dell’immobile, avrebbe consentito di appurarne le caratteristiche e qualità, oltre che ad osservare le disposizioni di legge e di prassi amministrativa, per una determinazione della valutazione finale quale risultato dell’esame dell’intero compendio produttivo nella sua interezza. La mancata adozione, pertanto, del metodo della stima diretta nonché la mancanza del predetto sopralluogo invalidano ab origine ed in modo insanabile l’attività stessa di classificazione posta in essere dall’Agenzia del Territorio.”
E’ necessario precisare che per “stima diretta” si intende la stima effettuata in maniera puntuale sugli immobili a destinazione speciale o particolare, per i quali non è possibile fare riferimento al sistema delle tariffe.
La stessa Corte di Cassazione con la sentenza n. 19215 del 2012 ha stabilito che, in conformità al DPR 1142/1949, se la valutazione per il riclassamento per gli immobili di categoria D è stata fatta attraverso la comparazione con immobili simili, ma senza stima diretta, l’atto impositivo è annullabile poiché è sempre necessario il sopralluogo, tranne che per il caso in cui sia prodotto una perizia di parte. La Suprema Corte ha affermato testualmente “Invero il canone determinativo del classamento e della conseguente attribuzione della rendita catastale per gli immobili di categoria D deve basarsi, a norma del D.P.R. 1 dicembre 1949, n. 1142, e del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 art. 34, sulla stima diretta, che tenga conto delle caratteristiche del bene, potendo all’uopo essere utilizzate le risultanze emergenti dalla perizia prodotta dalla parte interessata senza necessità di sopralluogo.”
Ebbene l’Amministrazione Finanziaria a volte non rispetta quanto previsto dalla normativa sopra elencata, spesso senza introdurre in motivazione l’iter logico e giuridico posto a base della modifica dei dati di rendita e ricorrendo a modalità di verifica senza sopralluogo, operando, dunque, in maniera assolutamente illegittima.

Lecce, 6 ottobre 2014 Avv. Leonardo Leo


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