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Rubrica : News

Con un’importantissima sentenza, n. 228 depositata il 06/10/2014, la Corte Costituzionale ha finalmente dichiarato incostituzionale l’applicazione dell’art. 32, comma 1, numero 2), secondo periodo, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, come modificato dall’art. 1, comma 402, lettera a), numero 1), (...)

Rubrica : Diritto commerciale e tributario

Il Legislatore e la stessa Agenzia delle Entrate hanno provveduto a stabilire i criteri in base ai quali calcolare la rendita catastale e i relativi procedimenti per l’accatastamento degli impianti fotovoltaici. Gli impianti di tipo industriale di grandi dimensioni, che hanno autonomia (...)

Rubrica : Diritto commerciale e tributario

Il fatto storico

L’Agenzia delle Entrate disconosceva il diritto del contribuente alle agevolazioni “prima casa” per ritardato trasferimento della residenza, e inviava avviso di liquidazione per il recupero delle maggiori imposte di registro, ipotecaria e catastale. Il contribuente ricorreva (...)

Rubrica : Diritto commerciale e tributario

La verifica fiscale rappresenta per il contribuente un momento di grave disagio psicologico.

Durante la verifica fiscale, però, è importante che il contribuente sappia come deve comportarsi non solo per le eventuali eccezioni da proporre in sede contenziosa ma soprattutto perché, in vista della (...)

Rubrica : Diritto commerciale e tributario

La questione viene sollevata dalla Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia con una dettagliata ordinanza emessa lo scorso 23 settembre e destinata a far discutere tutti gli addetti ai lavori (allegata al presente articolo).

La Corte Costituzionale sarà chiamata a decidere se la (...)

Rubrica : Convegni e seminari

Il 5 Dicembre 2014 si terrà presso la Camera di Commercio di Siena, Piazza Matteotti n.30, il convegno “il cittadino tra stato e professionista - dallo Statuto del Contribuente all’etica del Tributarista" PROGRAMMA

ore 09,00: registrazione partecipanti;

ore 09,30: saluto del Presidente della (...)

Rubrica : Diritto commerciale e tributario

Con l’Ordinanza n. 23507 del 4 novembre 2014, la Corte di Cassazione è tornata ad affrontare la questione relativa alla nozione di abitazione di lusso rilevante ai fini della cd. agevolazione prima casa in materia di imposta di registro e di imposte ipocatastali.

Ha chiarito che, ai fini del (...)

Rubrica : Formazione giuridica

28 Novembre 2014

Mattina ore 09.00 —13.30

Pomeriggio ore 17.00 —18.30

LATINA

Aula 3 Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Roma (...)

Rubrica : Diritto commerciale e tributario

“E’ illegittimo il riclassamento catastale che non indica gli elementi necessari per giustificare le ragioni della variazione”. E’ quanto ha affermato la Suprema Corte, con la sentenza n. 23247 del 31 ottobre 2014 la quale esprime un principio di diritto che in linea con quanto stabilito secondo (...)

Rubrica : Formazione giuridica

Nella pagina "Interventi" del sito del Convegno sono disponibili atti, audio, riprese video e link youtube degli interventi.

Rubrica : Diritto penale

Riferimenti

Decreto legislativo 10 marzo 2000 n. 74 Art. 10-ter

Decreto legislativo 10 marzo 2000 n. 74 Art. 13

Cassazione Penale 15-09-2014 (ud. 16-07-2014) n. 37748 Il reato di omesso versamento di Iva.

L’art. 10-ter del Decreto Legislativo 10 marzo 2000, n. 74, inserito dall’art. 35, comma (...)

















Riferimenti
Decreto legislativo 10 marzo 2000 n. 74 Art. 10-ter
Decreto legislativo 10 marzo 2000 n. 74 Art. 13
Cassazione Penale 15-09-2014 (ud. 16-07-2014) n. 37748

Il reato di omesso versamento di Iva.

L’art. 10-ter del Decreto Legislativo 10 marzo 2000, n. 74, inserito dall’art. 35, comma 7, del D. L. 4 luglio 2006, n. 223, disciplina il reato di omesso versamento di Iva.
In particolare, tale norma prevede che <>.
Il bene giuridico tutelato è l’interesse dell’Erario alla corretta e tempestiva riscossione dei tributi.
Soggetto attivo del reato, nonostante la locuzione “chiunque” utilizzata dalla norma, può essere solamente il soggetto obbligato alla presentazione della dichiarazione annuale Iva ed al conseguente versamento dell’imposta; soggetto individuato espressamente dall’art. 17 del D.P.R. n. 633/1972 (D.P.R. in materia di ”Istituzione e disciplina dell’imposta sul valore aggiunto”) che testualmente recita :<>.
Pertanto, può essere soggetto attivo del reato chiunque è obbligato ad effettuare il versamento dell’imposta sul valore aggiunto dovuta per proprie cessioni di beni o prestazioni di servizio, ovvero in nome e per conto di altri in base a quanto disposto ex lege o in virtù di un atto negoziale.
Trattasi di un reato di natura omissiva, in quanto la condotta consiste in un non facere, ossia nel mancato versamento dell’imposta dovuta, ma a condotta vincolata, in quanto è indispensabile per la punibilità del soggetto agente il superamento della soglia di € 50.000,00.
Presupposto per la realizzazione del reato è innanzitutto l’avvenuta presentazione della dichiarazione annuale in seguito alla quale si omette il versamento.
Il delitto è a consumazione istantanea: il termine per il versamento, secondo quanto disposto dall’art. 6, comma 2, della Legge 29 dicembre 1990, n. 405, viene a scadere il 27 dicembre dell’anno successivo a quello della presentazione della dichiarazione.
Al pari del reato di omesso versamento di ritenute certificate, anche il reato di cui all’art. 10-ter è caratterizzato dal solo dolo generico, consistente nella consapevolezza di omettere il versamento dell’Iva dovuta in base alla dichiarazione annuale per un ammontare superiore ad € 50.000,00 per periodo di imposta.

La sentenza Cass. pen. n. 37748 del 15.09.2014 (ud. 16.07.2014).

Come già detto, il reato di omesso versamento Iva è stato introdotto dal D. L. n. 223/2006, allo scopo di arginare la cosiddetta “frode da riscossione”.
Purtroppo va detto che si tratta di un reato che ricorre sempre più spesso, soprattutto a causa delle difficoltà finanziarie (di liquidità) in cui versano i contribuenti.
Pertanto numerose e continue sono le pronunce chiamate a delineare tale reato e a chiarirne gli aspetti problematici.
La sentenza n. 37748 della terza sezione penale della Cassazione, depositata lo scorso 15 settembre, affronta, in particolare, la questione relativa alla circostanza attenuante di cui all’art. 13 del D. Lgs. 74/2000 (pagamento del debito tributario) secondo la quale <>.
L’imputato – condannato per il reato di cui all’art. 10-ter del citato decreto – ricorreva in Cassazione sostenendo, tra i vari motivi, la violazione del citato art. 13 contestando la tesi (sostenuta dalla Corte di Appello) secondo cui l’attenuante in questione può ritenersi configurabile solo a fronte di pagamento integralmente effettuato prima dell’apertura del dibattimento di primo grado e non anche per il solo fatto dell’accordata rateizzazione.
I giudici di legittimità hanno ritenuto il motivo di ricorso manifestamente infondato osservando come sia la stessa conformazione letterale della norma – nel richiedere, appunto, l’estinzione del debito – a far ritenere che presupposto necessario del trattamento sanzionatorio più favorevole sia l’integrale pagamento di quanto dovuto all’Erario, non essendo, dunque, sufficiente la mera ammissione al provvedimento di rateazione intervenuta prima della dichiarazione di apertura del dibattimento.
Del resto – puntualizza la Corte – anche sotto il profilo della ratio della norma, la condotta meritevole del trattamento premiale è solo quella effettivamente idonea ad apportare un beneficio in termini patrimoniali all’Amministrazione, essendo invece non significativo sotto tale profilo il mero provvedimento di ammissione alla rateazione posto che l’interessato, una volta ammesso alla rateazione, ben potrebbe restare inadempiente rispetto al pagamento della singole rate.
Dunque, secondo la Suprema Corte nemmeno l’ammissione a una procedura di rateizzazione del debito Iva può scongiurare la configurazione del reato di omesso versamento dell’Iva per importo superiore a 50 mila euro.
In conclusione, con la pronuncia in commento, la Corte di Cassazione ha ribadito quell’orientamento giurisprudenziale secondo cui l’attenuante speciale del pagamento del debito tributario, di cui all’art. 13 del D. Lgs. 74/2000, non è applicabile in caso di rateizzazione del debito di imposta già iscritto a ruolo e indicato nella cartella di pagamento, atteso che il riconoscimento del beneficio è subordinato all’integrale ed effettiva estinzione dell’obbligazione tributaria.
Viene confermata in tal modo la rigorosa interpretazione sull’applicazione dell’attenuante.


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    "Il versamento a rate dell’Iva omessa non elimina il reato"
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