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Giustizia : CdM approva ddl Mastella , penalisti proclamano astensione
Articolo pubblicato online il 8 marzo 2007

di Francesco Pagano
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Il Consiglio dei ministri riunitosi oggi ha approvato il ddl Mastella sulla riforma dell’Ordinamento giudiziario. Secondo Enrico Letta, tale provvedimento risponde alla volonta’ del governo di riportare serenita’ fra i diversi poteri dello Stato e dare risposta alla richiesta dei cittadini di una giustizia con tempi piu’ rapidi.

Il ministro Mastella spera che il parlamento valuti con serenita’ il disegno di legge, dato che si tratta di una forte questione istituzionale e quindi si richiede nell’esame la neutralita’ finalizzata a garantire il cittadino. Il guardasigili ha detto che la riforma e’ stata pensata in un’ottica di leale collaborazione tra il vertice della macchina giudiziaria (il ministro) e l’organo di autogoverno della magistratura e che quindi e’ stata depositata l’ascia di guerra fra politica e magistratura. Mastella ha detto che il ddl ha lo scopo di agire sulle materie per le quali era stata chiesta e ottenuta la sospensiva di alcune parti della riforma Castelli e che si tratta di un intervento sistemico.

Gli elementi salienti sono, nell’illustrazione del ministro:

- limitazione del lungo procedere dei concorsi, per favorire il ricambio e l’accesso alla carriera in magistratura.

- valutazioni di professionalita’ per i magistrati nell’espletamento delle funzioni che non torna al modello pre-riforma Castelli e nasce dal dialogo con le diverse associazioni.

- capacita’ organizzative che vadano di pari passo con quelle giuridiche e controllo sulla lunghezza dei processi da parte dei dirigenti amministrativi.

- scuola della magistratura che concorra a una formazione di prestigio e qualita’.

- valutazione a fine percorso formativo nella leale collaborazione fra il Guadasigilli e il CSM.

- presenza degli avvocati nei consigli giudiziari e nel consiglio direttivo della Corte cassazione, nonche’ nella dirigenza della scuola della magistratura.

- passaggio del numero dei membri del CSM da 24 a 30, di cui 10 laici (oggi sono 8) e 20 togati (oggi sono 16), ma senza intervenire sul regolamento elettorale dell’organismo di autogoverno della magistratura.

Il guardasigilli ha ricordato che in questi ultimi anni in Italia e’ cresciuto il rapporto fra processi civili e penali, ed esso e’ significativamente maggiore che in Francia e Germania. Si sono avute infatti oltre 3.000.000 di nuove controversie civili, il che spiega in parte il ritardo nei processi. Mastella ha anche annunciato prossimi provvedimenti sul processo penale e civile e sulla riforma della ex-Cirielli, una legge che aveva raccolto le critiche dei magistrati e degli avvocati.

Il guardasigilli ha precisato che con il ddl rimane in piedi la non separazione delle carriere, nonostante la contrarieta’ di una parte della classe forense. Distinzione delle funzioni marcata - quindi - ma non separazione carriere. mastella ha rivendicato tale scelta come da programma dell’Unione.

Scontate - anche perche’ in parte gia’ espresse dettagliatamente in precedenza - le critiche dell’avvocatura, soprattutto su quest’ultimo punto. Per l’Associazione Giovani Avvocati Italiani, il ddl e’ l’ennesimo provvedimento magistrato-centrico che taglia del tutto fuori l’Avvocatura istituzionale e associata. Il presidente dell’Aiga Valter Militi ha criticato duramente la riforma messa a punto dal Guardasigilli Clemente Mastella nella parte in cui consente il passaggio di funzioni tra magistrati requirenti e magistrati giudicanti.

A suo giudizio, "il ddl costituisce un chiaro esempio di restaurazione del preesistente assetto dell’ordine". Una netta differenziazione, ha continuato il leader dei Giovani Avvocati, assicurerebbe, invece, l’imparzialit e la terziet dei magistrati, la parit tra pubblica accusa e difesa e contribuirebbe a migliorare la qualita’ e l’efficienza dell’amministrazione della Giustizia. "Fino a quando ha aggiunto Militi il legislatore far finta di ignorare che il principio costituzionalmente garantito della terziet del giudice irrimediabilmente compromesso dalla interscambiabilita’ tra magistratura requirente e giudicante, assisteremo impotenti alla negazione del giusto processo".

L’Unione Camere Penali ha proclamato invece l’astensione dalle udienze dal 21 al 23 marzo e deliberato una manifestazione nazionale di protesta e di proposta a Roma, per il giorno 21 marzo 2007. Secondo la giunta dell’associazione dei penalisti, "l’ipotesi di riforma dell’ordinamento giudiziario messa a punto dal Ministero della Giustizia fondata su una concezione burocratico-statalistica dei magistrati e della attivit giudiziaria". L’UCPi ritiene che la riforma sia "Ispirata alle concezioni e rivendicazioni delle correnti della magistratura associata, allontana pericolosamente il processo penale e la giurisdizione dalla Costituzione".

"Scompare - rilevano i penalisti - il pur timido tentativo di distinzione delle funzioni che aveva caratterizzato la precedente riforma e sconfessa, sul punto, lo stesso programma di governo presentato agli elettori dall’attuale maggioranza, che prevedeva la realizzazione di una ’efficace e rigorosa separazione di funzioni fra magistratura giudicante e magistratura requirente e contribuire a realizzare nel processo penale una effettiva terziet del giudice e una effettiva parit tra accusa e difesa’".

Ribadendo i rilievi tecnici al ddl, l’UCPI annuncia anche che denuncera’ anche in sede europea che le misure predisposte dal Ministero della Giustizia "non hanno nulla a che vedere con l’attuazione della durata ragionevole del processo, ma sono in realt, secondo un’espressione corrente, ’una truffa delle etichette’ che certamente non potr valere ad impedire una condanna definitiva dell’Italia in sede europea".

di Mauro W. Giannini



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