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Stanno per scadere le deleghe al Governo in materia di mediazione e di conciliazione delle controversie civili e commerciali
Articolo pubblicato online il 22 aprile 2009

di Francesco Pagano
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Entro il 30 giugno, nel rispetto e in coerenza con la normativa
comunitaria, deve entrare in vigore la riforma (inserita nel
pacchetto Giustizia) che prevede l’obbligatoriet della conciliazione
per tutte le controversie in ambito civile e commerciale, attuabile
attraverso professionisti specializzati.

Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, artefice e sostenitore
di questa rivoluzione, in sintonia con la delega ricevuta dal
Parlamento, pare abbia gi approntato i relativi decreti legislativi
da sottoporre in uno dei prossimi Consigli dei Ministri. Lo scopo
di ridurre drasticamente, i circa 7 milioni di processi civili, che
stanno collassando i palazzi di Giustizia, introducendo lo strumento
della mediazione civile, finalizzato a una conciliazione
stragiudiziale delle parti.

Associazioni di cittadini, imprenditori, enti pubblici e enti locali,
i conciliatori specializzati, aspettano con molto interesse,
l’evolversi della situazione, e invitano il Governo, una volta per
tutte, ad affrontare, i problemi che interessano davvero i cittadini
che usufruiscono del servizio giustizia.

Molti sono i punti sui quali hanno dovuto lavorare e forse stanno
lavorando, il Ministro, le Commissioni Parlamentari, i Dipartimenti e
Direzioni del Ministero della Giustizia, per presentare al Governo una
riforma che altri Stati dell’Unione Europea e U.S.A., hanno adottato
da decenni. La riforma, disciplina la mediazione, nel rispetto della
normativa comunitaria, attraverso l’istituzione, presso il Ministero
della Giustizia - senza nuovi o maggiori oneri per la finanza
pubblica - di un Registro degli organismi di conciliazione, vigilati
dal medesimo Ministero, e che abbia per oggetto controversie su
diritti disponibili, senza precludere l’accesso alla giustizia,
dunque la mediazione svolta da organismi professionali e
indipendenti, stabilmente destinati all’erogazione del servizio di
conciliazione.

Gli organismi di conciliazione iscritti nel Registro svolgeranno,
come gi fanno, il servizio di mediazione anche attraverso procedure
telematiche.

Dovrebbe, essere prevista, per le controversie in particolari
materie, la facolt del conciliatore di avvalersi di esperti,
iscritti nell’albo dei consulenti e dei periti presso i tribunali, da
parte del Conciliatore specializzato il cui costo deve essere
sostenuto dalle parti ;

La norma dovrebbe contenere il dovere dell’avvocato di informare il
cliente - prima dell’instaurazione del giudizio - della possibilit
di avvalersi dell’istituto della conciliazione nonch di ricorrere
agli organismi di conciliazione;

E’ previsto, inoltre nella delega, che nei casi, poi, in cui il
provvedimento che chiude il processo corrisponda interamente al
contenuto dell’accordo proposto in sede di procedimento di
conciliazione, che, il giudice pu escludere la ripetizione delle
spese sostenute dal vincitore che ha rifiutato l’accordo
successivamente alla proposta dello stesso - condannandolo altres e
nella stessa misura, al rimborso delle spese sostenute dal
soccombente, salvo quanto previsto dagli articoli 92 e 96 del codice
di procedura civile - e, inoltre, che possa condannare il vincitore
al pagamento di un’ulteriore somma a titolo di contributo unificato
ai sensi dell’articolo 9 (L) del testo unico delle disposizioni
legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n.115.

Il procedimento di conciliazione non dovrebbe avere una durata
eccedente i quattro mesi;

Infine, la cosa pi importante, di questa riforma e quella che, il
verbale di conciliazione ha efficacia esecutiva per l’espropriazione
forzata, per l’esecuzione in forma specifica e che costituisca titolo
per l’iscrizione di ipoteca giudiziale. Tutta la procedura
conciliativa non ha costo di giustizia, se, non quelli di segreteria
per avviare il tentativo di conciliazione e il compenso che ogni parte
paga al conciliatore specializzato, secondo tariffe depositate presso
il suddetto Ministero della giustizia.



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