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Oltre 6000 immobili saranno messi all’asta da Equitalia
Articolo pubblicato online il 27 dicembre 2010

di Francesco Pagano
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Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa di Federcontribuenti Nazionale.

"Neppure di fronte alla forte crisi economica e finanziaria che colpisce la
maggior parte dei contribuenti italiani e delle piccole e medie imprese, il
sistema della riscossione delle imposte e dei tributi gestito in Italia da
Equitalia e da Serit Sicilia, si ferma. Da uno studio effettuato dalla
Federcontribuenti emerge che nei prossimi tre mesi dell’anno nuovo
verranno messi all’asta oltre 6000 immobili di imprese e contribuenti
morosi, con una proiezione a fine 2011 che potrebbe vedere questo dato
arrivare ad oltre 20.000 aste, mentre emerge sempre piu’ chiaramente
come almeno il 40% di coloro che hanno aderito alla rateizzazione, circa
1.200.000 contribuenti, oggi ottenibile con un massimo di 72 rate, sta
riscontrando forti difficolt nel potervi adempiere; e dato ancora piu’
allarmante che almeno 2.000.000 di contribuenti che potrebbero sanare le
loro posizioni non presentano richiesta di rateizzazione proprio per
l’impossibilit a potere pagare alle attuali condizioni. A fronte di
tutto cio’ v evidenziato il dato che vede oltre 6.000.000 di famiglie
e 1.500.000 di imprese coinvolte da misure cautelari di Equitalia fra
pignoramenti, ipoteche, fermi amministrativi. Insomma una situazione
esplosiva che rischia sempre di piu’ di aggravare la situazione
economica di imprese e cittadini. E’ necessario, afferma il Presidente
di Federcontribuenti, Carmelo Finocchiaro, un urgente intervento
legislativo che consenta una ristrutturazione dei debiti tributari,
conciliando l’esigenza di garantire il gettito erariale e la
possibilit di poter rendere sostenibile il pagamento delle imposte e
delle tasse arretrate. Del resto gli stessi dati di Equitalia confermano
come l’attuale normativa non funzioni. Di fronte ad un imponente carico
da riscuotere i dati confermati dallo stesso concessionario della
riscossione ci confermano che gli incassi sono pari solo al 17%.
Un’occasione buona per affrontare in Parlamento la questione potrebbe
gia’ essere la discussione Parlamentare sul decreto milleproroghe ."



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