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Mediazione civile: Federcontribuenti contro il provvedimento voluto dal governo e contenuto nel milleproroghe
Articolo pubblicato online il 10 marzo 2011

di Francesco Pagano
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Riceviamo da Federcontribuenti:

"Con lapprovazione del c.d. decreto milleproroghe (Legge
26 febbraio 2011, n. 10 pubblicata in Gazzetta Ufficiale 26 febbraio 2011,
n. 47), il Senato ha confermato, in via definitiva, il rinvio dell’entrata
in vigore della mediazione commerciale obbligatoria per le sole
controversie in materia di condominio e di sinistri stradali mentre, per
tutte le altre controversie ricomprese dalla previsione normativa sulla
mediazione, ha mantenuto il prossimo 21 marzo, quale data in cui scatter
l’obbligatoriet della mediazione civile. In pratica, ad esclusione di
queste due tipi di controversie, prima di andare avanti ad un Giudice si
dovr sempre presentarsi presso dei mediatori per cercare di trovare
unintesa, al fine di evitare il processo, pena limpossibilit di
vedersi riconosciute le proprie ragioni in sede processuale.
Federcontribuenti, pur approvando in via teorica lidea della mediazione
quale complemento della giurisdizione nella soluzione dei conflitti, non
pu per non denunciare con forza, la palese ingiustizia e assurdit di
un provvedimento che costringer i cittadini ad affrontare, ovviamente a
proprie spese, un ulteriore ostacolo, non solo di dubbia
costituzionalit, ma anche di scarsa efficacia, viste le premesse. Una
misura, quella adottata, che di fatto si evidenzia come una giurisdizione
senza garanzie per i cittadini, che dovranno obbligatoriamente ricorrervi
anche se privi di adeguata tutela difensiva e anche se impossibilitati a
valutare consapevolmente le eventuali rinunce ai propri diritti. Perch
quel che chiaro che con l’obbligatoriet alla mediazione civile, si
verranno a creare delle situazioni di evidente disparit tra le parti in
causa, sulla base delle proprie disponibilit economiche. Ossia: chi
in grado di pagarseli, potr farsi rappresentare da fior di avvocati e
professionisti forensi di grido, e chi povero, dovr arrangiarsi da
solo, perch, non essendo obbligatoria la presenza di un avvocato, non
sar possibile ricorrere al patrocinio a spese dello Stato.

"Mi immagino gi - dice Marco Paccagnella, vicepresidente di
Federcontribuenti - la scena dellanziana pensionata ultraottantenne, con
le elementari alle spalle, che non potendo anticipare (oltre a quelli per
il mediatore) i compensi per un avvocato, si trover a discutere da sola
una proposta di conciliazione di una controversia avente ad oggetto,
faccio un esempio dei giorni nostri, una maxi bolletta del gas, con un
battaglione di agguerriti specialisti pagati fior di quattrini dal colosso
energetico di turno. Impossibile chiamarla giustizia". Inoltre, si aggiunga
che da qui al 21 marzo mancano circa una decina di giorni e al momento non
sono stati adeguatamente predisposti gli uffici di conciliazione. Ci non
solo comporter un grave disagio per i cittadini e i difensori (che non a
caso hanno gi indotto uno sciopero contro la misura), ma anche una vera
e propria paralisi del sistema che avr ricadute negative sui
procedimenti in atto. In fin dei conti, il vero obiettivo di chi non ha
nessun interesse a riformare veramente la giustizia in questo Paese e al
contrario, fa di tutto, per paralizzarla"



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