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Parere su rimborsabilit dell’IVA sulla Tarsu
Articolo pubblicato online il 27 ottobre 2011

di Maurizio Villani
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La T.A.R.S.U. Tassa per lo smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani (da alcuni comuni
denominata anche Servizio di Igiene Ambientale) stata soppressa dalla tariffa di igiene
ambientale (TIA) che stata istituita dall’articolo 49 del decreto legislativo 5 febbraio
1997, n. 22, (recante "Attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui
rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio").

Ultimamente assistiamo a delle manifestazioni mediatiche che riportano tali diciture:
"Secondo una sentenza della Corte di Cassazione dell’autunno scorso, in linea con
l’orientamento comunitario, la T.A.R.S.U. una tassa (e non una tariffa) e pertanto non
assoggettabile all’imposta I.V.A. In parole povere non si pu mettere una tassa (l’IVA) su
un’altra tassa (la T.A.R.S.U.); potete chiedere quindi indietro dieci anni di Tarsu se fate cos
e cos..."

I dubbi e le perplessit sull’argomento emergono, prima facie, attraverso un dato: non vi
stata nessuna recente sentenza della Cassazione relativa all’affermazione appena
espressa, n riguardante la materia TARSU.

A ben vedere, vi una costante successione di leggi che regola la materia, tutte per
catalogate con numeri e annualit dei provvedimenti relativi alla TARSU. Accade, invece,
che le dicerie mediatiche, riportanti contenuti pressoch simili a quanto sopra espresso,
non riportano mai le indicazioni relative al numero della fantomatica sentenza della
Cassazione e all’anno in cui la stessa sarebbe stata emessa.

Tuttavia, una meticolosa e spregiudicata ricerca mediatica, e dei siti istituzionali e dei siti
non istituzionali induce ad affermare che la Sentenza in questione la 17526/2007;
nella predetta sentenza la parola IVA non neanche menzionata e non compare
nemmeno il DPR 633/1972 che ne regola la disciplina!

Ci si premura soltanto di dire, "chiedete il rimborso e iscrivetevi alle associazioni dei
consumatori ecc...".

L’art. 52 del D. Lgs n. 446/97 Decreto Ronchi , attraverso l’approvazione dei
regolamenti emessi con delibere comunali, attribuisce agli enti locali ampio potere
regolamentare per la disciplina dei tributi di propria competenza.

Il decreto Ronchi e il suo regolamento attuativo hanno previsto una progressiva
introduzione da parte dei comuni della disciplina della Tia in sostituzione della TARSU;
l’adeguamento sarebbe avvenuto entro il dicembre 2006.

Ma con le successive due leggi Finanziarie 2007 e 2008 venivano sospesi i termini
per potersi adeguare, confermando cos che i comuni dovessero mantenere lo stesso
regime di tassazione del 2006.

In seguito all’entrata in vigore del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (recante
"Norme in materia ambientale"), la disciplina della TIA contenuta nell’art. 238 del
medesimo decreto che definisce, al comma 1, la suddetta tariffa come il "corrispettivo per
lo svolgimento del servizio di raccolta, recupero e smaltimento dei rifiuti solidi urbani". In
buona sostanza la mancata proroga del regime transitorio ha precluso la possibilit ai
comuni che non si erano adeguati alla Tia di poter modificare il regime di tassazione.

Nel frattempo, per l’Agenzia delle Entrate (c’era da aspettarselo) portava avanti un’altra
opinione e cio (guarda caso) che l’Iva sulla Tarsu / Tia non andava rimborsata e ci per
due ragioni illustrate nella Risoluzione 250/E del 2008 :

1- TIA e TARSU sarebbero corrispettivi. Questa tesi, gi traballante, stata appena
smentita dalla Corte Costituzionale;

2- La seconda ragione assai sottile e, va detto, spiazzante: l’Iva una partita di giro
e quindi non il contribuente a poterne chiedere il rimborso

Fino al 2009 con la sentenza n. 238 della Corte Costituzionale e dunque dopo il
passaggio da tassa a tariffa, risulta legittima l’applicazione dell’IVA, in quanto tariffa per
tutti quei comuni che hanno usufruito del passaggio.

Nella sentenza, tuttavia, viene specificata la natura di "corrispettivo contrattuale" della
Tia, ma al tempo stesso viene precisato che " non individuabile, allo stato, un’univoca
giurisprudenza di legittimit sulla natura di tale tariffa, anche se pare maggiormente
attestato l’orientamento che le riconosce natura tributaria".

Leggiamo ancora in sentenza che, " un elemento di analogia tra TARSU e Tia costituito
dal fatto che ambedue i prelievi sono estranei all’ambito di applicazione dell’IVA.; infatti la
rilevata inesistenza di un nesso diretto tra il servizio e l’entit del prelievo, porta ad
escludere la sussistenza del rapporto sinallagmatico posto alla base dell’assoggettamento
ad IVA ai sensi degli artt. 3-4 del DPR 633/72 e caratterizzato dal pagamento di un
corrispettivo per la prestazione di servizi".

Infatti, non esiste una norma che espressamente assoggetti ad IVA le prestazioni dello
smaltimento dei rifiuti, come ad esempio la disposizione dell’art 4 DPR 633/72 che
espressamente prevede che "sono considerate in ogni caso commerciali, ancorch
esercitate da enti pubblici, le attivit di erogazione di acqua e servizi di fognatura e
depurazione, gas energia elettrica ecc..".

La pronuncia costituzionale aveva dato il via a una serie di procedimenti contenziosi per
il riconoscimento al rimborso dell’Iva pagata negli anni precedenti alla sentenza. Tale
indirizzo, se generalizzato, avrebbe avuto pesanti conseguenze sul bilanci dello stato per
l’ indennizzo dei rimborsi.

Per ovviare a tale situazione, nel decreto legge 78/10 convertito nella Legge 122/10
veniva introdotta una disposizione secondo cui la Tia aveva una connotazione tariffaria e
non tributaria con conseguente pagamento dell’Iva.

Dunque, possiamo affermare che la Tia, che attualmente viene applicata da circa un
sesto dei comuni italiani in virt di regolamenti comunali, in quanto appunto tariffa
viene assoggettata ad IVA.

In conclusione, possiamo dire che nulla ancora di definitivo ancora stato previsto dalla
legge, nulla che possa sanare il vuoto legislativo in maniera chiara per i contribuenti, se
non il fatto che, in virt del mancato regolamento di attuazione, dal 01.01.2010 la
TARSU non esiste pi.

Lecce, 25 Ottobre 2011
Avv. Maurizio Villani
Avv. Francesca Giorgia Romana Sannicandro



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