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Penalisti , tre giorni di astensione dalle udienze
Articolo pubblicato online il 23 marzo 2007

di Francesco Pagano
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L’astensione di tre giorni indetta dall’Unione Camere Penali Italiane prende il via oggi con una manifestazione nazionale presso l’Aula Magna della Corte d’Appello e cui intervengono gli On.li Enrico Buemi della Rosa nel Pugno e Gaetano Pecorella di Forza Italia, oltre che esponenti della politica e della cultura.

I penalisti si battono contro la riforma Mastella ed altri provvedimenti varati dal governo o allo studio, come per la progettata nuova disciplina dell’astensione degli avvocati, per la cosiddetta "Circolare Maddalena", intervenuta a seguito dell’indulto per organizzare il calendario dei processi sospesi, e sui cui l’UCPI ha anche presentato un esposto al CSM. Infine i penalisti puntano anche il dito sui mancati pagamenti dei difensori d’ufficio e per i non abbienti, sospesi da oltre sei mesi.

Secondo il Presidente e il segretario dell’UCPI, Oreste Dominioni e Renato Borzone, "l’ipotesi di riforma dell’ordinamento giudiziario messa a punto dal Ministero della Giustizia fondata su una concezione burocratico-statalistica dei magistrati e della attivit giudiziaria. Ispirata alle concezioni e rivendicazioni delle correnti della magistratura associata, allontana pericolosamente il processo penale e la giurisdizione dalla Costituzione".

Punto cruciale della protesta dei penalisti, nella riforma "Scompare il pur timido tentativo di distinzione delle funzioni che aveva caratterizzato la precedente riforma e sconfessa, sul punto, lo stesso programma di governo presentato agli elettori dall’attuale maggioranza, che prevedeva la realizzazione di una ’efficace e rigorosa separazione di funzioni fra magistratura giudicante e magistratura requirente e contribuire a realizzare nel processo penale una effettiva terziet del giudice e una effettiva parit tra accusa e difesa’".

Secondo l’UCPI, "si insiste nel non voler porre rimedio all’inadeguatezza delle risorse, alla cattiva gestione delle stesse, ai tempi morti dei processi che si protraggono con tale lunghezza per cui i fascicoli processuali restano fermi nelle cancellerie e segreterie per molti anni senza che alcuna attivit processuale sia compiuta", ma critiche vengono rivolte anche sul piano tecnico, ad esempio al "generalizzato ricorso all’incidente probatorio", al fatto che l’impedimento del difensore non venga fatto valere nella fase di formazione dibattimentale della prova, "che invece costituisce il momento decisivo del processo".

Altre critiche alla "drastica ed ingiustificata riduzione degli spazi del riesame e dell’appello in materia cautelare", alla "concezione per cui, dopo una sentenza di condanna, non debbano pi valere le ragioni sostanziali della prescrizione, con la conseguenza di collocare l’imputato in un’area di ’parcheggio processuale’, in violazione del diritto alla durata ragionevole del processo", concezione ribadita pero’ dalla Consulta nella sua bocciatura di parte della legge Pecorella, le cui motivazioni i penalisti definiscono "ragionamenti del tutto improbabili".

A giudizio dell’UCPI, e’ necessaria "un’energica iniziativa (sostenuta anche da azioni di protesta) per il varo di un nuovo ordinamento per la professione forense che, sganciato da una normativa quadro per le professioni intellettuali, regoli la materia rispettandone tutte le specificit, che sono di rilievo costituzionale oltre che sociale".

di osservatoriosullalegalita.org



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