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Zona a burocrazia zero nel decreto del fare
Articolo pubblicato online il 24 luglio 2013

di Maurizio Villani
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Tornano sulla scena con il Decreto Del Fare le zone a burocrazia zero, che dovrebbero puntare a uno snellimento burocratico nello start up di unimpresa.
Ed infatti, larticolo 37 del Dl 69/2013 del Governo Letta ai fini di facilitare la vita burocratica delle imprese propone un rilancio delle forme di semplificazione gi adottate di cui allart. 37 bis del D.l. n. 179/2012 (Governo Monti).
Con lart. 37 bis del D.l. n. 179/2012, gi al comma 3 veniva evidenziato che: << Per le aree ubicate nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, ove la zona a burocrazia zero coincida con una delle zone franche urbane di cui all’articolo 37, le risorse previste per tali zone franche urbane, ai sensi dell’articolo 1, comma 340, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono utilizzate dal sindaco territorialmente competente per la concessione di contributi diretti alle nuove iniziative produttive avviate nelle zone a burocrazia zero>>. Nell’ambito delle attivit di sperimentazione - di cui all’articolo 12, comma 1, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35- le zone a burocrazia zero sono una specie di zone franche del territorio nazionale le quali sono state espressamente sottratte (addirittura) a ogni vincolo paesaggistico-territoriale o del patrimonio storico-artistico (cos l’articolo 37-bis, comma 1, del decreto legge n. 179 del 2012, convertito dalla legge n. 221 del 2012) e dove il rilascio delle autorizzazioni sono sostituite da una comunicazione che l’interessato deposita presso lo sportello unico delle attivit produttive.
Con il Decreto Del Fare, vieppi, le forme di semplificazione consistono negli accordi sperimentali tra amministrazioni e associazioni di categoria, lanciati dal Governo Monti con l’articolo 12 del decreto legge n. 5 del 2012, convertito in legge n. 35 del 2012 (e poi ulteriormente disciplinate con successiva decretazione d’urgenza), ossia di convenzioni che possono essere stipulate tra le amministrazioni competenti e le varie associazioni di categoria per attivare percorsi sperimentali di semplificazione amministrativa per gli impianti produttivi e le iniziative e attivit delle imprese sul territorio, in ambiti delimitati e a partecipazione volontaria, anche mediante deroghe alle procedure e ai termini per l’esercizio delle competenze facenti esclusivamente capo ai soggetti partecipanti, dandone preventiva e adeguata informazione pubblica (cos la definizione dell’art. 12, comma 1, del decreto legge n. 5 del 2012).
Lobiettivo rimane quello di semplificazione basato, sostanzialmente, su accordi che derogano alle vigenti norme di legge, al fine di snellire le procedure e abbreviare i termini dei procedimenti amministrativi; ci, alla condizione che venga data adeguata pubblicit preventiva (informazione pubblica) a tali iniziative.
Le nuove disposizioni inserite dal decreto legge "del fare" mirano all’estensione a tutto il territorio nazionale di queste sperimentazioni, anche al fine di creare un sistema integrato di dati telematici tra le varie amministrazioni coinvolte e di permetterne un monitoraggio complessivo che affidato al ministero dello sviluppo economico.
Uniche limitazioni alle attivit economiche cos liberalizzate, la tutela dei principi fondamentali della Costituzione, la sicurezza, la libert e la dignit dell’uomo e l’utilit sociale, il rispetto della salute, dell’ambiente, del paesaggio e del patrimonio artistico e culturale (cos il comma 5 dell’art. 37).

Avv. Maurizio Villani
Avv. Iolanda Pansardi



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