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La Cassazione esclude la notifica diretta per posta
Articolo pubblicato online il 25 luglio 2013

di Maurizio Villani, Idalisa Lamorgese
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La Corte di Cassazione, con lOrdinanza n. 13278 del 28 maggio 2013, ha stabilito che nulla la notifica degli atti fiscali nel caso in cui lavviso lasciato dallagente postale, che ne d notizia con raccomandata con avviso di ricevimento, non riporta il numero civico presso il quale avrebbe cercato il contribuente.
Infatti, la Sesta Sezione Civile della Suprema Corte, con lOrdinanza di cui sopra, ha accolto il ricorso di un contribuente che chiedeva la cassazione della sentenza pronunciata dalla Commissione Tributaria Regionale di Palermo, con cui, confermando la decisione di primo grado, veniva respinto il proprio atto di appello nei confronti dellAgenzia delle Entrate.
La controversia scaturita da una cartella di pagamento, emessa sulla base di provvedimento di irrogazione di sanzioni, di cui il contribuente ha chiesto lannullamento eccependo un vizio di notifica, consistito nel mancato rispetto di tutti gli adempimenti richiesti dalla legge e, segnatamente, dallarticolo 3 della Legge n. 892/1982 concernente la notificazione di atti a mezzo posta. Infatti il messo notificatore aveva omesso di annotare quale fosse il numero civico dello stabile presso il quale aveva cercato il destinatario dellatto, anche per colpa dellUfficio Finanziario che non aveva compiutamente indicato lindirizzo del contribuente.
Pi in particolare, i Giudici di appello si erano limitati a verificare che lagente postale, alla cui attivit andava riconosciuta efficacia probatoria fino a querela di falso, avesse curato i prescritti adempimenti, dando atto di avere immesso avviso cassetta ingresso dello stabile in indirizzo.
In sede di Cassazione il ricorrente lamentava, invece, la mancata ricezione dellatto e riteneva che le carenze di notifica fossero da imputare sia alloriginario errore omissivo dellUfficio che non aveva compiutamente indicato lindirizzo omettendo il numero civico, che ad un vizio del procedimento di notifica: lagente postale, infatti, non aveva annotato nellavviso di ricevimento il numero civico dello stabile nel quale si era concretamente introdotto.
La decisione veniva, pertanto, impugnata per violazione e falsa applicazione dell art. 3 della L. 890/1982, nonch dellart. 6 della L. 212/2000.
Ebbene, diversamente dai giudici del merito, la Suprema Corte ha accolto il ricorso del contribuente, rinviando la causa per nuovo esame ad altra sezione della CTR della Sicilia. Gli Ermellini hanno infatti attribuito estrema importanza alla completezza dellavviso lasciato dallagente delle poste al momento della notifica dellatto tributario. Sul punto i supremi giudici hanno ribadito che, nel caso di notifica a mezzo posta e di irreperibilit relativa del destinatario, le modalit di notifica devono essere rigorosamente osservate e menzionate nellavviso di ricevimento, deducendone che l dove, come nel caso, dalla sola annotazione dellagente postale riportata nellavviso, non possa ricavarsi lavvenuto puntuale espletamento di tutte le prescritte formalit, e segnatamente il luogo di immissione dellavviso, la notifica non pu ritenersi correttamente effettuata.
L ordinanza in commento si segnala, paradossalmente, pi per quello che lascia ipotizzare che per quello che, esplicitamente, afferma.
In particolare, offre, lo spunto per una importante riflessione (cfr. M. Bruzzone La notifica a mezzo posta inesistente se manca il civico nellavviso di ricevimento in Corriere Tributario 29/2013) che merita di essere posta in evidenza in questo articolo.
Orbene, opportuno prima di tutto segnalare che non vi dubbio che quella delle notifiche a mezzo posta degli atti tributari materia estremamente complessa e delicata, come dimostra la copiosa giurisprudenza di merito e di legittimit che negli ultimi anni si pronunciata sullargomento.
La Suprema Corte nellordinanza n. 13278 del 28 maggio 2013, tornata a pronunciarsi sulla notificazione a mezzo posta di atti tributari.
Preme in questa sede evidenziare che la soluzione interpretativa prospettata dagli Ermellini, di estrema importanza e presuppone lapplicazione alle notifiche di atti tributari a mezzo posta della Legge n. 890 del 20 novembre 1982 Notificazioni di atti a mezzo posta e di comunicazioni a mezzo posta connesse con la notificazione di atti giudiziari, ponendosi, in tal modo, in netto contrasto con la tesi, sostenuta in altre pronunce della stessa Corte, che, al contrario, ammette la spedizione diretta a mezzo posta di provvedimenti impositivi ed esattivi, senza lintervento di un agente notificatore abilitato e senza la compilazione della relata di notifica, assumendo linapplicabilit n dellart. 149 c.p.c., n, di conseguenza, delle pi rigorose formalit prescritte dalla legge n. 890/1982 e loperativit della disciplina regolamentare sullordinaria posta raccomandata, contenuta nel Decreto del Ministero delle comunicazioni del 9 aprile 2001 (cfr. Sentenza Cassazione n. 15746 del 19 settembre 2012).
Orbene, alla luce di quanto sopra esposto, sebbene in realt le sentenze dei giudici di legittimit non abbiano specificatamente affrontato leccezione dellinesistenza della notifica per posta diretta perch effettuata da un soggetto non abilitato dalla legge, evidente che viene a configurarsi un chiaro contrasto interpretativo: quale sar la disciplina applicabile alle notificazioni a mezzo posta di atti tributari?



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