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Nota di commento al ricorso cumulativo nel Processo Tributario
Articolo pubblicato online il 31 luglio 2013

di Maurizio Villani
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La Commissione Tributaria Provinciale di Lecce Sez. 4 -, con linteressante sentenza n. 836/04/13 del 18/07/2013, depositata il 29/07/2013, ha totalmente accolto il ricorso cumulativo di 25 contribuenti, presentato dallAvv. Francesco DAgata dello Sportello dei Diritti, annullando per difetto di motivazione gli accertamenti catastali dellAgenzia del Territorio di Lecce.
La sentenza importante perch, prima in Italia, ha ritenuto validamente proposto un ricorso cumulativo presentato da un organismo associativo di tutela dei cittadini-contribuenti, utilizzando la particolare procedura processuale dellart. 104 del codice di procedura civile, secondo il quale:
Contro la stessa parte possono proporsi nel medesimo processo pi domande anche non altrimenti connesse, purch sia osservata la norma dellart. 10, secondo comma.
La Corte di Cassazione ha pi volte riconosciuto la validit del ricorso cumulativo, con le seguenti sentenze:
n. 7191/04;
n. 309/06;
n. 13916/06 delle Sezioni Unite;
n.3692 del 16/02/2009 delle Sezioni Unite;
n. 21955 del 27/10/2010;
n. 4490 del 22/02/2013 della Sezione Tributaria.
Secondo la Corte di Cassazione, in aggiunta alle ragioni di economia processuale che sorreggono la pacifica ammissibilit del ricorso uno actu avverso pi sentenze emesse nel medesimo procedimento, va osservato che lammissibilit consentita quando i diversi procedimenti non solo attengono al medesimo rapporto giuridico di imposta, pur riguardando situazioni giuridiche formalmente distinte, in quanto si riferiscono a diverse annualit, ma soprattutto quando dipendono per intero dalla soluzione di una identica questione di diritto comune a tutte le cause ed in ipotesi suscettibile persino a dare vita ad un giudicato rilevabile dufficio a tutte le cause relative al medesimo rapporto di imposta.
In definitiva, la giurisprudenza della Corte di Cassazione ritiene pacificamente ammissibile la proposizione di un unico ricorso cumulativo avverso pi atti distinti di accertamento, dovendo ritenersi applicabile sempre nel processo tributario lart. 104 c.p.c., il quale consente la proposizione contro la stessa parte, e quindi la trattazione unitaria, di una pluralit di domande, anche non connesse tra loro, con risultato peraltro analogo a quello ottenuto nel caso di riunione di processi anche soltanto soggettivamente connessi (art. 29 D.Lgs. n. 546/1992).
In altri termini, non si rinviene allinterno del processo tributario alcuna incompatibilit con listituto del litisconsorzio improprio (art. 103 c.p.c.), non ostando alla legittimit della proposizione del ricorso collettivo la previsione espressa del litisconsorzio necessario.
Infatti, la previsione espressa del litisconsorzio necessario nel processo tributario non implica, in virt del richiamo operato dallart. 1 del D.Lgs. n. 546/1992, quale automatica conseguenza, linammissibilit dellapplicazione del litisconsorzio improprio, cos come il principio sancito dallart. 18 D.Lgs n. 546/1992, secondo cui ogni atto autonomamente impugnabile pu essere impugnato solo per vizi propri, non appare violato dalla mera materiale unicit del ricorso con il quale pi soggetti impugnino atti autonomamente impugnabili per vizi propri, deducendo a conforto identiche questioni.
Infine, sempre secondo i principi consolidati della Corte di Cassazione, non appaiono ostative alla soluzione adottata le eventuali circostanze fattuali che potrebbero, parzialmente, diversificare le posizioni dei singoli ricorrenti, soccorrendo, in tal caso, e nella ricorrenza dei presupposti di legge, la separazione delle cause espressamente prevista dallart. 103, comma 2, c.p.c..
I giudici leccesi hanno ben applicato i suddetti principi pi volte espressi dalla Corte di Cassazione e ci, in futuro, comporter per i contribuenti, assistiti dallo Sportello dei Diritti, una difesa tributaria pi lineare, incisiva e meno dispendiosa dal punto di vista economico.



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