Legali.com
il sito degli avvocati italiani

Sito per gli avvocati italiani, per tenersi aggiornati, sfruttare le nuove tecnologie, dialogare con i colleghi, sottoporre quesiti giuridici, fare ricerche in ambito legale.
I giuristi che vogliono inviare articoli o notizie, si possono registrare online inserendo i propri dati dal link "Connettersi", posto in fondo alla pagina a sinistra. Clicca qui per vedere il video con le istruzioni per la pubblicazione degli articoli.

Disciplina sanzionatoria rifiuti: ma davvero basta leggerla?
Articolo pubblicato online il 26 agosto 2013

di Avv. Silvano Di Rosa
Stampare logo imprimer

Discussione fra addetti ai lavori, mentre il Legislatore resta a guardare:
ancora sullart. 258 D.Lgs. 152/2006.

Due recentissimi contributi [1] [2] di esperti in materia di rifiuti destano nuovamente il nostro interesse verso la relativa disciplina sanzionatoria, ma, nonostante la ricca e in certi punti assolutamente condivisibile riflessione che, con tali lavori, viene prospettata, non veniamo indotti a poter aderire a certi presupposti su cui si fondano alcune conclusioni di tali autori, verso le quali continuiamo a non poter convergere. Non escludiamo che a chi scrive stia sfuggendo qualcosa, forse a tutti, ma, soprattutto, al legislatore.

Come poter non condividere (!!) lasserto introduttivo con cui si apre il secondo dei lavori sopra richiamati: Il problema grave e non di poco conto. E riguarda l’esistenza o meno oggi di una sanzione per chi trasporta rifiuti pericolosi senza formulario o con formulario incompleto o con dati inesatti, andando a coinvolgere tutto il settore del trasporto dei rifiuti pericolosi sotto un doppio profilo: da un lato, infatti, si incide in modo significativo sulle attivit di prevenzione e repressione delle diffuse e perniciose attivit illegali nel settore (particolarmente delicato proprio perch si tratta di rifiuti pericolosi), e dall’altro di conseguenza si incide in modo negativo sulla posizione dei trasportatori regolari (che rispettano la legge ed i dispositivi normativi) i quali si trovano a dover di fatto subire una concorrenza sleale da parte di chi le regole non le rispetta e nonostante questo non viene sanzionato... Oltretutto si crea una grande confusione presso gli organi di controllo. Non solo deve considerarsi grave e vero, ma riguardante pure il trasporto dei rifiuti speciali (se solo si dei soggetti diversi da coloro che raccolgono e trasportano i propri rifiuti non pericolosi e che non aderiscono, su base volontaria, al SISTRI), oltre che incidente sulle violazioni in cui si pu incorrere nella gestione dei registri di carico e scarico (se solo si dei soggetti diversi dai produttori di rifiuti pericolosi che non sono inquadrati in unorganizzazione di ente o di impresa, oppure se non si aderito al SISTRI).

Come cittadino da ritenere ripugnante lidea che restino impuniti i professionisti dellillecito: coloro che, intenzionalmente, si dedicano alla gestione illecita dei rifiuti, a tutto discapito degli altri gestori per fortuna tantissimi che rispettano la legge ed i dispositivi normativi. Ma proprio pensando a questi ultimi che trovo altrettanto ingiustificato sanzionare le loro sviste (quelle che vanno dal formulario incompleto o senza una crocetta, al registro di carico e scarico con un numero errato o con un C.E.R. difforme), quantomeno fintanto che il primo, vero, disattento risulta essere il legislatore italiano; il quale, ancora nellagosto 2013, nonostante proprio oggi sia stata pubblicata in Gazzetta la legge n 98/2013 di conversione del D.L. 21 giugno 2013 n. 69 Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia (contenente anche prescrizioni in materia ambientale), continua a non aver risolto, una volta per tutte, in maniera chiara ed incontrovertibile, il problema dellart. 258 del D.Lgs. 152/2006, cui abbiamo pi volte dedicato la nostra attenzione [3] e sul quale gli interpreti del diritto, a quanto pare, continuano a disquisire e discutere, quasi non avessero di meglio da fare.

Come abbiamo detto, il problema non riguarda solo il trasporto dei rifiuti pericolosi, ma un po tutte le sanzioni che dovrebbero essere previste dal citato art. 258. Quindi siamo ancora una volta daccordo con lautore delleditoriale inizialmente richiamato , non c proprio niente di risibile nel prendere atto che i giudici della Suprema Corte continuano ad evidenziare che: c qualcosa che non va !!
Le sentenze per si rispettano e concordando ancora una volta si leggono nella loro stesura integrale.

Ci che proprio non riusciamo a condividere, invece, che ci si esprima in termini di assurda interpretazione o di (assurda) teoria della (presunta) attuale mancanza totale di sanzioni per chi trasporta rifiuti pericolosi in modo illegale . (oltre a tutte le altre sanzioni che erano previste dallart. 258 fino al 24 dicembre 2010).
Non che non sia chiaro quale fosse lintento che ha mosso gli autori, cui ci permettiamo, rispettosamente, di far riferimento.
Non che non sia chiaro quale fosse lintento del legislatore, quando con larticolo 52 del D.L. 83/2012 ha cercato maldestramente di porre rimedio alla lacuna, in tal modo riconosciuta ma non risolta.
Non che non sia chiaro cosa piacerebbe ad ogni onesto cittadino di questo nostro Bel Paese: vivere secondo discipline o regole chiare, semplici e facilmente comprensibili da tutti.
E potremmo continuare allinfinito; ma preferiamo concludere la serie dei Non che non con un univoco e chiaro riferimento a ci che piacerebbe ad ogni utente SISTRI e ad ogni onesto trasportatore e gestore di rifiuti: . Poter svolgere il proprio lavoro attuando regole semplici e costanti nel tempo, senza essere sanzionato per delle disattenzioni o delle sviste, ma solo per delle violazioni obiettivamente gravi e intenzionali.

Sappiamo bene che la lista delle ipotesi, dei desiderata, delle illusioni, dei meri intenti e delle buone intenzioni (di cui, si dice, sia lastricata anche la strada dellinferno) praticamente infinita, ma chi e lo abbiamo gi detto in altre occasioni [4] , come il legislatore, ha la pretesa di imporre norme che sanzionano aspramente anche le sviste, non pu poi permettersi di essere disattento, se non tradendo il proprio compito primario: quello di dare per primo il buon esempio. E questo non pu essere considerata una semplice ipotesi o una buona intenzione: il buon esempio occorre darlo, punto e basta.
Qual la sanzione in cui incorre il legislatore disattento ?
Ovviamente non si tratta di una sanzione pecuniaria, ma chiaro che rischia di essere considerato inattendibile !! Sanzione abbastanza grave.
Per, a ben vedere, una sanzione per un legislatore che abbia a cuore il Popolo potrebbe essere individuata gi nelle conseguenze derivanti dallindurre il cittadino a minimizzare e giustificare ogni propria disattenzione, cos come potrebbe ritrovarsi anche nel solo far pensare allimprenditore che le proprie sviste possano essere auto-giustificate e lette in maniera anche diversa da quanto risulta nella Gazzetta Ufficiale.

E proprio per questo che ci meraviglia anche a livello di sola idea il poter ritenere sufficiente affermare una cosa, perch questa debba essere ritenuta vera da tutti. Questo vale sia quando si pensa (come anche il legislatore sembra fare) e si afferma che le sviste possano essere lette come accadimenti privi di conseguenze (non vero le determinano !), sia quando si ha la pretesa forse non del tutto conscia di affermare che: Qui non si tratta di un problema di interpretazione del testo normativo (come in realt qualche volta avviene nel contesto del decreto legislativo 152/2006), ma semplicemente di leggere le disposizioni vigenti (che sono estremamente chiare) e di applicarle di conseguenza (non vero non sono chiare !). Quindi, in entrambe i casi, si tratta di asserti non corretti!!

In tutta franchezza, piuttosto evidente come il lodevole intento degli autori in commento sia stato quello di cercare di sopperire alle lacune create e mantenute dal legislatore disattento e maldestro. Ciononostante, non riteniamo sia possibile costituire acquiescenza al predetto asserto secondo cui basta semplicemente: leggere le disposizioni vigenti (che sono estremamente chiare) e applicarle di conseguenza, quando, poi proprio con la stessa fonte dottrinaria inizialmente citata , ci si limita a sostenere che le modifiche/introduzioni agli/degli articoli 188, 188bis, 188ter, 189, 190 e 193 del D.Lgs. 152/2006 (TUA) entreranno in vigore solo con loperativit del SISTRI. Si tratta solo di una mezza verit, che non sufficiente a fornire lintero quadro della situazione, perch, soltanto dopo loperativit del SISTRI che tali modifiche/introduzioni proprio per quanto disposto dallarticolo 16, comma 2, del D.Lgs. n 205/2010 andranno a collocarsi nel testo del TUA (dove, poi, acquisiranno anche il necessario vigore ed efficacia): difatti, tali modifiche/introduzioni, ancora oggi (!!!) non esistono e non sono presenti nel corpo del D.Lgs. 152/2006, in quanto larticolo 16, comma 1, del D.Lgs. 205/2010 non ancora entrato in vigore e, con esso, non ha acquisito efficacia neppure il previsto inserimento di nuove norme nel decreto 152 (TUA) !!
La differenza fra mancata esistenza o mancato inserimento e mancata entrata in vigore talmente palese da indurci a non dovervi dedicare del tempo.

Riguardo, poi, al fatto che in forza di quanto stabilito dallart. 39, comma 1, del D.Lgs. 205/2010 le sanzioni relative al sistema SISTRI si applicheranno solo quando questo sar (se mai lo sar) operativo, si tratta di una grandissima verit ! Ma, ciononostante, tale oggettivit non determina lautomatica ed implicita reviviscenza dellarticolo 258 del D.Lgs. 152/2006 nella versione precedente a quella concretamente gi introdotta [5] dal D.Lgs. 205/2010 !!! Piuttosto, eventualmente, aggrava il disvalore della svista del nostro legislatore !! Quindi si tratta di una considerazione vera, ma praticamente ininfluente ai fini dellargomento in questione.

Analogamente, non si pu sostenere che larticolo 39, comma 2bis, del D.Lgs. n. 205/2010, sia una norma leggibile, chiara, ed applicabile di conseguenza, dal momento in cui coloro che con tale norma si ha la pretesa di assoggettare alle sanzioni previste dall’articolo 258 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, nella formulazione precedente all’entrata in vigore del presente decreto [dove con ci si intende il D.Lgs. 205/2010] sono i soggetti di cui all’articolo 188-ter, commi 1, 2, 4 e 5, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e quindi sono dei soggetti giuridicamente inesistenti, visto che nel D.Lgs. 152/2006 non esiste alcun articolo 188-ter !!
E tanto chiaro che cosa si volesse dire, cos come tanto chiaro cosa, di fatto, stato scritto: purtroppo, lessere ed il voler essere, sono due cose diverse.
Per analogia, potremmo dire di trovarci nella stessa situazione vissuta da quel produttore di rifiuti onesto che, apprestandosi a scrivere un certo CER su di un formulario, distrattamente ne inserisce uno inesistente. In quel caso, il produttore, il trasportatore, ecc .. commettono una violazione che senza lempasse di cui si discorre sarebbe sanzionabile .. E, il legislatore ?? Il legislatore no !!?? Lui pu permetterselo !!?? Senza conseguenze !!?? Le conseguenze sono quelle che ci vengono ben esposte nei contributi dottrinari cui stiamo facendo riferimento, e sono tragiche.

Siamo assolutamente daccordo (e lavevamo scritto gi a giugno del 2012) sul fatto che circolano dei testi del D.Lgs. 152/2006 in cui sono gi state apportate le modifiche/introduzioni agli/degli articoli 188, 188bis, 188ter, 189, 190 e 193 previste dal DLgs 205/2010 (come se larticolo 16, comma 1, del D.Lgs. 205/2010 fosse gi entrato in vigore), e siamo altrettanto daccordo sul fatto che siano assolutamente sbagliati, perch, ad esempio, contengono gi lart. 188-bis ed anche lart. 188-ter, i quali, viceversa, non possono ancora considerarsi esistenti nel TUA !!! Forse, il legislatore del D.L. 83/2012 e della relativa legge di conversione aveva davanti agli occhi proprio uno di questi testi galeotti (Dantescamente parlando).
La conseguenza logica di questa constatazione che quando, nei contributi inizialmente richiamati, riferendosi alle nuove versioni/integrazioni degli articoli 188 - 188bis - 188ter - 189 - 190 - 193 - 258 - 260bis - 260ter (del D.Lgs. 152/2006) previste dal D.Lgs. 205/2010, si ritiene di poter scrivere che: tutte queste nuove disposizioni dal 2010 ad oggi non sono mai state in vigore neanche un giorno, si incorre in una inesattezza, perch:

a) gli articoli 188, 188bis, 188ter, 189, 190 e 193 (nuove versioni) non sono mai stati neppure inseriti nel D.Lgs. 152/2006, tanto da essere riduttivo affermare solamente che non sono entrati in vigore ( lart. 16, comma 1, del D.Lgs. 205/2010 che non mai entrato in vigore !);

b) larticolo 258 (nuova versione), viceversa, non solo stato inserito a partire dal 25.12.2010 nel corpo del D.Lgs. 152/2006, ma altres pienamente vigente, da tale giorno fino ad oggi (infatti larticolo 35 del D.Lgs. 205/2010 entrato in vigore il quindicesimo giorno dopo la pubblicazione in Gazzetta del decreto e, da tale momento, ha avuto efficacia anche la sostituzione dellart. 258 nel TUA; che non pu considerarsi bloccata o annullata dal sopravvenuto art. 39, comma 2bis, del D.Lgs. n. 205/2010, il quale, lo ribadiamo, contempla si ! delle precise disposizioni, ma le riferisce e le impone a soggetti giuridicamente inesistenti), tant che il legislatore pur sbagliando per due volte consecutive dovuto (o meglio, avrebbe voluto) intervenire proprio per porvi rimedio, ma senza riuscirci;

c) gli articoli 260bis, 260ter sono stati inseriti dal 25.12.2010 nel D.Lgs. 152/2006, ma non sono entrati in vigore (su questo nulla quaestio).

Questa una lettura conforme al testo effettivo delle normative vigenti: da leggere per come sono scritte, senza alcuna interpretazione (anche se a fin di bene), e non per come vorremmo anche noi !! fossero state scritte !!

Ne consegue come sia inutile meravigliarsi, con riferimento a recentissime decisioni della Suprema Corte Cass. pen. Sez. III, Sent., (ud. 21-02-2013) 30-07-2013, n. 32942 , e ritenere incomprensibile come mai il Giudice di Legittimit non abbia preso in considerazione (in punto di diritto) il fatto che lart. 39, comma 2bis, del D.Lgs. 205/2010, preveda lapplicabilit della versione precedente dellart. 258. La ragione evidente ed stata illustrata poco sopra: il testo dellart. 39, comma 2bis, del D.Lgs. 205/2010, contiene un errore che lo rende inapplicabile ! Pur se con grande dispiacere, la norma deve essere letta per come scritta, compresi gli errori, e, magari, deve essere corretta velocemente !!! Ma da parte di chi lo pu fare.

Anche lo sforzo di richiamare la sentenza Rigotti: Cass. pen. Sez. III, Sent., (ud. 21-06-2011) 27-07-2011, n. 29973 attuato dagli autori che ci perdoneranno per questo continuo richiamo , non consente ugualmente di poter condividere le conclusioni tratte nei lavori citati inizialmente, in quanto la Suprema Corte, proprio in tale occasione, conferma a chiare note che: Il testo dell’art. 258, comma 4, attualmente in vigore si riferisce alle imprese che trasportano i propri rifiuti e comunque non prevede pi l’applicazione della sanzione penale per chi effettua il trasporto di rifiuti pericolosi senza il prescritto formulario o indica nel formulario dati incompleti o inesatti. (quindi statuisce che quella attualmente in vigore, e da applicare, la versione dellart. 258, prevista dallart. 35 del D.Lgs. 205/2010 e gi inserita nel TUA).
Daltronde, evidente che, in quella sentenza, soltanto dopo essersi chiaramente ed esaustivamente dedicato con circa 400 parole su 2.185 che compongono lintera motivazione al distinguo esistente fra il vecchio testo ed il nuovo testo dellart. 258, il Giudice di Legittimit sente il bisogno di rilevare che: in questa sede non necessario approfondire le questioni derivanti dalla suddetta modifica legislativa e gli eventuali problemi di continuit normativa, in quanto deve ritenersi che la fattispecie oggetto del giudizio gi sulla base della disciplina vigente all’epoca del fatto costituiva in astratto un illecito amministrativo e non un illecito penale., ma solo perch non serviva andare oltre. Questo, senza che ci tolga assolutamente niente al livello di approfondimento insito nella sentenza in questione, da ritenere pi che sufficiente a confermare come lart. 258, nella nuova versione, sia entrato in vigore il 25 dicembre 2010 e che, in tale veste, continua ad esserlo ancora oggi (quella veste che come ci ricorda la Cassazione al proprio quarto comma fa riferimento alle imprese che trasportano i propri rifiuti non pericolosi), con tutte le debite e sgradite conseguenze.

Come ultima spiaggia, viene anche chiamata in causa la (di poco) meno recente sentenza Cass. pen. Sez. III, Sent., (ud. 24-01-2013) 08-07-2013, n. 28909, che per, in tutta onest, rispetto alla precedente (29973), caratterizzata da una stringatissima motivazione che complessivamente consta in tutto di sole 322 parole , di cui, oltretutto, meno della met risulta essere dedicata alla questione che ci interessa e, per di pi, evidentemente generica e discorsiva. La riportiamo qui di seguito, per evitare che si possa pensare si tratti soltanto di una nostra interpretazione: A ben vedere la nuova normativa introdotta dal D.Lgs. n. 205 del 2010, ha istituito la scheda SISTRI in sostituzione del precedente formulario: tuttavia la piena operativit del nuovo sistema di trasporto dei rifiuti stata postergata ex D.M. 2 dicembre 2010, all’1 giugno 2011 con conseguente rinvio delle sanzioni penali ivi previste che continuano, pertanto, a permanere inalterate rispetto alla disciplina precedente. Di seguito a tale D.M. intervenuto il D.L. 13 agosto 2011, n. 138, art. 6, che ha ulteriormente differito al 15.12.2011 - 9.2.2012 l’effettiva operativit della scheda SISTRI. 3. Di conseguenza, anche al fine di evitare un pericoloso vuoto normativo con possibile contrasto con il precetto costituzionale di cui all’art. 3 Cost. (principio di ragionevolezza), la condotta contestata al Q. doveva ritenersi ancora punibile penalmente posto che l’operativit del sistema SISTRI non era ancora entrata a regime.
Il testo della motivazione sopra riportata analizzato con obiettivit sembra essere connotato pi da sconcerto che da certezza; tanto da risultare prevalentemente indicativo di una grande meraviglia circa il fatto che si sia potuto creare un cos ampio e pericoloso vuoto normativo, per colmare il quale (o per temere di doverne riconoscere lesistenza: quien sabe) si optato per una discorsiva deduzione, espressamente e legittimamente fondata sul principio di ragionevolezza ex-art. 3 Costituzione: questa una interpretazione!! E una sentenza e, come tale, deve essere rispettata; ma non senza poterne paragonare i contenuti ed il dettaglio rispetto allaltra prima richiamata.

Riteniamo ed auspichiamo che tutto quanto sopra detto non induca qualcuno ad annoverarci fra i simpatizzanti di delinquenti o, peggio ancora, fra i loro sostenitori , solo perch, leggendo le norme vigenti per come sono scritte (e non per come si vorrebbe lo fossero state), si arrivati a conclusioni cui giunge anche la Suprema Corte, chiamandole col nome che meritano: pericoloso vuoto normativo.
Ci premesso, sommessamente ma consapevolmente, vorremmo anche evidenziare come tale vuoto non verr mai colmato dal legislatore, finch si continuer a far credere a questultimo che non esiste alcuna lacuna.

Epperci, se da un lato veramente doveroso porsi la domanda: E mai possibile che nel nostro seppur disastrato e barcollante sistema giuridico ambientale possa essere stata decriminalizzata ogni forma di micidiale attivit di trasporto illegale anche dei pi terribili rifiuti pericolosi ?, oltretutto senza considerarne la pericolosit ? Da altro angolo visuale, non possiamo nascondere che sarebbe forse pi appropriato modulare la domanda in termini di: E mai possibile che, nel determinarla non ci si sia resi conto della gravit di una simile anche solo astrattamente potenziale decriminalizzazione [per adeguarsi alla terminologia dellautore] ?
Questo non lo sappiamo e ci vogliamo augurare di no; ma, se in ipotesi, distrattamente (vogliamo sperarlo), ci si fosse verificato come di fatto, secondo noi, si verificato ! , riteniamo sia ancor pi pericoloso il cercare di rassicurare tutti e con ogni mezzo circa linsussistenza di una lacuna che, viceversa, assolutamente persistente e che deve essere colmata (in quanto pronta a far caducare ogni buona intenzione di superarla senza averla prima eliminata); se non altro, in quanto si tratta di una imperfezione che gi stata ben inquadrata (dal 2011 ad oggi) anche da numerose decisioni della Suprema Corte: livello oltre il quale non ci risulta si possa andare !

Concludendo, non vogliamo escludere che si sia trattato, o che si possa trattare, di uno (speriamo) involontario: regalo inaspettato e fruttuoso a tutti i delinquenti che trasportano rifiuti pericolosi verso smaltimenti inevitabilmente ignoti (leggi: sottoterra, in acqua, nelle cave abbandonate, in inceneritori illegali, in tombamenti di ogni tipo), ma proprio per eliminare anche la minima ombra di tale insensato ed illecito vantaggio, che il legislatore ne deve avere piena consapevolezza, perch solo conoscendoli che si possono sconfiggere certi mali, i quali proliferano proprio grazie allignoranza (nel senso di non conoscenza) dellesistenza di un problema. E la conoscenza che ci aiuta a sconfiggere le peggiori malattie, le quali non possono essere debellate affermando che il malato sta bene e non ha bisogno di cure. Non si fa un buon servizio al degente cui vien detto che sta bene quando non vero, perch lui non si cura, e il nostro legislatore . non gode di ottima salute; se non altro, ha problemi di vista.

Quindi, per brutta che sia la realt del nostro ordinamento giuridico bene averne e farne avere piena consapevolezza, in quanto lunica strada, giusta, per poter richiamare il legislatore al proprio urgente compito istituzionale.
E allattenzione del legislatore che dovrebbero essere sottoposti i vari giustissimi esempi che i nostri odierni autori di riferimento hanno utilizzato per rappresentare quale e quanto sia estrema la gravit delle conseguenze di un vulnus [6] come quello di cui stiamo parlando.

Daltronde, sia chiaro, chi , fra noi, che vuol dare spunti premiali ai disonesti, oppure che vuol esaudire il desiderio storico di ogni delinquente ambientale ?
Chi, nelle nostre fila, intende vessare ed umiliare gli onesti o istigare alla disobbedienza civile ?

Si tratta solo di essere chiari e coerenti, sia con i disonesti che con gli onesti. Mantenendosi ferrei con i primi, ma cercando anche di non indurre i secondi ad imitare i primi; perch proprio pensando agli onesti come abbiamo gi accennato che non ci sembra logico che questi vengano assoggettati a sanzioni previste, anche per delle sviste, da un legislatore che continua ad essere disattento e quindi involontariamente benevolo verso i disonesti: santi numi ! Che perlomeno lui, il legislatore, sia attento, no ? Lonesto avr pure il diritto di sbottare in tal senso.

In fondo, a proposito di ragionevolezza, si pu mai pensare che il legislatore possa emanare delle norme che contengono spunti premiali ai disonesti, sol perch si distratto proprio nel mentre redigeva quelle regole che avrebbero dovuto prevedere ed imporre un elevato livello di accortezza da parte di tutti i cittadini (fra cui gli imprenditori onesti) ? Diciamo che sarebbe evangelicamente necessario che prima il legislatore si togliesse la trave dallocchio, per poi poter riuscire a togliere con maggior cura la pagliuzza dallocchio dellonesto consociato distratto, senza rischiare di accecarlo.

Proprio per questo, riteniamo ed auspichiamo che il legislatore venga chiamato, perlomeno lui, a dare il buon esempio: anche questo non potrebbe essere diversamente, secondo anche un criterio di logica ragionevolezza giuridica no ?

In ogni caso certo che qualcosa sta sfuggendo: a chi e che cosa non stato ancora detto. Speriamo non serva una password speciale quale . xTAr21D21yra82bi8be5z0nofM1 (di quelle strane che si usano sui computer) oppure una formula magica . altrimenti saremmo veramente nei guai.

Notes :

[1Maurizio Santoloci, Trasporta rifiuti pericolosi in modo illegale ? prego, si accomodi nulla da osservare fonte http://www.dirittoambiente.net/file/news_2992.pdf;

[2Valentina Vattani e Maurizio Santoloci, Ma davvero il trasporto illegale dei rifiuti pericolosi attualmente privo di ogni sanzione ? fonte http://www.dirittoambiente.net/file/news_2991.pdf;

[3Ci riferiamo a: ? Di Rosa Silvano, SISTRI e sistema sanzionatorio: Errare humanum est, perseverare autem diabolicum !, http://www.dirosambiente.it/images/30.pdf ma anche nel sito www.giuristiambientali.it, nel sito www.ambientediritto.it, nel sito www.altalex.com, nel sito www.omniavis.it, nel sito www.lexambiente.it , nel sito www.lexform.it , nel sito www.diritto.it, nel sito www.legali.com, nel sito www.urbanisticaitaliana.it, nel sito www.dirittoegiustizia.it, nel sito www.tuttoambiente.it, nel sito www.dirittonews.com, nel sito www.portalerifiutispeciali.it, in LUfficio Tecnico, Maggioli Editore, luglio-agosto 2012, pag. 23;
ed anche a: ? DI ROSA SILVANO, Sanzioni & SISTRI: non c due senza tre ! Purtroppo un errore perfetto, http://www.dirosambiente.it/images/32.pdf ma anche nel sito www.omniavis.it , nel sito www.urbanisticaitaliana.it, nel sito www.ambientediritto.it, nel sito www.lexambiente.it, nel sito www.portalerifiutispeciali.it, nel sito www.tuttorifiuti.it.

[4Vds. nota 3

[5Non staremo a ripetere nuovamente che, con lentrata in vigore del D.Lgs. 205/2010 (e quindi dal 25 dicembre 2010), stata direttamente introdotta nel D.Lgs. 152/2006 la nuova versione dellart. 258, che e deve considerarsi in vigore dal Natale 2010.

[6Inteso come lesione al diritto ad essere sanzionati in maniera equa, uniforme e proporzionata.



Sito realizzato con SPIP
con il modello ESCAL-V3
Versione: 3.79.33