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SISTRI: Sistema di controllo della tracciabilit dei rifiuti, oppure Sistema Incredibile (per) Spendere Tante Risorse Italiane?
Articolo pubblicato online il 17 settembre 2013

di Avv. Silvano Di Rosa
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E certamente da condividere laccoglienza fatta [1] al recente D.L. 31 agosto 2013, n. 101 Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni , con le parole desordio di una nota canzone di Lucio Battisti: Ancora tu . ma non dovevamo vederci pi?.
Daltronde, nellaltalenante saga del SISTRI, dopo il D.M. 20 marzo 2013 Termini di riavvio progressivo del Sistri del Ministro Clini, sembrava esserci stata una battuta darresto, univocamente interpretabile come tale a seguito dellesplicito esito di una articolata iniziativa adottata dallattuale Ministro dellAmbiente On. Andrea Orlando: la consultazione delle organizzazioni delle imprese interessate dal SISTRI dello scorso giugno 2013. Iniziativa concertata al fine di acquisire il punto di vista pi ampio e rappresentativo possibile delle predette organizzazioni, con esplicito incarico assegnato al senatore On. Edo Ronchi di relazionare al riguardo.
LOnorevole Edo Ronchi, come noto ma non troppo !!! , in data 20 giugno 2013, ha ragguagliato [2] il Ministro dellAmbiente circa lesito di tale plebiscito [3], evidenziando giustamente come, nel corso della apposita consultazione con le organizzazioni delle imprese, fra le altre cose, si sia fatto esplicito riferimento anche alla Relazione 28 febbraio 2013 sul SISTRI, rubricata Levoluzione normativa e le problematiche connesse alla sua attuazione [4], in quanto ritenuta unindagine istituzionale recente ed accurata.
Nello specifico riferisce il senatore Ronchi (cos come si legge) nella sua missiva [5] al Ministro Orlando , stato tenuto conto di come, con la rammentata Relazione del febbraio u.s., sia stato constatato che: il progetto (SISTRI), avviato fin dal 2007, ad oggi non ha avuto concreta applicazione e si sono susseguiti nel tempo una serie di interventi legislativi che ne hanno rinviato sistematicamente lentrata in vigore. Anche su tale scorta viene riferito al Ministro che pur non potendola escludere in linea di principio soltanto con estrema precauzione potrebbe essere presa in considerazione una ulteriore proroga a tale sistema (SISTRI), in quanto c stato tutto il tempo [6] per prepararlo, correggerlo e fornire tutte le precisazioni del caso (cos bene ribadirlo !! si legge nella comunicazione dellOn. Ronchi), senza ottenere alcun risultato (questo lo aggiungiamo noi !).
Fra le altre cose, viene riferito al Ministro che, con la predetta consultazione cui hanno preso parte 31 organizzazioni [7] oltre allISPRA, ANGA, UNIONCAMERE , si :

preso atto della preesistenza di svariate pregresse opposizioni da parte delle associazioni di categoria rispetto a tale sistema di tracciamento, essendone stata sottolineata linadeguatezza e la scarsa fruibilit da parte degli operatori, oltre allingerenza da questo mostrata con i sistemi informatici gi in uso;

inquadrato, come importante per tutti, lobiettivo consistente nel dover registrare e documentare le ragioni reali e sostanziali di tali opposizioni, al fine di discuterle nel merito senza pregiudizi;

verificata la sussistenza di condizioni utili a raggiungere un possibile accordo con le associazioni;

evidenziato che il sistema di controllo della tracciabilit dei rifiuti debba essere idoneo a rendere trasparenti le movimentazioni dei rifiuti, ma anche fruibile dalle imprese, senza eccessivi sovraccarichi organizzativi;

sottolineato come, a ben vedere, la Direttiva 98/2008/CE agli articoli 17 e 19.2 [8] preveda la necessit di misure volte a garantire il controllo e la tracciabilit dei (soli) rifiuti pericolosi dal momento della loro produzione a quello della conseguente destinazione finale e che il trasporto degli stessi debba essere corredato da un documento, eventualmente (solo eventualmente e non obbligatoriamente!! Questo dice la Direttiva !!!) in formato elettronico, che riporti tutti i dati appropriati e necessari;

evidenziato, pertanto, come sia vero che la disciplina europea prevede una specifica forma di tracciabilit non necessariamente imposta in versione informatizzata, oltre che , riferita (per !) ai soli rifiuti pericolosi, cui si collega anche lobbligo di tenuta di registri di carico e scarico per i produttori di rifiuti pericolosi e per i gestori di rifiuti pericolosi e anche (ma limitatamente allobbligo dei registri) di rifiuti non pericolosi;

acclarato, pertanto, come lItalia, anche senza SISTRI, avendo gi un pregresso sistema di tracciabilit, non fosse affatto inadempiente (una volta tanto !) rispetto alle direttive comunitarie, pur dovendo riconoscere come il sistema di tracciabilit preesistente per intendersi, quello del Decreto Ronchi del 97 fosse migliorabile e dotabile di maggiore efficienza, anche grazie ad un processo di informatizzazione (questo voleva e doveva essere lo spirito con cui stato creato il SISTRI: migliorare quanto gi esistente, senza alcun obbligo pressante da parte della Unione Europea);

raccolto un primo giro di pareri, cui seguita una proposta di conclusione delle consultazioni, successivamente approvata.

In sintesi, dalla lettura [9] delle conclusioni della consultazione di cui relaziona il senatore On. Edo Ronchi al Ministro emerge come la stessa sia stata caratterizzata da:

1) una chiara condivisione sulla necessit ed utilit di avere un sistema di tracciabilit (anche informatizzato) idoneo a rendere trasparenti sia la gestione che la movimentazione dei rifiuti, allo scopo di migliorare quello (cartaceo) preesistente;

2) la necessit che tale sistema sia, comunque, fruibile dalle imprese, senza eccessivi sovraccarichi organizzativi;

3) una obiettiva presa datto che il SISTRI non risponde affatto a questi requisiti, ritenuti non scindibili luno dallaltro (ovvero.che vanno applicati insieme);

4) la ammissione che il SISTRI stato avviato come modello unico senza possibilit di reali comparazioni [10] con altri (sistemi) pi semplici, pi flessibili e comportanti minori oneri organizzativi, mentre invece sarebbe stato necessario e comunque occorrerebbe ancora oggi poter scegliere fra le possibili soluzioni caratterizzate da minori sovraccarichi organizzativi per le imprese;

5) la presa datto che il continuo rinvio della effettiva operativit del SISTRI costituisca prova (provata !) della non funzionalit operativa di questo sistema, causata proprio dal suo eccessivo sovraccarico organizzativo per le imprese, il quale (sovraccarico), quando, appunto, diventa eccessivo, ostacola loperativit stessa del sistema e ne (auto-) intralcia la relativa funzionalit (n.d.r.: una sorta di looping o di un continuo avvitamento in picchiata di un sistema rivelatosi, ogni volta, una catastrofe);

6) la convinzione che il termine del 1 ottobre 2013 (fissato dal D.M. 20 marzo 2013), qualora fosse confermato (come decorrenza delleffettiva operativit del sistema SISTRI), comporterebbe notevoli disagi delle diverse decine di migliaia di imprese e di operatori che producono e gestiscono rifiuti pericolosi, con conseguenti costi economici ed organizzativi di tale avvio impensabilmente rilevanti, se correlati ad un momento di crisi e di difficolt come quello che attualmente viene vissuto dalle imprese;

7) la inopportunit di utilizzare tale scadenza (del 1 ottobre 2013) anche solo come sperimentazione, sapendo gi benissimo !! che il SISTRI troppo oneroso ed avendo gi acquisito sufficienti prove della sua non funzionalit;

8) la presa datto che il SISTRI non idoneo, perch comporta eccessivi sovraccarichi organizzativi e che va quindi abolito con un intervento legislativo, abrogando le norme che lo prevedono e sostituendolo con nuovi criteri da affidare poi a normativa secondaria , mantenendo nel frattempo il sistema preesistente, con eventuali piccole integrazioni che ne garantiscano una maggiore efficacia, compreso laspetto sanzionatorio;

9) la proposta di specifici indirizzi (volti al futuro) per un nuovo sistema di tracciabilit informatizzata:

a) il modello dei registri di carico e scarico e delle tipologie di soggetti che sono tenuti ad averli per la legislazione vigente, i cui dati siano trasmessi, in forma digitale, alle Agenzie Regionali per l’Ambiente; tali dati devono essere resi accessibili alle ARPA e agli organi di polizia, abolendo quindi anche il sistema delle chiavette USB con software standardizzati;

b) per il trasporto vengono abolite le chiavette USB con software standardizzati e le Black box, si utilizza il modello del formulario trasmesso in forma digitale all’Albo nazionale dei gestori ambientali, alle loro sezioni regionali e delle province autonome, in modo che ne possano verificare la destinazione;

c) solo per i rifiuti pericolosi, gli impianti di recupero e di smaltimento di tali rifiuti devono rendere accessibile in forma digitale la loro autorizzazione con la precisazione, secondo un format stabilito, delle tipologie e quantit che sono autorizzati a gestire, in modo che il produttore e i trasportatore di tali rifiuti verifichino, prima dellinvio e della consegna, che l’impianto destinatario sia idoneo;

d) possibile che la tracciabilit sia assicurata anche da organizzazioni, tipo consorzi relativi ai rifiuti o organizzazioni di categoria, in particolare per le piccole imprese;

e) i dati dell’Albo relativi ai trasporti e quelli delle ARPA relativi alla produzione dei rifiuti, sono trasmessi ad un centro di elaborazione nazionale che potrebbe utilizzare la dotazione informatica del SISTRI che opera in collegamento con ISPRA, che elabora i dati, accessibile alle autorit di polizia giudiziaria e che se riscontra anomalie le segnala agli organi competenti;

f) il sistema, prima di partire, sia idoneamente sperimentato;

g) dopo la sperimentazione si apportano gli aggiustamenti necessari;

h) se del caso la sperimentazione ripetuta;

i) la progettazione e la sperimentazione siano coordinate con il coinvolgimento delle organizzazioni delle imprese;

j) il nuovo sistema entri in funzione solo dopo essere stato collaudato;

k) il nuovo sistema non dovrebbe comportare oneri aggiuntivi per le imprese e dovr favorire, con misure di semplificazione, determinate categorie da individuare successivamente sulla base di esigenze obiettive.

Questa la conclusione tratta da un consesso tanto nutrito, quanto rappresentativo e soprattutto voluto e convocato dalle Autorit competenti. Si tratta di una conclusione seria e caratterizzata da unanalisi, non solo critica ma anche dettagliatamente propositiva, approvata dallunanimit dei rappresentanti delle 31 organizzazioni [11] presenti, assieme a UNIONCAMERE, ISPRA e ANGA, allincontro del 20 giugno 2013 , che chiunque pu leggere (al link http://www.ambienteterritorio.coldiretti.it/tematiche/Urbanistica-Territorio-Paesaggio/Documents/conclusioni%20consultazione%20tavolo%20Ronchi%20invio.pdf), ma che, per comodit, proviamo a riassumere con nostre parole:

Un sistema di tracciabilit che renda trasparenti sia la gestione che la movimentazione dei rifiuti serve sicuramente, ma a condizione che risulti essere fruibile dalle imprese, senza eccessivi sovraccarichi organizzativi, quando invece il SISTRI non risponde affatto a tali requisiti essendo stato avviato come modello unico, senza comparazioni con altri sistemi pi semplici, oltre che flessibili e meno onerosi. Il continuo rinvio della operativit di tale sistema prova della sua non funzionalit operativa, dovuta proprio ad un eccessivo sovraccarico organizzativo: vero e proprio intralcio interno alla funzionalit del sistema stesso. Loperativit del SISTRI dal 1 ottobre 2013 comporterebbe notevoli disagi, oltre che costi economici ed organizzativi insostenibili, per diverse decine di migliaia di imprese e di operatori che producono e gestiscono rifiuti pericolosi, cos da dover ritenere inopportuna tale scadenza anche solo pensandola quale inizio di una sperimentazione, essendo oramai notorio come il SISTRI sia troppo oneroso, non funzionante ed inidoneo, tanto da dover essere abolito, abrogandolo e sostituendolo con nuovi criteri, mantenendo, nelle more, il sistema preesistente, debitamente integrato a garanzia di una maggiore efficacia, compresa quella sanzionatoria.

In un Paese normale ed in condizioni normali, si dovrebbe essere fieri dellunanimit risultante dalliniziativa (la consultazione) voluta dal Dicastero competente in materia, tanto da dover ritenere del tutto normale il giungere a non confermare i termini del D.M. 20 marzo 2013, e infatti, non essendo in un Paese normale e non essendo evidentemente in condizioni normali, oltre a non aver tenuto in minima considerazione lesito della voluta consultazione, si optato per la normale emanazione del D.L. 31 agosto 2013, n. 101, alla cui pubblicazione in Gazzetta, il Ministro dellAmbiente nel normale comunicato del 3 settembre 2013 [12] sembra aver dato rilievo a : Non far pagare alle imprese il prezzo delle difficolt di attuazione, rendere pi efficace, anche in fase di conversione del decreto legge, il dialogo e il percorso condiviso con gli utenti, un confronto sulla modalit delle sanzioni, limpegno ad estendere i collaudi informatici e a costanti modifiche e semplificazioni del sistema in corso dopera precisando che: Il decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri il 26 agosto ha introdotto una incisiva semplificazione prevedendo che alla prevista partenza del prossimo primo ottobre il Sistri venga utilizzato solo dalle aziende che gestiscono, trasportano e smaltiscono i rifiuti pericolosi. Dal 3 marzo 2014 il sistema sar esteso anche ai produttori di rifiuti pericolosi. Questi sei mesi tra le due date saranno utilizzati per introdurre ulteriori semplificazioni e modifiche al sistema, con la possibilit di ulteriore proroga di sei mesi; potendo poi concludere il nostro breve riepilogo col fatto che : Con il decreto legge approvato [cos ha continuato il Ministro Orlando] abbiamo apportato al Sistri una robusta semplificazione e la mia presenza a questo incontro il segnale di un impegno e di una volont a gestire per quanto possibile collegialmente questa fase di avvio del sistema.

Ma .. la fase collegiale non forse quella che cera gi stata a giugno 2013 e che da quanto sopra riportato si era conclusa in un modo diametralmente opposto a quello cristallizzato nel decreto legge oggi tanto elogiato ?

Ci sfugge qualcosa, oppure a qualcun altro che sfuggito qualcosa ?

A giugno, forse, non si sapeva gi che il contratto con la Selex Management fosse problematico ? La domanda sorge spontanea visto che il Ministro, in data 3 settembre 2013, arriva ad affermare: Dopo avere esplorato tutte le alternative, e non avendo alcuna possibilit di risolvere il contratto che impegna la pubblica amministrazione con la Selex, abbiamo assunto la decisione di evitare lipotesi di un ennesimo rinvio del Sistri

Stiamo parlando del SISTRI !!! Stiamo parlando proprio di quel sistema che di normale ha ben poco, in quanto:

evoca linchiesta I segreti di FINMECCANICA [13];
stato ricordato come: Sistri: Reato di Stato ? [14];
stato chiaramente presentato, dalla giornalista Milena Gabanelli, nella puntata RAI3 di Report del 27 novembre 2011 [15] (cui si fa rinvio, dal punto 01:05:00);
viene descritto nello schematico, ma ricco, documento Com’ andata a finire? SPAZZATOUR 2 del giornalista di RAI3 Emilio Casalini [16];
ci stato raccontato, nei minimi particolari, nel corso della imperdibile puntata di Report del 13 maggio 2012 [17], introdotta sempre da Milena Gabanelli, nella quale si spazia da persone che si giravano i pollici ad altre che giocavano al calcio;
stato ripreso nuovamente da Report, nella pi recente puntata del 17 aprile 2013 Report Extra. Sistri, alla fine chi pagher? [18]
noto come il sistema del contratto svelato dallinchiesta di Repubblica: Sistri, costi gonfiati e flop tecnologico. L’affare milionario di Finmeccanica [19];
giunto alle cronache come scandalo senza fine [20];
ha visto scottanti confessioni ed arresti domiciliari [21];
ha visto 22 persone indagate per associazione a delinquere [22];
viene da ultimo riassunto in NANNIMAGAZINE [23].
quel SISTRI !!

E, ciononostante . non si ha alcuna possibilit di risolvere il contratto con la Selex Management ? Ciononostante, preferibile [24] lasciare che continuino a pagare i soliti noti, i quali, probabilmente, non avranno pi il diritto a vedersi restituite le somme spese, per godere di un non sistema (o sistema non funzionante che dir si voglia), solo perch il 1 ottobre 2013 e poi il 4 marzo 2014, finalmente, si avr, per la gioia di tutti, la tanto agognata operativit del SISTRI: vero e proprio

Sistema Incredibile (per) Spendere Tante Risorse Italiane
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Non vogliamo cambiare mestiere improvvisandosi giornalisti, oltretutto di seconda mano , ma unidea pi precisa di che cosa veramente stiamo parlando fa sempre comodo averla no ? Se non altro, affinch non occorra pi se mai ve ne fosse stato bisogno dimostrare che non siamo in un paese normale, dovendoci gi accontentare di essere considerati abitanti di un territorio spesso additato come ibrido di risonanza fra un Paese dei Balocchi ed un Paese dei Furbetti; ma siamo sulla buona strada per essere considerati veri e propri cittadini di un Paese dei Gonzi.

Quindi, al di l dei distinguo (o delle preferenze fra balocchi, furbetti e gonzi), di normale non c’ proprio niente, perch l’italiano medio in cuor suo non potr mai considerare normale quanto sopra detto, in quanto solo perch (notoriamente) il giusto ne tocca per il peccatore che siamo visti come il popolo dei ciclisti che normalmente vanno in doppia fila e degli automobilisti che normalmente parcheggiano in doppia fila (infischiandosene del Codice della strada), oppure che normalmente cercano di non pagare lassicurazione RCA, cos come di coloro che normalmente passano avanti quando ci sono le code agli sportelli o di quelli che normalmente inutile continuare una lista nota a tutti, ma che non rappresenta la maggioranza degli italiani. I quali, per, diciamo che sono siamo ! cos abituati a veder diventare tutto normale che grazie allassuefazione diventato normale anche il danno economico arrecato dal SISTRI alle aziende: prima, durante e a quanto pare, normalmente anche poi. Tutto qui!
Di conseguenza, a tutto ci, in un certo qual modo, ceravamo gi tristemente abituati; ma proprio questo che fa sorgere spontanea la domanda: era proprio necessario che al danno si aggiungesse la beffa ?.

I fatti e le affermazioni di questi ultimi giorni ci fanno propendere per una risposta affermativa; se non altro perch le parole del Ministro Orlando: Se avessi optato per una nuova sospensione mi sarei preso magari gli applausi ma sono convinto che se non si parte non saremo mai in grado di ottenere lobiettivo che sta a cuore a tutti, dotare cio il Paese di un efficace sistema informatico di tracciabilit dei rifiuti, non possono far capire una cosa diversa.
Vorremmo forse sostenere e far credere agli italiani (che dovrebbero digerire anche questo) che.. per avere un efficace sistema informatico di tracciabilit dei rifiuti sia necessario e sia normale cominciare col dare attuazione proprio a quel SISTRI fallimentare di cui sopra, che non ha niente di normale ?
Va bene che siamo italiani ma a tutto c un limite !

Fosse uno scherzo, sarebbe certamente di cattivo gusto, ma trattandosi di testi aventi forza di legge, gi pubblicati in Gazzetta Ufficiale, siamo pi propensi (stavolta) ad escluderlo; residuando solo lopzione della per quanto certamente involontaria beffa, che (dato che ci siamo) vale la pena analizzare fino in fondo, perlomeno per conoscerla bene, dedicando queste ultime righe al non accoglimento dellesito della premenzionata consultazione dello scorso giugno: perch larticolo 11 del D.L. 31 agosto 2013, n. 101 Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni., non niente di pi e niente di meno di un rigetto (ergo, di un mancato accoglimento) delle conclusioni prima viste.
E siccome non ci va gi che un rigetto venga anche presentato come un effettivo, concreto ed attuale obiettivo di razionalizzazione e semplificazione, vediamo davvero che cosa, al momento (oggi !), prevede, ci dice o ci racconta tale articolo 11:

al comma 2: recita: Per gli enti o le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale, o che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti pericolosi, inclusi i nuovi produttori, il termine iniziale di operativit del SISTRI fissato al 1 ottobre 2013;

al comma 6
lettera b): prevede l’abrogazione dellarticolo 1 del D.M. 20 marzo 2013, recante "Termini di riavvio progressivo del SISTRI";

al comma 10: tratta dei modi per assicurare la funzionalit del SISTRI senza soluzione di continuit (rispetto a cosa ? Alla disfunzionalit preesistente ?);

al comma 11: ci rassicura, statuendo che in certi casi sar anche possibile una sorta di offerta speciale, un violi 3 , paghi 1;

al comma 12: prevista lintroduzione del nuovo produttore;

al comma 13: si determina labrogazione dellart. 27 del D.M. n 52/2011, ecc. ecc.

Tale articolo, oggi, non pu dirci di pi, dal momento in cui il particolare pi intrigante di quella (che oramai ci siamo presi la licenza di chiamare in senso bonario) beffa che, di fatto, si racchiude nel decreto legge di semplificazione [25] e di razionalizzazione di cui trattasi costituito dal fatto che, oltretutto, si tratta di una norma sottoposta ad una sorta di condizione sospensiva, in considerazione del fatto che tutti gli altri commi di tale articolo a cominciare dal primo, terzo, quarto ed alcuni altri che, per via indiretta, a questi fanno riferimento continuano a richiamare soggetti o situazioni concernenti gli articoli 188-bis e 188-ter del DLgs 152/2006, che invece, oggi, non esistono, in quanto non sono stati ancora introdotti nel D.Lgs. 152/2006 [26].

Incredibile !! Anche stavolta con riguardo allerrata citazione di tali articoli potremmo esclamare: ancora Tu !!!??. Ma . non avevamo o meglio, il legislatore del D.Lgs. 205/2010, allarticolo 16, comma 2, non aveva detto . che lintroduzione dellarticolo 188-bis e dellarticolo 188-ter nel D.Lgs. 152/2006 (prevista dal comma 1 di tale articolo 16) si sarebbe verificata solo con loperativit del SISTRI ??
Se cos perch cos !! , a quanto pare, solo dal 1 ottobre 2013 (per alcuni) o a partire dal 3 marzo 2014 (per altri), tali articoli andranno ad insediarsi nel testo del D.Lgs. 152/2006 e soltanto da tali date si potranno considerare operanti quelle sostituzioni e quantaltro previsto da quei commi, del citato articolo 11, che si riferiscono al 188-bis ed al 188-ter (che, al momento, risiedono nel corpo del D.Lgs. 205/2010 e non del D.Lgs. 152/2006): prima di allora no !

E, allora, se cos perch cos !!! per quale ragione, periodicamente e con una metodicit impressionante, si continua a richiamare e modificare un articolo che non c ? Non potremmo lasciare a Peter Pan il compito di operare su cose che non ci sono ancora, relegando al solo mondo dei cartoni animati certe opzioni ? Se non altro, per amore e rispetto del nostro reale ordinamento giuridico: che c !

Se solo riuscissimo a non cedere alla forte tentazione di poter stare tranquillamente con la testa fra le nuvole e volessimo alfieristicamente avere piena consapevolezza della realt, riusciremmo a sapere .
No ! Evidentemente non solo non sappiamo, ma neppure vogliamo sapere. che cosa ? Se il SISTRI (grazie alla adattabilit degli acronimi) sia davvero un Sistema di controllo della tracciabilit dei rifiuti, oppure come predetto debba considerarsi solo e soltanto un Sistema Incredibile (per) Spendere Tante Risorse Italiane. Non ci interessa neppure sapere se il problema consiste per davvero nella adeguatezza o meno rispetto alla realt del sistema in questione delle parole desordio del Lucio nazionale; cos come non risulta esserci alcuna ferma volont di sapere, con esattezza, quanta sia lindubbia incongruenza esistente fra le conclusioni presentate dallEdo nazionale [27] (il 20 giugno 2013) ed il decreto legge del 31 agosto, tanto da volerlo qualificare come attuale strumento di semplificazione (corredato da offerte speciali), ma, di fatto, contraddistinto da una efficacia concretamente procrastinata al 1 ottobre 2013 (o dopo); sempre che, anche allora, si possa per davvero parlare di semplificazione. Questo per quanto concerne ci che non si vuol sapere.

Quello che, viceversa, certamente sappiamo, che, nel nostro tanto Bello quanto strano Paese, evidentemente, normale dire un SI dopo aver speso energie per acquisire un NO, normale creare problemi con dei segreti che avrebbero avuto il compito di evitarli, normale avere il coraggio di confidare nella collaborazione di coloro che sono stati sentiti ma anche immediatamente disattesi e smentiti, normale dotarsi di un efficace sistema utile a perseguire un obiettivo di razionalizzazione cominciando con lattuarne uno (di sistemi) dalla comprovata inefficienza manifestamente dimostrata da reiterate esperienze fallimentari, normale statuire di voler garantire la funzionalit di un sistema assicurando che non vi sia soluzione di continuit con quello precedente che mai ha funzionato, normale dire di non voler gravare gravando. evidentemente, siamo fatti cos !

Quindi non resta altro da fare che chiedere al Caro Lucio di aiutarci. Forse lui, che gi nel 1972 normalmente cantava: .. Confusione, confusione, mi dispiace se sei figlia della solita illusione e se fai confusione, confusione tu vorresti imbalsamare anche l’ultima e pi piccola emozione, probabilmente potrebbe fare qualcosa, dato che noi forse non comprendendo a fondo (neppure adesso) il significato della Sua canzone, Lo abbiamo ascoltato e di confusione ne abbiamo fatta cos tanta che il problema pi grosso il non riuscire pi a smettere.

Repetita iuvant

Notes :

[1da un insigne giurista quale il Prof. Stefano Maglia, di cui condividiamo i gusti musicali ed il contenuto del recente editoriale reperibile in http://www.tuttoambiente.it/editoriali/di-stefano-maglia-67/

[3Visto che 31 organizzazioni non sono poi cos poche: ANCO, ANITA, ASSOFERMET, ASSOFERR, CASARTIGIANI, CDCNPA, Centro di ordinamento RAEE, CIA, CLAAI, CNA, COBAT, COLDIRETTI, CONAI, CONFAGRICOLTURA, CONFAPI, CONFARTIGIANATO, CONFARTIGIANATO TRASPORTI, CONFCOMMERCIO, CONFCOOPERATIVE, CONFETRA, CONFESERCENTI, CONFINDUSTRIA, ASSOSOFTWARE, CONFTRASPORTO, CONOE, COOU, ECOPNEUS, FEDERAMBIENTE, FISE ASSOAMBIENTE, FITA CNA, LEGACOOP, POLIECO, CONFTRASPORTO.

[4della Commissione parlamentare dinchiesta sulle attivit illecite connesse al ciclo dei rifiuti.

[5Vds. nota 2

[6Con ben 9 provvedimenti normativi e ministeriali in materia di SISTRI

[7Vds. nota 3.

[8In caso di trasferimento allinterno di uno Stato membro, i rifiuti pericolosi sono corredati di un documento di identificazione, eventualmente in formato elettronico, che riporta i dati appropriati specificati allallegato IB del regolamento (CE) n. 1013/2006

[10Anche a causa dellimposizione del Segreto di Stato.

[11Vds. nota 3.

[24Preferibile per chi ??

[25Con tanto di offerta violi 3, paghi 1 !!!

[26A tal riguardo, torniamo a ricordare i nostri contributi trasmessi anche a rappresentanti del Governo ed a membri delle Commissioni Ambiente di Camera e Senato che non ci risultano essere stati smentiti (ma neppure ascoltati) da alcuno e che trattano a fondo largomento: ? DI ROSA SILVANO, Disciplina sanzionatoria rifiuti: Ma davvero basta leggerla ?, 20 agosto 2013, http://www.dirosambiente.it/images/34.pdf, ? DI ROSA SILVANO, Sanzioni & SISTRI: non c due senza tre ! Purtroppo un errore perfetto, 11 agosto 2012, http://www.dirosambiente.it/images/32.pdf; ? Di Rosa Silvano, SISTRI e sistema sanzionatorio: Errare humanum est, perseverare autem diabolicum !, 26 giugno 2012, http://www.dirosambiente.it/images/30.pdf.

[27Il senatore Onorevole Edo Ronchi ci perdoner, ma chi non conosce il cd. Decreto Ronchi !!??



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