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Il Comune responsabile nei confronti dellAgenzia delle Entrate per la tardiva notificazione degli atti di accertamento. Nota a Corte di Cassazione n. 20365 del 5 settembre 2013.
Articolo pubblicato online il 25 novembre 2013
Ultima modifica il 21 novembre 2013

di Studio legale tributario Leo
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La fattispecie analizzata dalla sentenza della Corte di Cassazione n. 20365 del 5 settembre 2013 attiene alla questione del risarcimento dei danni cagionati allAmministrazione finanziaria dalla tardiva notificazione di un avviso di accertamento da parte dei messi comunali.
Occorre evidenziare che la notificazione degli atti di accertamento disciplinata dallart. 60 del DPR n. 600/1973 secondo cui la notifica eseguita, secondo le disposizioni di cui agli artt. 137 e seguenti cpc, dai messi comunali ovvero dai messi speciali autorizzati dallufficio delle imposte.
Nella fattispecie di cui alla sentenza in commento un Comune era stato convenuto in giudizio dinanzi al Tribunale di Brescia dal Ministero delle Finanze. Questultimo, in particolare, ne chiedeva la condanna al risarcimento del danno quantificato in 20.198,63 a causa della tardiva notificazione da parte del messo comunale di un avviso di accertamento in materia di INVIM, notificazione che era stata tempestivamente richiesta dallUfficio del registro di Bergamo.
Il Tribunale di Brescia aveva tuttavia dichiarato estinto il giudizio per sopravvenuta carenza di interesse ad agire da parte del Ministero in conseguenza della condanna nel frattempo pronunciata dalla Corte dei Conti nei confronti del messo notificatore.
In secondo grado, la Corte dappello di Brescia accoglieva lappello proposto dal Ministero delle Finanze e, accertata la responsabilit civile del Comune, lo condannava a pagare la somma di 49.384,89, comprendente oltre allimporto dellavviso di accertamento non recuperato, anche la rivalutazione monetaria e gli interessi legali.
Ebbene, nella sentenza in commento, la Corte di Cassazione conferma la sentenza emessa dal giudice dappello ribadendo i propri principi concernenti il rapporto tra responsabilit civile e responsabilit amministrativa in tema di notificazione di atti tributari.
In particolare, secondo la Suprema Corte l’azione di responsabilit promossa dal P.G. della Corte dei Conti per i danni conseguenti alla tardiva effettuazione da parte dei messi comunali della notifica di un accertamento tributario, in quanto volta a far valere una responsabilit amministrativa, a tutela dell’interesse generale al corretto esercizio delle funzioni amministrative e contabili, si differenzia da quella risarcitoria proposta dall’Amministrazione finanziaria nei confronti del Comune e degli altri responsabili, la quale trova fondamento nella responsabilit solidale dei convenuti, in relazione al mancato adempimento da parte Comune dell’obbligazione derivante da un rapporto di mandato "ex lege". L’azione di responsabilit contabile nei confronti del messo comunale e l’azione contrattuale nei confronti del Comune sono domande che, pur ricollegabili ai medesimi fatti, risultano diverse tanto sotto il profilo oggettivo quanto sotto quello soggettivo.
E bene evidenziare che per "responsabilit amministrativa" si intende la responsabilit per i danni causati allente nellambito o in occasione del rapporto dufficio: affinch un soggetto possa essere chiamato a rispondere in sede di responsabilit amministrativa occorre che lo stesso, con una condotta dolosa o gravemente colposa collegata o inerente al rapporto esistente con lamministrazione, abbia causato un danno pubblico risarcibile che si ponga come conseguenza diretta e immediata di detta condotta.
La responsabilit amministrativa grava, dunque, sul messo comunale in relazione ai danni causati al Ministero delle Finanze per la intervenuta decadenza dellaccertamento dovuta a tardiva notificazione.
Detta responsabilit azionata dal Procuratore Generale della Corte dei Conti a tutela dellinteresse pubblico al corretto esercizio delle funzioni amministrative e contabili e viene accertata nellambito del processo contabile dinanzi alla Corte dei Conti.
Differente , invece, la responsabilit civile gravante sul Comune. Il Comune, infatti, si reso inadempiente al contratto di mandato ex lege sussistente tra lo stesso e il Ministero delle Finanze in relazione alla notificazione degli atti tributari affidatigli.
Infatti, afferma la Corte: il comune, ove richiesto dall’amministrazione finanziaria di notificare un atto impositivo ai sensi del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 60, assume gli obblighi di un mandatario ex lege; esso, pertanto, civilmente responsabile nei confronti dell’amministrazione mandante nel caso in cui, colposamente ritardando l’esecuzione della notificazione di un avviso di liquidazione di imposta, provochi la decadenza di tale Amministrazione dalla pretesa fiscale.
Dal punto di vista procedurale, la responsabilit civile del Comune azionata dal Ministero delle Finanze (soggetto danneggiato) con atto di citazione dinanzi al giudice ordinario ed volta al reintegro patrimoniale del mancato introito causato dalla decadenza dellaccertamento.
Inoltre, sempre dal punto di vista civile, accanto alla responsabilit contrattuale del Comune sussiste la responsabilit solidale del messo comunale che in concreto ha eseguito la notificazione oltre il termine di decadenza.
Le due responsabilit (civile e amministrativa), pur rinvenendo dallo stesso fatto (notificazione tardiva di un avviso di accertamento da parte del messo comunale), sono distinte dal punto di vista sia soggettivo sia oggettivo.
Alla luce di ci, a nulla vale, nellambito del processo civile instaurato dal Ministero delle Finanze, leccezione di difetto di interesse ad agire sollevata dal Comune e fondata sulla intervenuta sentenza della Corte dei Conti nei confronti del messo comunale allesito del giudizio di responsabilit amministrativa.
Come visto, infatti, la domanda per inadempimento contrattuale proposta dal Ministero delle Finanze diversa dallazione promossa dal Procuratore Generale presso la Corte dei Conti, avente ad oggetto la responsabilit amministrativa del preposto alla notificazione.
Lecce, 14 ottobre 2013 Avv. Leonardo Leo



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