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Accertamento nullo se intestato a societ estinta
Articolo pubblicato online il 17 dicembre 2013

di Maurizio Villani
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La cancellazione della societ dal Registro delle imprese ne causa l’estinzione, per cui l’accertamento o altro atto impositivo notificato e intestato alla societ da considerarsi inesistente, in quanto privo del soggetto nei cui confronti avanzare la pretesa.
Al riguardo, stato sancito che:
in virt della riforma del diritto societario, i creditori insoddisfatti, ivi compreso, quindi, l’ufficio, possono agire solo nei confronti dei soci o dei liquidatori, con la precisazione che questi ultimi risponderanno solo se ne risulti acclarata la loro responsabilit (C.T. Prov. Lucca 20.4.2007 n. 176);
nullo l’accertamento intestato ad una societ cancellata dal Registro delle imprese, in quanto soggetto non pi esistente (CTR Milano n. 51/19/2013; CTR Milano 5.03.2012 n. 27; CTR Firenze 19.01.2012 n. 3; CTR Milano 15.06.2011 n. 79; C.T. Reg. Torino 1.2.2010 n. 5, C.T. Prov. Treviso 27.9.2010 n. 72 e Cass. 3.12.2011 n. 22863, con riferimento ad una cartella di pagamento);
nulla la cartella di pagamento formata in base ad un ruolo intestato alla societ che, antecedentemente all’iscrizione a ruolo stessa, risultava cancellata dal Registro delle imprese (C.T. Prov. Torino 15.1.2010 n. 19).
Di conseguenza, dal momento della sua cancellazione dal Registro delle Imprese, la Societ ricorrente da ritenersi societ estinta, non pi soggetto di diritto ed priva di legittimazione sostanziale e processuale.
Infatti, la cancellazione dal Registro delle Imprese, ai sensi dell’art. 2495, comma 2, del codice civile, come modificato dalla riforma del diritto societario, comporta l’estinzione della societ, indipendentemente dall’esistenza di crediti insoddisfatti o di rapporti ancora non definiti.
Questo il ripensamento in materia culminato nelle tre pronunce della Cassazione a Sezioni Unite del 2010 (sentenze nn. 4060, 4061 e 4062) laddove la dottrina e la giurisprudenza, giungendo a posizione diametralmente opposte, si sono a lungo confrontate in ordine alla possibilit che una societ, una volta compiuta la liquidazione ed eseguita la sua cancellazione dal Registro delle imprese, potesse essere ritenuta ancora esistente in base a passivit o attivit non considerate dai liquidatori nella fase di liquidazione ed emerse successivamente alla sua formale cancellazione.
La Suprema Corte di Cassazione , infatti, intervenuta a risolvere un contrasto giurisprudenziale riguardante le conseguenze giuridiche della cancellazione di una societ dal Registro delle Imprese in particolare a seguito delle modifiche apportate allarticolo 2495 del codice civile da parte del D. Lgs. n. 6/2003.
Prima dellentrata in vigore del D. Lgs. appena citato, liscrizione e la cancellazione di una societ dal Registro delle Imprese aveva efficacia di pubblicit legale delle vicende rilevanti riguardanti le societ.
Lorientamento giurisprudenziale consolidatosi in applicazione dellarticolo 2495 del codice civile nella formulazione ante riforma si pu sintetizzare nellassunto che non fosse la semplice formalit della cancellazione ad estinguere una societ, ma che, invece, essa sopravvivesse fino a quando i rapporti giuridici ad essa facenti capo non avessero trovato soluzione. E di conseguenza la stessa manteneva la propria capacit giuridica, processuale e sostanziale, nonostante lavvenuta iscrizione della cancellazione dal Registro delle Imprese, fino alla reale cessazione di ogni attivit imprenditoriale.
La Corte di Cassazione, prendendo in considerazione le innovazioni della riforma del codice civile in vigore dal 1 gennaio 2004, stabilisce che: lart. 2495, comma 2, c.c. come modificato dallart. 4, D.Lgs. n. 6 del 2003 norma innovativa e ultrattiva che disciplina gli effetti delle cancellazioni delle iscrizioni di societ di capitali e cooperative intervenute anche precedente alla sua entrata in vigore (1 gennaio 2004), prevedendo a tale data la loro estinzione, in conseguenza dellindicata pubblicit e quella contestuale alle iscrizioni delle stesse cancellazioni per lavvenire e riconoscendo, come in passato, le azioni dei creditori sociali nei confronti dei soci, dopo lentrata in vigore della norma.
Si evince facilmente che la conclusione giurisprudenziale cui giunta la Suprema Corte risulta legata allespressione con cui larticolo 2495, comma 2, del codice civile stabilisce che: Ferma restando lestinzione della societ, dopo la cancellazione.., norma questa che consente di affermare che la cancellazione determina l’estinzione della persona giuridica con decorrenza dalla formalit della pubblicit nel Registro delle Imprese.
La Suprema Corte considera operativa la cancellazione di una societ anche in presenza di debiti.
Ci in quanto linterpretazione analogica consente di ricavare dalla disciplina sullo scioglimento e liquidazione delle societ di capitali la previsione normativa di cui allarticolo 2495, comma 1, del codice civile secondo il quale: Approvato il bilancio di liquidazione, i liquidatori devono chiedere la cancellazione della societ dal Registro delle Imprese.
In altri termini, le societ si estinguono con la cancellazione dal Registro delle Imprese e la cancellazione comporta la loro irreversibile estinzione prescindendo dai rapporti giuridici pendenti.
Ne consegue che in quelle occasioni, il giudice di legittimit giunto ad affermare il principio secondo cui la cancellazione della societ dal Registro delle imprese determina l’estinzione dell’ente a prescindere dall’esistenza di creditori insoddisfatti o di rapporti giuridici ancora da definire.
Con la recente sentenza, sempre a Sezioni Unite del 12 marzo 2013 n. 6071, lo stesso giudice di legittimit ha definito il rapporto che si instaura tra societ estinta e soci nonch il destino delle eventuali sopravvenienze attive, il trattamento dei residui passivi e la disciplina dei rapporti processuali precisando che i soci subentrano nei rapporti debitori e creditori della societ, ma sono loro (e soltanto loro) la giusta parte a cui notificare gli atti.

Avv. Maurizio Villani
Avv. Iolanda Pansardi



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