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False attestazioni in autocertificazioni
Articolo pubblicato online il 28 marzo 2007

di Antonino Daniele Pagano
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Carlo da Pace del Mela (ME), ha chiesto tramite la nostra redazione un parere legale in relazione alla contestazione, mossagli dalla Polizia Tributaria a seguito di un controllo di alcune prescrizioni mediche. La Polizia Tributaria ha rilevato che, a tergo di una prescrizione specialistica, erogata dall’A.S.L. di Messina, l’utente aveva sottoscritto una dichiarazione (non olografa, ma predisposta dall’operatore dello sportello d’accetazione con il consueto timbro ad inchiostro) con la quale attestava falsamente "di trovarsi nelle condizioni di reddito indicate dalla normativa vigente per fruire dell’esenzione alla partecipazione della spesa sanitaria" e ci al fine "di indurre in errore gli addetti all’ufficio ticket dell’Ospedale *** di Messina che lo ammettevano all’erogazione della prestazione in regime di esenzione dal ticket, con corrispondente danno per l’azienda ospedaliera". La persona denunciata, che ad oggi non ha ancora compreso il perch del suo deferimento all’A.G., ha chiesto, come gi anticipato, un nostro parere. Ci sembrato doveroso trattare l’argomento sotto forma di articolo pubblico per fare chiarezza sullo spinoso argomento. A molti, se non a tutti, sar capitato, infatti, di trovarsi allo sportello di accettazione dell’A.U.S.L. o di una qualsiasi azienda ospedaliera e di trovarsi ad apporre firme dietro alle "x" indicate dall’operatore di turno. Al povero Carlo tocca rispondere dei delitti di cui agli artt. 483, 61 n. 2 e 640 comma 2 n. 1 c.p., per aver apposto proprio quelle firme perch si riteneva, a torto, DISOCCUPATO. L’esenzione del ticket spetta infatti, per legge, ai disoccupati ed ai pensionati al minimo, nonch agli altri soggetti il cui reddito dev’essere calcolato tenendo conto della consistenza del nucleo familiare. In realt Carlo non era disoccupato, ma a termini di legge INOCCUPATO e cio a dire in cerca di prima occupazione per non aver mai lavorato in precedenza. Secondo l’interpretazione corrente, agli INOCCUPATI non compete l’esenzione del ticket. Carlo, pertanto, si reso responsabile di false dichiarazioni che hanno indotto in errore l’operatore d’accetazione che lo ha ammesso ad un beneficio che non gli spettava, in danno dell’amministrazione sanitaria. A nostro avviso, tanto per tranquillizzare il malcapitato cittadino, l’A.G. dovrebbe pronunciare una declaratoria ex artt. 129 e 459 co. 3 c.p.p. rinunciando a procedere nei confronti dell’autocertificatore. L’elemento psicologico richiesto dai delitti contestati a Carlo, nel caso in specie difetta. La distinzione, sotto il profilo etimologico dei termini DISOCCUPATO ed INOCCUPATO, non immediatamente percepibile a soggetti privi di formazione giuridica ed anzi del tutto sconosciuta ai pi, utilizzatori del linguaggio corrente. Ci conforta, in tal senso, una recentissima pronuncia del G.I.P. presso il Tribunale di Messina (proc. 5921/04 R GIP del 28.09.2005) in un caso decisamente "sovrapponibile" a quello di cui sopra.

dott. A.D. Pagano p. avv.



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