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E nulla la cartella di pagamento recante la sola indicazione omesso o carente versamento dellimposta. Nota a Corte di Cassazione n. 20211 del 3 settembre 2013.
Articolo pubblicato online il 24 febbraio 2014

di Studio legale tributario Leo
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SOMMARIO: 1. La decisione; 2. Precedenti giurisprudenziali in materia di motivazione della cartella di pagamento.

1. La decisione.
Nella ordinanza n. 20211 del 3 settembre 2013 la Corte di Cassazione torna ad occuparsi della motivazione della cartella di pagamento.
Occorre rilevare che dalla ordinanza non si comprende la fattispecie concreta dalla quale trae origine la cartella, ad esempio se discendente da una liquidazione ex art. 36-bis del DPR n. 600/1973 o da un controllo formale ex art. 36-ter del DPR n. 600/1973.
Soprattutto, non si comprende la norma giuridica di cui si avvalsa lAgenzia delle Entrate per procedere alla iscrizione a ruolo e alla conseguente emissione della cartella di pagamento concernente lIRPEF.
Tuttavia, dallinciso omessi o carenti versamenti si pu desumere che si tratta di attivit liquidatoria posta in essere dallAgenzia delle Entrate.
Inoltre, non si evince quali siano stati i motivi sui quali lAgenzia delle Entrate ha impostato il proprio ricorso per Cassazione.
Ci detto, nella fattispecie, la Corte, udita la relazione del Consigliere relatore, rigetta in camera di consiglio il ricorso proposto dallAgenzia delle Entrate in quanto la sentenza di merito contiene laccertamento in fatto relativo alla carenza di qualunque motivazione o spiegazione della cartella esattoriale, accertamento che doveva se mai essere contestato con il mezzo revocatorio.
Infatti, precisano i giudici, laffermazione del giudice di merito secondo cui la cartella non contiene ulteriori dati idonei a sorreggere le ragioni della Amministrazione poteva se mai essere contestata con il mezzo revocatorio
Da qui la conclusione che lindicazione di un omesso o carente versamento non costituisce adeguata motivazione di una pretesa fiscale.
La Corte di Cassazione sostiene dunque che il giudice dappello, in presenza della sola dicitura omessi o carenti versamenti, ha accertato in fatto la carenza di qualunque motivazione o spiegazione della cartella esattoriale.
Alla luce di ci, lAgenzia delle Entrate, soccombente in appello, avrebbe dovuto contestare quellaccertamento in fatto non gi attraverso ricorso per Cassazione bens attraverso il rimedio della revocazione disciplinato dallart. 64 del d.lgs. n. 546/1992 e dallart. 395 cpc.
La Corte, tuttavia, non specifica quale motivo di revocazione avrebbe potuto essere addotto dallAmministrazione finanziaria. In relazione alla fattispecie decisa dalla ordinanza in commento, si ritiene che la revocazione poteva essere chiesta sulla base del n. 4 dellart. 395, primo comma, che ammette la revocazione della sentenza dappello se la sentenza leffetto di un errore di fatto risultante dagli atti o documenti di causa. Vi questo errore quando la decisione fondata sulla supposizione di un fatto la cui verit incontrastabilmente esclusa, oppure quando supposta la inesistenza di un fatto la cui verit positivamente stabilita, e tanto nelluno quanto nellaltro caso se il fatto non costitu un punto controverso sul quale la sentenza ebbe a pronunciare.
2. Precedenti giurisprudenziali in materia di motivazione della cartella di pagamento.
Tra i precedenti della Suprema Corte degna di rilievo Corte di Cassazione n. 26330 del 16/12/2009, la quale ha affermato che priva di motivazione una cartella di pagamento emessa a seguito di liquidazione ex art. 36-bis del DPR n. 600/1973 sul presupposto che nella cartella non c’ alcuna precisazione circa il mancato riconoscimento del credito di imposta a L. 9.572.000.
Nella fattispecie, lAgenzia delle Entrate aveva precisato le ragioni della iscrizione solo in grado di appello. Tale modus operandi, precisa la Corte, non pu sanare la carenza di motivazione della cartella, in quanto il contribuente deve essere messo in grado di conoscere le ragioni della pretesa fiscale sin dalla notifica della cartella di pagamento.
Nello stesso senso, Cassazione n. 22500 del 10/12/2012, la quale ha evidenziato come nel caso in cui la cartella di pagamento sia stata emessa allesito di una liquidazione effettuata ai sensi dellart. 36-bis del DPR n. 600/1973 essa rappresenta il primo ed unico atto attraverso il quale il contribuente viene informato della pretesa fiscale. Se cos , indispensabile che la cartella contenga tutti gli elementi al fine di rendere edotto il contribuente delle ragioni della pretesa.
Per quanto concerne la giurisprudenza di merito, si segnala Commissione tributaria provinciale di Lecce n. 512/1/11 che cos si espressa: questa Commissione ravvisa nella opposta cartella di pagamento una totale assenza di causale del recupero dellimposta, non certo ravvisabile nella semplice dicitura omessi o carenti versamenti, senza alcuna specificazione a che titolo il richiesto importo era dovuto.
Da segnalare, con particolare riferimento alla rappresentazione del calcolo degli interessi, Cassazione n. 4516 del 21/03/2012. Con la predetta pronuncia, la Corte ha confermato la decisione emessa dalla Commissione tributaria regionale, annullando la cartella di pagamento in quanto "nella cartella viene riportata solo la cifra globale degli interessi dovuti, senza essere indicato come si arrivati a tale calcolo, non specificando le singole aliquote prese a base delle varie annualit che nella fattispecie, vale sottolinearlo, essendo l’accertamento riferito all’anno d’imposta 1983, sono pi di 23 anni calcolati".
Da qui gli ermellini hanno concluso che l’operato dell’ufficio era ricostruibile attraverso difficili indagini dovute anche alla vetust della questione che non competevano al contribuente che vedeva, cos, violato il suo diritto di difesa.
Altre sentenze della Corte di Cassazione si pongono in senso pi restrittivo. In particolare, Cassazione n. 14376 del 7/06/2013 esclude un particolare onere di motivazione per la cartella che chieda il pagamento delle imposte come dichiarate dal contribuente e non si risolva in una rettifica dei risultati della dichiarazione stessa.
Ancora, Cassazione n. 10033 del 6/05/2011 ha affermato che la cartella di pagamento, nell’ipotesi di liquidazione dell’imposta ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 36 bis, costituisce l’atto con il quale il contribuente viene a conoscenza per la prima volta della pretesa fiscale e come tale deve essere motivata. Tuttavia, nel caso di mera liquidazione dell’imposta sulla base dei dati forniti dal contribuente medesimo nella propria dichiarazione, nonch qualora vengano richiesti interessi e sovrattasse per ritardato od omesso pagamento, il contribuente si trova gi nella condizione di conoscere i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche della pretesa fiscale, con l’effetto che l’onere di motivazione pu considerarsi assolto dall’Ufficio mediante mero richiamo alla dichiarazione medesima.
Infine, secondo Cassazione n. 7401 del 31/03/2011, il difetto di motivazione della cartella esattoriale non pu condurre alla dichiarazione di nullit, allorch la cartella sia stata impugnata dal contribuente il quale abbia dimostrato in tal modo di avere piena conoscenza dei presupposti dell’imposizione, per averli puntualmente contestati, e abbia omesso di allegare e specificamente provare quale sia stato in concreto il pregiudizio che il vizio dell’atto abbia determinato al suo diritto di difesa.

Lecce, 14 ottobre 2013 Avv. Leonardo Leo



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