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Zone franche urbane Puglia: al via dal 24 aprile le domande alle agevolazioni
Articolo pubblicato online il 29 aprile 2014

di Maurizio Villani, Idalisa Lamorgese
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Pubblicato il decreto direttoriale 18 aprile 2014 con cui è stato adottato il bando per l’attuazione dell’intervento in favore delle micro e piccole imprese localizzate nelle Zone Franche Urbane (ZFU) della Regione Puglia di cui al Decreto interministeriale del 10 aprile 2013 come modificato dal Decreto interministeriale del 21 gennaio 2014.
L’intervento, per il quale sono disponibili circa 60 milioni di euro, prevede la concessione di agevolazioni sotto forma di esenzioni fiscali e contributive in favore di imprese di micro e piccola dimensione localizzate nelle Zone Franche Urbane di Andria, Barletta, Foggia, Lecce, Lucera, Manduria, Manfredonia, Molfetta, San Severo, Santeramo in Colle e Taranto.
Le domande di accesso alle agevolazioni potranno essere presentate dalle ore 12:00 del 24 aprile 2014 e fino alle ore 12:00 del 12 giugno 2014, esclusivamente tramite una procedura telematica accessibile nella sezione “ZFU Convergenza e Carbonia Iglesias” sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico. Le domande presentate fuori dai termini fissati, cioè prima o dopo, così come le istanze redatte o inviate con modalità difformi da quelle indicate nel decreto (con procedura telematica, Pec certificata e fac-simile previsto dal decreto) non saranno prese in considerazione.
E’ bene ricordare che, i 60 milioni della dotazione finanziaria destinata dalla Regione Puglia alle Zone franche urbane riguardano gli Apq (Accordi di programma quadro) <> del Fondo di Sviluppo e Coesione 2007-2013. Beneficiarie sono le piccole imprese e gli studi professionali. Le agevolazioni consistono nell’esenzione delle imposte sui redditi, dell’imposta regionale sulle attività produttive e dell’imposta municipale propria. Le imprese potranno inoltre essere esonerate dal versamento dei contributi sulle retribuzioni di lavoro indipendente.
Le somme sono state così ripartite: 8 milioni e 94 mila euro alle Zone franche urbane ricadenti Comune di Taranto; 4 milioni e 828mila euro per le Zone franche del Comune di Lecce, 4 milioni 237 mila euro per Manduria. Nel Comune di Taranto sono state delimitate tre zone franche: Tamburi-Croce; Isola-Porta Napoli; Paolo VI Ovest, quartiere nel quale ricade la zona Pip (piano per gli insediamenti produttivi) cittadina. Su 8 milioni di euro circa destinati a sgravi Irap e Irpef è stata prevista una riserva di scopo del 20% circa (1,6 milioni) per finanziare gli aiuti relativi alle imprese che ricadono nella sub-zona Isola- Borgo Antico.
Nel Comune di Lecce i 4 milioni e 800mila euro saranno destinati a sgravi fiscali per le micro e piccole imprese che ricadono nelle aree perimetrate all’interno delle zone 167-A, 167-B e 167-C, già rientranti nel contratto di Quartiere II Stadio e San Sabino. Anche a Lecce è prevista una riserva di scopo del 15% delle risorse per le imprese di nuova o recente costruzione e di un altro 15% per le imprese sociali.
A Manduria non è stata prevista alcuna riserva di scopo per la spesa dei 4,2 milioni assegnati: Le zone sono individuate con riferimento a via Sant’Antonio, via Bianchetti, via Schiavoni, via del Fossato, viale Mancini, via Barco, Tarantini, Antonio Bruno, Pisanelli, Pizzolante, Oria, Bosco Cappuccio, Passeggio, Monte Sabotino, Roma, I Maggio, Crispi, Macello, Uggiano Montefusco, Nicotera, Chidro, XX Settembre, Del Prete, Etodoto, Ribezzo. Statale 7 Ter, Tracciato Ferrovie del Su Est. Non tutti i numeri civici delle strade indicate rientrano nella zona franca urbana.
Va precisato che le Zone Franche Urbane sono aree infra-comunali di dimensione minima prestabilita dove si concentrano programmi di defiscalizzazione per la creazione di piccole e micro-imprese. Trattasi, infatti, di zone con meno di 30mila abitanti che versano in condizioni di degrado e che il governo vuole rivitalizzare. Le scelte delle aree è avvenuta tenendo conto del numero di disoccupati e di persone uscite anticipatamente dal percorso formativo scolastico. Obiettivo prioritario delle ZFU è favorire lo sviluppo economico e sociale di quartieri e aree urbane caratterizzate da disagio sociale, economico e occupazionale, e con potenzialità di sviluppo inespresse.
Con l’art. 37 del D.l. n. 179/2012 del 18 Ottobre 2012 l’esecutivo Monti, per dare un aiuto all’economia di alcune zone d’Italia, aveva inteso riprogrammare le agevolazioni fiscali e contributive previste dalla legge 296 del 2006 (legge finanziaria 2007) - prevedendo a favore delle piccole e micro imprese localizzate nelle Regioni Convergenza (tutte meridionali) l’esenzione dal pagamento delle imposte sui redditi, dell’Irap, dell’IMU e dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente.
Ma operativamente le Z.F.U. non sono mai “decollate”, forse per esigenze di gettito, nonostante l’allora Ministro dello Sviluppo Economico, in data 28 ottobre 2009, arrivò ad avviare anche la stipula dei "contratti di zona franca urbana" con i sindaci dei Comuni interessati (impegni reciproci assunti dal Ministero e dai singoli Comuni per accompagnare e rafforzare l’azione di sviluppo nelle ZFU).
Nello specifico per tali aree è prevista l’esenzione dalle imposte sui redditi fino a 100mila euro per periodo di imposta, limite maggiorabile di 5mila euro per ogni nuovo dipendente assunto a tempo indeterminato. Lo sgravio è discendente, dal 100 al 20%, nell’arco di quattordici periodi di imposta. Esenzione anche dall’Irap, in questo caso quinquennale, con esclusione di plusvalenze e minusvalenze dal calcolo del valore della produzione netta. Per i soli immobili collocati nella Zfu e utilizzati per l’esercizio dell’attività economica, scatta inoltre l’esenzione dall’Imu per quattro anni. Infine, per i soli contratti a tempo indeterminato oppure che non abbiano una durata inferiore a 12 mesi (e a condizione che almeno il 30% degli occupati risieda nell’area della Zfu), è riconosciuto l’esonero al versamento dei contributi, anche in questo caso a scalare, dal 100 al 20%, fino a quattordici anni.
Tra i requisiti di cui all’art. 37 del decreto Crescita, le agevolazioni sono aperte a micro e piccole imprese, già costituite alla data di presentazione dell’istanza, che svolgono la loro attività all’interno della Zfu e che non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali. Tra le condizioni per l’accesso agli incentivi, le aziende «che svolgono attività non sedentaria» dovranno dimostrare di avere almeno un lavoratore dipendente a tempo pieno o parziale che svolga nella sede collocata nella Zfu la totalità delle ore e di realizzarvi non meno del 25% del volume d’affari complessivo.
Non si può certo ignorare un provvedimento strategico che darà un contributo decisivo per sostenere lo sviluppo del nostro tessuto industriale, e che offrirà al mondo delle imprese opportunità concrete per investire sul territorio.



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