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e-book "Commento alla delega fiscale per la riforma del processo tributario"
Articolo pubblicato online il 14 luglio 2014

di Maurizio Villani
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La delega fiscale ormai approvata mira ad una stabile riorganizzazione delle competenze e delle corrette tecniche di difesa delle parti in giudizio.

In questo contesto si inserisce incisivamente la riforma del processo tributario, proposta secondo i criteri che seguono:

1. Terzietà dell’organo giudicante
a. L’organo giudicante deve essere gestito dal Ministero della Giustizia o dal Consiglio dei Ministri;
b. I giudici devono essere a tempo pieno, professionali e ben retribuiti;
c. Le segreterie non devono più dipendere dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e i segretari devono essere parificati ai cancellieri;
d. Il giudice deve essere unico per ogni aspetto trattato, sia di natura tributaria che civilistica (risarcimenti), sia di natura amministrativa (sanzioni) ed anche penale (ne bis in idem).

2. Rafforzamento della tutela giurisdizionale del contribuente
a. Deve sussistere parità assoluta tra le parti (sia pubbliche che private);
b. I termini devono essere perentori e ordinatori per tutte le parti;
c. L’ufficio deve costituirsi in giudizio nel termine perentorio di 60 giorni dalla notifica del ricorso;
d. Non vi devono essere limitazioni istruttorie alla difesa (sia per la parte pubblica che per la parte privata);
e. Vi dovrà essere l’ammissibilità della prova testimoniale e del giuramento.

3. Rafforzamento e razionalizzazione della conciliazione giudiziale
a. L’istituto della conciliazione giudiziale dovrà essere ampliato e reso effettivo in ogni grado del processo tributario, compresi i giudizi incardinati innanzi alla Corte di cassazione, riparametrando le sanzioni (vedi approfondimento nel prosieguo).

4. Giudice monocratico
a. Dovrà essere istituito un giudice monocratico, professionale, a tempo pieno, ben retribuito e dovrà essere competente a giudicare le controversie di valore fino ad € 20.000,00 (al netto disanzioni e interessi), come accade per la mediazione tributaria.

5. Mediazione tributaria di competenza di un organo collegiale terzo
a. Nel concetto di terzietà del giudice (come espresso al punto 1), deve essere ricompreso anche l’organo collegiale; tale organo potrà essere:
– una sezione della commissione tributaria costituita ad hoc, situata presso gli uffici delle commissioni stesse;
– oppure un organo collegiale composto da un magistrato ordinario, da un funzionario dell’Agenzia delle Entrate e da un professionista abilitato, da istituire presso le commissioni tributarie o le camere di commercio.

6. Tutela cautelare nel processo tributario
a. La tutela cautelare deve essere prevista sia in primo grado che in secondo grado.

7. Immediata esecutorietà delle sentenze
a. L’immediata esecutorietà delle sentenze deve riguardare tutte le parti del giudizio; deve operare sin dalla pronuncia di primo grado sia per i rimborsi (anche a seguito di liquidazione da controllo automatizzato ex 36-bis d.P.R. 600/1973 e 54-bis d.P.R. 633/1972), sia per il pagamento delle spese di giudizio ex art. 93 c.p.c.

8. Maggiore rigore nell’applicazione del principio della soccombenza
a. Vi dovrà essere una limitazione del potere discrezionale del giudice di disporre la compensazione delle spese in casi diversi dalla soccombenza.

Infine, come preannunciato, ci si augura che entro un anno saranno emanati i rispettivi decreti attuativi. Si comincia con il taglio del cuneo fiscale (ex art. 4, comma 3 della delega) per proseguire verso tutti gli altri punti che di seguito si approfondiscono.

Degno di nota l’impegno del Governo, che riferirà ogni 120 giorni alla Camera e al Senato su quanto lavoro effettivamente è stato svolto fino a quel momento.


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