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Paura di essere seguiti...
Articolo pubblicato online il 24 settembre 2015

di Giuseppe Tiralongo
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«Quasi sicuramente ci hanno seguito. Altrimenti non si capisce come abbiano saputo dove colpire». Il tormentone che si sente ripetere tra coloro che sono stati derubati in casa è quasi sempre lo stesso. I più colpiti sono persone anziane che vivono in piccole frazioni isolate, in particolare quelli che frequentano abitualmente i luoghi di incontro del paese o della città (bar, ristoranti, cinema, circoli ricreativi, etc...) ». Qualcuno li aspetta in quei posti, ben noti a tutti, per studiare il loro comportamento, il tenore di vita e pedinarli fino a casa. Spesso dietro al furto nelle abitazioni si nascondono diverse verità, tra le più note è quella dello Stalker.
Se sospettate di essere pedinati è buona regola mantenere la calma e non farlo notare. Non cambiate il vostro percorso, mantenete lo stesso passo evitando di girarvi.
Sostate per qualche minuto in aree pubbliche, entrate nei negozi e solo dopo, appena uscite cambiate il passo; camminate velocemente per un po’ senza voltarvi e poi molto lentamente, in questo modo avrete la certezza di essere seguiti.
Qualora il vostro sospetto diventi una certezza, rivolgetevi immediatamente alle forze dell’ordine e se sarete fortunati, risolverete in partenza il problema.
Una agenzia investigativa può essere in grado di aiutare le persone nel mirino di criminali e Stalker, effettuando il così detto "pedinamento di protezione", con il quale si può vigilare e indagare in modo discreto.
L’investigatore privato, raccoglierà tutte le informazioni utili alle indagini, identificando gli autori di comportamenti ritenuti "sospetti o criminosi".
Il lavoro dell’agenzia investigativa potrà essere utilizzato per facilitare il compito della Pubblica Sicurezza e successivamente in sede giudiziale.

Esistono tuttavia alcune regole utili.

Innanzitutto, inutile negare il problema. Spesso, dal momento che nessuno vuole considerarsi una “vittima”, si tende a evitare di riconoscersi in pericolo, finendo per sottovalutare il rischio e aiutando così lo stalker. Il primo passo è allora sempre quello di riconoscere il problema e di adottare delle precauzioni maggiori rispetto a quelle adottate dalle persone che non hanno questo problema. Occorre informarsi sull’argomento e comprendere i rischi reali, seguendo dei comportamenti volti a scoraggiare, quando è possibile, gli atti di molestia assillante.
Se la molestia consiste nella richiesta di iniziare o ristabilire una relazione indesiderata, è necessario essere fermi nel “dire di no” una sola volta e in modo chiaro. Altri sforzi di convincere il proprio persecutore insistente, comprese improvvisate interpretazioni psicologiche che lo/la additano come bisognoso di aiuto e di cure, saranno lette come reazioni ai suoi comportamenti e quindi rappresenteranno dei rinforzi, in quanto attenzioni. Anche la restituzione di un regalo non gradito, una telefonata di rabbia o una risposta negativa ad una lettera sono segnali di attenzione che rinforzano lo stalking.
Comportamenti molto efficaci per difendersi dal rischio di aggressioni sono quelli prudenti in cui si esce senza seguire abitudini routinarie e prevedibili, in orari maggiormente affollati e in luoghi non isolati, magari adottando un cane addestrato alla difesa, un modo che si è rivelato molto utile sia come concreta difesa che per aumentare la sensazione di sicurezza.
Se le molestie sono telefoniche, non cambiare numero. Anche in questo caso, le frustrazioni aumenterebbero la motivazione allo stalking. È meglio cercare di ottenere una seconda linea, lasciando che la vecchia linea diventi quella su cui il molestatore può continuare a telefonare, magari mentre azzerate la soneria e rispondete gradualmente sempre meno.
Per produrre prove della molestia alla polizia, non lasciarsi prendere dalla rabbia o dalla paura e raccogliere più dati possibili sui fastidi subiti.
È utile mantenere sempre a portata di mano un cellulare in più per chiamare in caso di emergenza.
Se si pensa di essere in pericolo o seguiti, non andare mai di corsa a casa o da un amico, ma recarsi dalle forze dell’ordine.



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