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Come calcolare e rettificare gli oneri doganali
Articolo pubblicato online il 8 febbraio 2016

di amassa
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Nell’ambito di una compravendita di tipo internazionale con venditori extra UE, può succedere che qualche acquirente si lamenti di eccessive o errate tasse da pagare. Può anche accadere che il metodo di calcolo dei dazi non sia corretto.

I motivi spesso sono da attribuire ad una errata dichiarazione del valore dei prodotti da parte del venditore spesso, talvolta però l’autore dell’errore può essere il personale che ha effettuato il calcolo.

Sorgono allora spontanee le seguenti domande:

- In caso di calcolo errato dei dazi doganali, l’acquirente può richiedere (e ottenere) una rettifica dell’importo da versare all’Agenzia delle Dogane?
- Qual è la corretta procedura da seguire per risolvere il problema?
- L’iter procedurale è il medesimo anche in caso di consegna con corriere internazionale?

A titolo informativo, appare opportuno specificare che, sotto il profilo doganale, la vigente normativa comunitaria consente l’ammissione in franchigia dal dazio all’importazione per le spedizioni composte da merci di valore trascurabile spedite da un soggetto residente in un paese extra UE ad una persona che si trova nella Comunità, sempreché il valore della stessa spedizione non superi i 150 Euro (art.27 del Reg. CEE n.918/83 e successive modifiche ed integrazioni).

Sono esclusi dalla fruizione della franchigia in questione i prodotti alcolici, i profumi e l’acqua da toletta, i tabacchi ed i prodotti del tabacco.

Sotto il profilo fiscale, si precisa che, diversamente dalla franchigia ai fini daziari (fissata a 150 Euro), la franchigia ai fini dell’IVA è fissata in 22 Euro (art.5 del DM n.489/97).

Pertanto, ad esempio, per l’acquisto di un bene avente un valore compreso tra i 22 ed i 150 Euro, sullo stesso verrà applicata la franchigia ai fini daziari mentre verrà regolarmente applicata la relativa aliquota IVA.

Al riguardo, si precisa che se il valore del bene supera i limiti di franchigia il soggetto importatore è tenuto al pagamento dei diritti doganali afferenti l’intero valore del bene acquistato.

E’, tuttavia, importante stabilire con precisione la tipologia della merce, anche da un punto di vista merceologico del prodotto, per poi applicare il relativo trattamento daziario e fiscale e per verificare la necessità di licenze o limitazioni all’importazione; a tal fine (l’interessato, ndr) potrà acquisire le informazioni necessarie, consultando la pagina "Tariffa Doganale TARIC" sul sito web dell’agenzia delle dogane.

Ciò premesso, in caso di erronea applicazione degli oneri doganali, si comunica che la normativa comunitaria (art.78 del Reg. CEE n.2913/92) e la normativa nazionale (art.11 del D.L.vo n.374/90) prevedono l’istituto della revisione dell’accertamento, con il quale l’autorità doganale (autonomamente) o l’operatore interessato (su istanza di parte), entro tre anni dalla data in cui è divenuto definitivo l’accertamento, possono rispettivamente procedere o richiedere la revisione dello stesso nei casi in cui viene riscontrata una diversità di valore, origine, o classificazione dei beni rispetto a quanto indicato in dichiarazione.



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