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Sollecito decreto ministeriale previsto dalla riforma del processo tributario
Articolo pubblicato online il 23 maggio 2016

di Maurizio Villani
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Purtroppo ad oggi, si è ancora in attesa che il Ministero dell’economia e delle finanze emetta il decreto ministeriale previsto dalla Riforma del Processo Tributario di cui al D.Lgs. n. 156 del 24 settembre 2015 (pubblicato in G. U. n. 233 del 07/10/2015), e nello specifico, all’articolo 69 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, così come dalla riforma modificato.
Con l’art. 69 del D.Lgs. 546/92 le sentenze di condanna al pagamento di somme in favore del contribuente sono immediatamente esecutive, salvo la possibilità di subordinare il pagamento, se superiore a 10.000,00 euro, alla prestazione di idonea garanzia. Ebbene, al comma 2° è previsto il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze: <>.
Altresì, l’art. 12, c. 2°, D.Lgs. n. 156/2015 stabilisce che “fino all’approvazione dei decreti previsti dagli articoli 12, c° 4, e 69, c° 2, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, come modificati dall’art. 10 del presente decreto, restano applicabili le disposizioni previgenti di cui ai predetti artt. 12 e 69”.
E’ importante, quindi, sollecitare il MEF affinchè approvi subito il citato decreto ministeriale che ha natura regolamentare, in modo che il 1°giugno 2016 entri subito in vigore l’art. 69 che, è una norma a vantaggio del contribuente che consente appunto di avere subito i rimborsi.
A tal proposito, si riporta parte dell’interrogazione parlamentare fatta dal Senatore Maurizio Buccarella del Movimento 5 stelle: “Atto n. 4-05484 Pubblicato il 16 marzo 2016, nella seduta n. 594 BUCCARELLA , AIROLA , GIROTTO , DONNO , GIARRUSSO , PUGLIA , ENDRIZZI , CAPPELLETTI , BERTOROTTA , MORONESE , SCIBONA , SANTANGELO , BOTTICI - Al Ministro dell’economia e delle finanze: < si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno provvedere alla pronta emanazione dei decreti, entro e non oltre il 31 maggio 2016, sia per porre rimedio ad una situazione a giudizio degli interroganti iniqua nei confronti dei contribuenti onesti, ma vessati da meccanismi dilatori proditoriamente messi in atto dalle pubbliche amministrazioni, sia perché il 1° giugno 2016 entreranno definitivamente in vigore altre importanti disposizioni processuali tributarie”.
Eppure, recentissimo il decreto 29 aprile 2016, pubblicato il 12 maggio sulla Gazzetta Ufficiale n. 110, con cui il ministero dell’economia ha dettato le modalità applicative dell’istituto previsto dal decreto legislativo 14 settembre 2015 n. 147, recante misure per la crescita e la internazionalizzazione delle imprese, e in particolare dall’art. 2, rubricato appunto <>.
A questo punto, è auspicabile, pertanto, anche con l’intervento degli ordini professionali che il MEF approvi subito il decreto in oggetto per non bloccare l’entrata in vigore della succitata norma di cui all’art. 69.
Ed allora, è urgente la riforma strutturale delle Commissioni Tributarie che non devono più dipendere dal MEF ma devono essere organismi autonomi ed indipendenti, gestiti ed organizzati dal Ministero della Giustizia o dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con giudici professionali, a tempo pieno e ben pagati.



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