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L’esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto
Articolo pubblicato online il 28 febbraio 2017
Ultima modifica il 18 febbraio 2017

di Giuseppe Migliore
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Recentemente è stato introdotto nel Codice Penale l’art. 131 bis, che disciplina l’Istituto dell’esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto.
Si tratta di uno strumento di Giustizia deflattiva attraverso il quale si mira ad evitare di impegnare le risorse della Giustizia per processi aventi ad oggetto cosiddetti “reati bagatellari” ovvero per fatti di scarsa lesività e di piccolissima entità.

Viene prevista la possibilità di escludere la punibilità, per i reati puniti con la sola pena pecuniaria o con pena detentiva non superiore nel massimo a cinque anni, qualora emerga che il comportamento sia occasionale e che l’offesa sia di particolare tenuità alla luce di una valutazione delle modalità della condotta e della scarsa lesività del fatto o del pericolo.

E’ esclusa la possibilità di applicare l’Istituto nel caso in cui il colpevole abbia agito per motivi abietti o futili, o con crudeltà, o se abbia adoperato sevizie o abbia agito sfruttando le condizioni di minorata difesa (anche in relazione all’età) della vittima del reato, oppure se dal fatto siano derivate, come conseguenze non volute, lesioni gravissime o la morte di una persona.

Il fatto non può essere considerato occasionale e quindi non abituale qualora il colpevole sia soggetto già dichiarato delinquente abituale, per tendenza o professionale o qualora abbia commesso più reati della stessa indole.

Il presupposto fondamentale dell’Istituto è ovviamente la particolare modestia e tenuità del fatto compiuto, del danno arrecato o del pericolo creato: si tratta ovviamente di accertamento di merito che sarà compiuto dal Giudice sulla base di tutti gli elementi fattuali della vicenda, ed in particolare esaminando le modalità della condotta e la concreta portata offensiva del fatto. Le conseguenze del fatto possono quindi essere differenti, a seconda del caso.

Alla ricorrenza di tutti i presupposti di Legge il Giudice potrà quindi prosciogliere l’imputato dichiarando che il fatto non è punibile per particolare tenuità; ciò chiaramente solo qualora abbia accertato la sussistenza del fatto e che l’imputato ne sia responsabile, motivo per cui un proscioglimento per tenuità del fatto presuppone sempre un accertamento della penale responsabilità dell’imputato.

Già nella fase delle indagini il Pubblico Ministero può richiedere l’archiviazione del procedimento per particolare tenuità del fatto, qualora ritenga che sussistano tutti i presupposti di Legge per l’applicazione dell’Istituto.

In tal caso sia all’indagato che alla persona offesa verrà notificato l’avviso della richiesta di archiviazione, con avvertimento che entrambi avranno facoltà di presentare, nel termine di dieci giorni, opposizione al GIP esplicitando – a pena di inammissibilità – le ragioni del dissenso rispetto alla richiesta di archiviazione per tenuità del fatto.

A seguito dell’opposizione alla richiesta di archiviazione per particolare tenuità del fatto il GIP provvederà sostanzialmente come nei normali casi di opposizione all’archiviazione, fissando un’udienza camerale (tranne il caso di dichiarazione di inammissibilità de plano) e adottando all’esito i conseguenti provvedimenti.



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