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I profili civilistici nel procedimento penale: Risarcimento dei danni e provvisionale
Articolo pubblicato online il 28 febbraio 2017
Ultima modifica il 18 febbraio 2017

di Giuseppe Migliore
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Come noto il processo penale è lo strumento attraverso il quale lo Stato accerta l’eventuale responsabilità dell’imputato in relazione ad un reato, permettendo allo stesso di difendersi adducendo elementi di prova a suo favore, ed esercitando in caso di condanna la pretesa punitiva pubblica attraverso l’irrogazione di una sanzione penale.

Pertanto è ovvio che i profili di carattere penale siano gli interessi preminentemente ed ineludibilmente in gioco nel processo penale (così come gli attori fondamentali del processo siano il Pubblico Ministero e l’imputato, oltreché il Giudicante); ciò non toglie tuttavia che sia possibile coltivare interessi civilistici anche all’interno del processo penale.

E’ il caso del soggetto danneggiato dal reato, che può costituirsi parte civile nei confronti dell’imputato chiedendo che questi sia condannato alla restituzione o al risarcimento del danno cagionato dall’illecito; quale “controparte civilistica” della pretesa della parte civile può esserci il responsabile civile (ovvero il soggetto che, in caso di condanna dell’imputato al risarcimento del danno, sarebbe obbligato in solido con esso a risarcire la parte civile) che può essere citato nel processo o intervenire in maniera autonoma.

Quindi in sostanza le questioni di carattere civile che possono essere oggetto del procedimento penale attengono al diritto alle restituzioni ed al risarcimento del danno in favore del soggetto costituito parte civile.

Solo nel caso in cui l’imputato venga condannato per il reato di cui è accusato il Giudicante potrà altresì pronunciarsi favorevolmente in ordine alle richieste della parte civile.

Ciò naturalmente non solo previo accertamento della responsabilità penale dell’imputato ma anche che dal reato commesso siano effettivamente derivati danni da risarcire in favore della vittima del fatto (e quindi che vi sia un nesso causale tra il reato ed il danno lamentato).

Nel caso di accoglimento delle richieste della parte civile il Giudicante, oltre alla condanna penale dell’imputato, pronuncerà condanna al risarcimento o alle restituzioni in favore della parte civile: in tal caso il Giudice provvederà altresì alla liquidazione (ovvero alla determinazione in termini economici) del risarcimento, salvo che ciò sia riservato alla competenza di altro Giudice.

Qualora invece le prove raccolte non consentano di determinare l’ammontare del danno da risarcire il Giudicante pronuncerà condanna generica al risarcimento del danno (dichiarando l’esistenza di un danno risarcibile, il cui ammontare sarà rimesso alla valutazione di un separato giudizio civile).

In ogni caso, qualora la parte civile lo richieda, il Giudice potrà condannare l’imputato e il responsabile civile al pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva in relazione all’ammontare del danno per cui si ritenga già raggiunta la prova.
Mentre la condanna al pagamento della provvisionale è per Legge immediatamente esecutiva, la condanna alle restituzioni o al risarcimento del danno lo sarà solo dietro richiesta della parte civile, e solo qualora ricorrano giustificati motivi.

Con la sentenza di condanna per i capi civili il Giudice condannerà altresì l’imputato alla rifusione, in favore della parte civile, delle spese legali che questa abbia sostenuto nel giudizio, determinandone altresì l’ammontare.

In ultimo, quale ulteriore condotta riparatoria, il Giudice potrà condannare l’imputato – a richiesta della parte civile – alla pubblicazione della sentenza di condanna, per estratto o per intero, su giornali indicati dal Giudice.

Fonte. Giuseppe Migliore - Avvocato Penalista Roma



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