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Bullismo all’ultima moda
Articolo pubblicato online il 12 aprile 2007

di Antonino Daniele Pagano
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Sono rimasto letteralmente scioccato nel leggere le poche righe con le quali, una povera madre di provincia, ha sfogato tutta la sua rabbia ed il senso di impotenza riguardo il fenomeno sociale all’ultima moda : il bullismo scolastico.
Suo figlio, un ragazzo ipovedente, viene puntualmente maltrattato ed umiliato dai compagni di scuola.
E’ risaputo che la madre degli stupidi sempre incinta, ma non credevo, davvero, che giovanissimi figli di pap potessero arrivare a sfondare le pi profonde bassezze.
Lui, G.C., 14 anni a giorni, costretto a subire angherie e soprusi indescrivibili. Se viene trovato in bagno, gli urinano addosso ai calzoni; se lo beccano fuori dalla classe a ricreazione gli sostituiscono la bottiglietta dell’acqua con tutt’altra bevanda; gli annodano insieme i lacci delle scarpe per farlo cadere appena si alza dalla sedia.
Inutilmente, Mariella (nome di fantasia), si rivolta agli insegnanti chiedendo maggior vigilanza. I custodi del sapere si sono trincerati dietro le pi banali e consumate giustificazioni : possiamo fare attenzione finch vogliamo ma c’ il cambio dell’ora, la pausa colazione etc..
Come genitore mi sento umiliato io, forse pi di Mariella. Le giustificazioni degli insegnanti mi disgustano al punto che mi verrebbe voglia di accompagnare Mariella alla prossima data di ricevimento, cos tanto per guardarli uno ad uno in faccia prima di informarli che i loro venerabili nomi stanno per essere dettagliatamente elencati in una segnalazione all’A.G..
I fatti subiti da G.C. non sono bravate, sono un concentrato di vilt, meschinit e cattiveria tali da integrare gli estremi di gravi delitti. Gli episodi di bullismo vanno denunciati, anche se operati dai c.d. ultraminori ovverosia da teppisti con licenza di uccidere.
I minori degli anni 14, per il nostro ordinamento, non sono capaci di intendere e di volere. Purtroppo sono ben capaci di agire, molestare, rifilare percosse e perfino violentare.
Se gli insegnanti fanno finta di non capire o, peggio ancora, si trincerano dietro ogni possibile scusa, torniamo alla cara, vecchia abitudine di scrivere. Scriviamo al dirigente scolastico, al coordinatore del corso, ai rappresentanti dei genitori degli alunni e lasciamo traccia delle richieste di intervento.
G.C. va a scuola per imparare. Cosa mai potr insegnargli la scuola, continuando di questo passo?
I bulli, quelli che a scuola vanno per tenere in caldo la seggiola e per impedire a chi ha voglia di studiare di perseverare, se ne stiano a casa.
A Mariella ed agli altri genitori che, come lei, stanno vivendo l’incubo all’ultima moda, raccomandiamo di non stare zitti e di non subire pi questi soprusi.
A loro allego la seguente sentenza della suprema corte che ha confermato la possibilit del carcere per i minori violenti.

Custodia cautelare in prigione per gli episodi pi gravi di bullismo a scuola.
Carcere possibile per i minori violenti
(Cassazione 19331/2005)

Suprema Corte di Cassazione, Sezione Quarta Penale, sentenza n. 19331/2005 (Presidente: M. Battistini; Relatore: C. G. Brusco)

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
QUARTA SEZIONE PENALE

SENTENZA

LA CORTE OSSERVA
Con provvedimento in data 22 ottobre 2004 il Tribunale per i minorenni di Sassari, in funzione di Tribunale per il riesame, giudicando in sede di rinvio a seguito della sentenza 15 luglio 2004 della III Sezione di questa Corte, che aveva annullato con rinvio, su ricorso del pubblico ministero, una precedente ordinanza in data 10 maggio 2004 del medesimo Tribunale che aveva sostituito la misura cautelare della custodia in carcere emessa nei confronti di U. A. con quella del collocamento in comunit, ha ribadito il contenuto della prima ordinanza di riesame confermando l’applicazione del collocamento in comunit.
Il Tribunale ha ritenuto che nei confronti della persona sottoposta alle indagini, nei cui confronti si procede per varie ipotesi di reato commesse in danno di un compagno di scuola del ricorrente, affetto da handicap, che veniva costretto a compiere e subire atti di violenza sessuale, ad assumere sostanze stupefacenti e a mangiare un panino imbottito con escrementi animali, le esigenze cautelari fossero da ritenere attenuante e che misura adeguata fosse quella indicata.
Analogo provvedimento veniva adottato nei confronti di un altro giovane concorrente nei reati indicati.
Contro questa ordinanza ha nuovamente proposto ricorso il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Sassari il quale ha dedotto i seguenti motivi di riscorso: la mancanza e manifesta illogicit della motivazione sull’esistenza del pericolo concreto di reiterazione del reato escluso malgrado il medesimo provvedimento impugnato dia atto dell’indole spavalda ed arrogante del giovane sottoposto alle indagini e della circostanza che il medesimo abbia minacciato un teste proprio a causa del contenuto della sua deposizione; l’erronea applicazione dell’art. 274 lett. c del codice di rito perch il Tribunale avrebbe escluso il pericolo di reiterazione del reato malgrado le circostanze gi indicate obbligassero ad una diversa valutazione prognostica; l’erronea applicazione della medesima norma perch il provvedimento impugnato avrebbe fondato la sua valutazione sull’esistenza del pericolo di reiterazione del reato sulla circostanza che le indagini si erano concluse e che i familiari della persona offesa avevano adottato cautele per evitare ulteriori fatti della medesima specie.
Il ricorso, fondato.
Effettivamente l’ordinanza impugnata non ha adottato argomenti nuovi rispetto a quelli gi censurati con la precedente sentenza della terza sezione di questa Corte.
Ha invece sottolineato come il giovane denoti un’indole spavalda ed arrogante e ha erroneamente circoscritto il pericolo di reiterazione del reato all’ambito scolastico in cui i gravi fatti descritti si erano verificati.
Avrebbe dovuto invece compiere una valutazione globale per verificare l’esistenza di un concreto pericolo di recidivanza non circoscritto in tale ambito.
L’ordinanza impugnata si contraddistingue poi per una singolare sottovalutazione dell’ulteriore elemento acquisito al procedimento ed evidenziato dal ricorrente; la circostanza che nell’agosto 2004 (quindi dopo la sostituzione della misura pi grave) U. abbia minacciato un testimone proprio a causa della sua deposizione nel processo per i fatti oggetto del presente procedimento cautelare.
La decisione su questo punto affetta da manifesta illogicit perch, invece di valutare il contesto cautelare alla luce della nuova emergenza, ne trae conferma dell’esistenza delle esigenze ari ritenute attenuate nell’ordinanza annullata dalla terza sezione.
In ogni caso difetta nel provvedimento impugnato ogni valutazione sulla gravit delle esigenze cautelari anche alla luce del fatto nuovo non essendo evidentemente sufficiente affermare che la custodia in carcere debba essere applicata, soprattutto nei confronti dei minori, quando tutte le altre appaiano inidonee.
proprio su questo giudizio di idoneit che il provvedimento impugnato difetta di motivazione.

PQM
La Corte Suprema di Cassazione, Sezione IV penale, annulla l’ordinanza impugnata e rinvia per nuovo esame al Tribunale per i minorenni di Sassari.

Roma, 16 febbraio 2005

Depositata in Cancelleria il 20 maggio 2005

dott. A.D. Pagano p. avv.



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