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Omissione di soccorso
Articolo pubblicato online il 20 aprile 2007

di Antonino Daniele Pagano
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Rispondo alla richiesta di Simona, una giovane donna della provincia di Messina che stata raggiunta da un avviso di conclusione delle indagini preliminari per "omissione di soccorso".
La signora, alla guida della propria autovettura, mentre percorreva una strada extraurbana con diritto di precedenza, si vista spuntare da un incrocio una vettura che non ha rispettato il segnale di stop.
Al fine di evitare l’impatto con la predetta vettura ha invaso la corsia dell’opposto senso di marcia, finendo con lo scontrarsi frontalmente con un motociclista che sopraggiungeva.
Inutile dire che il conducente della vettura che ha causato l’incidente si allontanato, pensando bene di lasciare Simona a risolvere i guai.
La donna, resasi conto che il centauro aveva bisogno di cure, ha chiamato il 118, ha aiutato il malcapitato a spostarsi dalla strada ed ha spostato la moto.
Il ferito lamentava dolore ad una spalla e ad una gamba ma era cosciente e reattivo, tanto che negli istanti immediatamente dopo il sinistro aveva modo di confermare all’investitrice di aver visto perfettamente l’autovettura del pirata che scappato immediatamente dopo essere sbucato dall’incrocio.
Simona, dopo aver atteso sul posto per una manciata di minuti, lasciava il ferito in compagnia di un giovane che si era frattanto fermato ed aveva richiesto l’intervento dellas Polizia e si allontanava.
La signora, il giorno dopo il sinistro ha fatto regolare denuncia all’assicurazione e si sincerata delle condizioni dell’investito che era stato frattanto ricoverato in ospedale per la frattura del femore e la lussazione di una spalla.
La donna non riesce a comprendere perch sia stata raggiunta dall’avviso ex art. 415 bis c.p.p..

Il fatto che Simona si allontanata dal luogo del sinistro prima dell’intervento degli organi accertatori, cos compiendo un’azione penalmente perseguibile ai sensi dell’art. 189 C.d.S..

L’omissione di soccorso a seguito di incidente stradale fattispecie speciale, prevista e punita non dal C.P. ma dal T.U. C.d.S..

Allego il testo di legge che ha introdotto la fattispecie delittuosa cos che Simona possa avere le idee chiare sul perch sia stata raggiunta dall’informazione di garanzia e sul diritto di difesa con contestuale avviso di conclusione delle indagini preliminari.

LEGGE 9 aprile 2003 n. 72

(pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2003)

MODIFICHE AL CODICE PENALE E AL DECRETO LEGISLATIVO 30 APRILE 1992, N. 285, IN MATERIA DI OMISSIONE DI SOCCORSO.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

Il Presidente della Repubblica

promulga la seguente legge:

Art. 1. (nota)

Al primo comma dell’articolo 593 del codice penale, le parole: " punito con la reclusione fino a tre mesi o con la multa fino a lire seicentomila" sono sostituite dalle seguenti: " punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a 2.500 euro".

Art. 2. (note)

All’articolo 189 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, sono apportate le seguenti modificazioni:
il comma 5 sostituito dal seguente:

"Chiunque, nelle condizioni di cui al comma 1, non ottempera all’obbligo di fermarsi in caso di incidente, con danno alle sole cose, soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da duecentocinquanta euro a mille euro. In tale caso, se dal fatto deriva un grave danno ai veicoli coinvolti tale da determinare l’applicazione della revisione di cui all’articolo 80, comma 7, si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da quindici giorni a due mesi, ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI";

il comma 6 sostituito dal seguente:

"Chiunque, nelle condizioni di cui comma 1, in caso di incidente con danno alle persone, non ottempera all’obbligo di fermarsi, punito con la reclusione da tre mesi a tre anni. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre anni, ai sensi del capo II, sezione II, del titolo VI. Nei casi di cui al presente comma sono applicabili le misure previste dagli articoli 281, 282, 283 e 284 del codice di procedura penale, anche al di fuori dei limiti previsti dall’articolo 280 del medesimo codice, ed possibile procedere all’arresto, ai sensi dell’articolo 381 del codice di procedura penale, anche al di fuori dei limiti di pena ivi previsti";

il comma 7 sostituito dal seguente:

"Chiunque, nelle condizioni di cui al comma 1, non ottempera all’obbligo di prestare l’assistenza occorrente alle persone ferite, punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo non inferiore ad un anno e sei mesi e non superiore a cinque anni, ai sensi del capo II, sezione II, del titolo VI";

dopo il comma 8 inserito il seguente:

- bis. "Nei confronti del conducente che, entro le ventiquattro ore successive al fatto di cui al comma 6, si mette a disposizione degli organi di polizia giudiziaria, non si applicano le disposizioni di cui al terzo periodo del comma 6".
Art. 3.

All’articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, sono apportate le seguenti modificazioni:
al comma 1, lettera a), le parole: "593, primo e secondo comma," sono soppresse;

al comma 2, lettera q), le parole "e 189, comma 6," sono soppresse.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sar inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

NOTE

Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato stato redatto dall’amministrazione competente per materia, ai sensi dell’art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali operato il rinvio. Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.

Nota all’art. 1:

Si riporta il testo dell’art. 593 del codice penale come modificato dalla legge qui pubblicata:

"Art. 593 (Omissione di soccorso). - Chiunque, trovando abbandonato o smarrito un fanciullo minore degli anni dieci, o un’altra persona incapace di provvedere a se stessa, per malattia di mente o di corpo, per vecchiaia o per altra causa, omette di dare immediato avviso all’autorit punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a 500 euro.

Alla stessa pena soggiace chi, trovando un corpo umano che sia o sembri inanimato, ovvero una persona ferita o altrimenti in pericolo, omette di presentare l’assistenza occorrente o di darne immediato avviso all’autorit. Se da siffatta condotta del colpevole deriva una lesione personale la pena aumentata; se ne deriva la morte, la pena raddoppiata.".

Note all’art. 2:

Si riporta il testo dell’art. 189 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (nuovo codice della strada), come modificato dalla legge qui pubblicata:

"Art. 189 (Comportamento in caso di incidente).
L’utente della strada, in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, ha l’obbligo di fermarsi e di prestare l’assistenza occorrente a coloro che, eventualmente, abbiano subito danno alla persona.

Le persone coinvolte in un incidente devono porre in atto ogni misura idonea a salvaguardare la sicurezza della circolazione e, compatibilmente con tale esigenza, adoperarsi affinch non venga modificato lo stato dei luoghi e disperse le tracce utili per l’accertamento delle responsabilit.

Ove dall’incidente siano derivati danni alle sole cose, i conducenti e ogni altro utente della strada coinvolto devono inoltre, ove possibile, evitare intralcio alla circolazione, secondo le disposizioni dell’art. 161. Gli agenti in servizio di polizia stradale, in tali casi, dispongono l’immediata rimozione di ogni intralcio alla circolazione, salva soltanto l’esecuzione, con assoluta urgenza, degli eventuali rilievi necessari per appurare le modalit dell’incidente.

In ogni caso i conducenti devono, altres, fornire le proprie generalit, nonch le altre informazioni utili, anche ai fini risarcitori, alle persone danneggiate o, se queste non sono presenti, comunicare loro nei modi possibili gli elementi sopraindicati.

Chiunque. nelle condizioni di cui al comma 1, non ottempera all’obbligo di fermarsi in caso di incidente, con danno alle sole cose, soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da duecentocinquanta euro a mille euro. In tale caso, se dal fatto deriva un grave danno ai veicoli coinvolti tale da determinare l’applicazione della revisione di cui all’art. 80, comma 7, si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da quindici giorni a due mesi, ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI.

Chiunque, nelle condizioni di cui al comma 1, in caso di incidente con danno alle persone, non ottempera all’obbligo di fermarsi, punito con la reclusione da tre mesi a tre anni. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre anni, ai sensi del capo II, sezione II, del titolo VI. Nei casi di cui al presente comma sono applicabili le misure previste dagli articoli 281, 282, 283 e 284 del codice di procedura penale, anche al di fuori dei limiti previsti dall’art. 280 dal medesimo codice ed possibile procedere all’arresto, ai sensi dell’art. 381 del codice di procedura penale, anche al di fuori dei limiti di pena ivi previsti.

Chiunque, nelle condizioni di cui al comma 1, non ottempera all’obbligo di prestare l’assistenza occorrente alle persone ferite, punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo non inferiore ad un anno e sei mesi e non superiore a cinque anni, ai sensi del capo II, sezione II, del titolo VI.

Il conducente che si fermi e, occorrendo, presti assistenza a coloro che hanno subito danni alla persona, mettendosi immediatamente a disposizione degli organi di polizia giudiziaria, quando dall’incidente derivi il delitto di omicidio colposo o di lesioni personali colpose, non soggetto all’arresto stabilito per il caso di flagranza di reato.
- bis. Nei confronti del conducente che, entro le ventiquattro ore successive al fatto di cui al comma 6, si mette a disposizione degli organi di polizia giudiziaria, non si applicano le disposizioni di cui al terzo periodo del comma 6.

Chiunque non ottempera alle disposizioni di cui ai commi 2, 3 e 4 soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 68,25 a Euro 275,10.".
La sessione II, del capo II, del titolo VI del citato decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, reca: "Sanzioni amministrative accessorie e sanzioni penali".
Si riporta il testo degli articoli 280, 281, 282, 283 e 284 e 381 del codice di procedura penale:

"Art. 280 (Condizioni di applicabilit delle misure coercitive).
Salvo quanto disposto dai commi 2 e 3 del presente articolo e dall’art. 391, le misure previste in questo capo possono essere applicate solo quando si procede per delitti per i quali la legge stabilisce la pena dell’ergastolo o della reclusione superiore nel massimo a tre anni.

La custodia cautelare in carcere pu essere disposta solo per delitti, consumati o tentati, per i quali sia prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni.

La disposizione di cui al comma 2 non si applica nei confronti di chi abbia trasgredito alle prescrizioni inerenti ad una misura cautelare.".
"Art. 281 (Divieto di espatrio).
Con il provvedimento che dispone il divieto di espatrio, il giudice prescrive all’imputato di non uscire dal territorio nazionale senza l’autorizzazione del giudice che procede.

Il giudice d le disposizioni necessarie per assicurare l’esecuzione del provvedimento, anche al fine di impedire l’utilizzazione del passaporto e degli altri documenti di identit validi per l’espatrio.
- bis. Con l’ordinanza che applica una delle altre misure coercitive previste dal presente capo, il giudice dispone in ogni caso il divieto di espatrio.".
"Art. 282 (Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria).
Con il provvedimento che dispone l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, il giudice prescrive all’imputato di presentarsi a un determinato ufficio di polizia giudiziaria.

Il giudice fissa i giorni e le ore di presentazione tenendo conto dell’attivit lavorativa e del luogo di abitazione dell’imputato.".

"Art. 283 (Divieto e obbligo di dimora).
Con il provvedimento che dispone il divieto di dimora, il giudice prescrive all’imputato di non dimorare in un determinato luogo e di non accedervi senza l’autorizzazione del giudice che procede.

Con il provvedimento che dispone l’obbligo di dimora, il giudice prescrive all’imputato di non allontanarsi, senza l’autorizzazione del giudice che procede, dal territorio del comune di dimora abituale ovvero, al fine di assicurare un pi efficace controllo o quando il comune di dimora abituale non sede di ufficio di polizia, dal territorio di una frazione del predetto comune o dal territorio di un comune viciniore ovvero di una frazione di quest’ultimo. Se per la personalit del soggetto o per le condizioni ambientali la permanenza in tali luoghi non garantisce adeguatamente le esigenze cautelari previste dall’art. 274, l’obbligo di dimora pu essere disposto nel territorio di un altro comune o frazione di esso, preferibilmente nella provincia e comunque nell’ambito della regione ove ubicato il comune di abituale dimora.

Quando dispone l’obbligo di dimora, il giudice indica l’autorit di polizia alla quale l’imputato deve presentarsi senza ritardo e dichiarare il luogo ove fisser la propria abitazione. Il giudice pu prescrivere all’imputato di dichiarare all’autorit di polizia gli orari e i luoghi in cui sar quotidianamente reperibile per i necessari controlli, con obbligo di comunicare preventivamente alla stessa autorit le eventuali variazioni dei luoghi e degli orari predetti.

Il giudice pu, anche con separato provvedimento, prescrivere all’imputato di non allontanarsi dall’abitazione in alcune ore del giorno, senza pregiudizio per le normali esigenze di lavoro.

Nel determinare i limiti territoriali delle prescrizioni, il giudice considera, per quanto possibile, le esigenze di alloggio, di lavoro e di assistenza dell’imputato. Quando si tratta di persona tossicodipendente o alcooldipendente che abbia in corso un programma terapeutico di recupero nell’ambito di una struttura autorizzata, il giudice stabilisce i controlli necessari per accertare che il programma di recupero prosegua.

Dei provvedimenti del giudice data in ogni caso immediata comunicazione all’autorit di polizia competente, che ne vigila l’osservanza e fa rapporto al pubblico ministero di ogni infrazione.".

"Art. 284 (Arresti domiciliari).
Con il provvedimento che dispone gli arresti domiciliari, il giudice prescrive all’imputato di non allontanarsi dalla propria abitazione o da altro luogo di privata dimora ovvero da un luogo pubblico di cura o di assistenza.

Quando necessario, il giudice impone limiti o divieti alla facolt dell’imputato di comunicare con persone diverse da quelle che con lui coabitano o che lo assistono.

Se l’imputato non pu altrimenti provvedere alle sue indispensabili esigenze di vita ovvero versa in situazione di assoluta indigenza, il giudice pu autorizzarlo ad assentarsi nel corso della giornata dal luogo di arresto per il tempo strettamente necessario per provvedere alle suddette esigenze ovvero per esercitare una attivit lavorativa.

Il pubblico ministero o la polizia giudiziaria, anche di propria iniziativa, possono controllare in ogni momento l’osservanza delle prescrizioni imposte all’imputato.

L’imputato agli arresti domiciliari si considera in stato di custodia cautelare.
- bis. Non possono essere, comunque, concessi gli arresti domiciliari a chi sia stato condannato per il reato di evasione nei cinque anni precedenti al fatto per il quale si procede. A tale fine il giudice assume nelle forme pi rapide le relative notizie.".
"Art. 381. (Arresto facoltativo in flagranza).
Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria hanno facolt di arrestare chiunque colto in flagranza di un delitto non colposo, consumato o tentato, per il quale la legge stabilisce la pena della reclusione superiore nel massimo a tre anni ovvero di un delitto colposo per il quale la legge stabilisce la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni.

Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria hanno altres facolt di arrestare chiunque colto in flagranza di uno dei seguenti delitti:
peculato mediante profitto dell’errore altrui previsto dall’art. 316 del codice penale;

corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio prevista dagli articoli 319, comma 4 e 321 del del codice penale;

violenza o minaccia a un pubblico ufficiale prevista dall’art. 336, comma 2 del codice penale;

commercio e somministrazione di medicinali guasti e di sostanze alimentari nocive previsti dagli articoli 443 e 444 del codice penale;

corruzione di minorenni prevista dall’art. 530 del codice penale;

lesione personale prevista dall’art. 582 del codice penale;

furto previsto dall’art. 624 del codice penale;

danneggiamento aggravato a norma dell’art. 635, comma 2 del codice penale;

truffa prevista dall’art. 640 del codice penale;
appropriazione indebita prevista dall’art. 646 del codice penale;

alterazione di armi e fabbricazione di esplosivi non riconosciuti previste dagli articoli 3 e 24, comma 1 della legge 18 aprile 1975, n. 110.

Se si tratta di delitto perseguibile a querela, l’arresto in flagranza pu essere eseguito se la querela viene proposta, anche con dichiarazione resa oralmente all’ufficiale o all’agente di polizia giudiziaria presente nel luogo. Se l’avente diritto dichiara di rimettere la querela, l’arrestato posto immediatamente in libert.

Nelle ipotesi previste dal presente articolo si procede all’arresto in flagranza soltanto se la misura giustificata dalla gravit del fatto ovvero dalla pericolosit del soggetto desunta dalla sua personalit o dalle circostanze del fatto.
- bis. Non consentito l’arresto della persona richiesta di fornire informazioni dalla polizia giudiziaria o dal pubblico ministero per reati concernenti il contenuto delle informazioni o il rifiuto di fornirle.".
Si riporta il testo dell’art. 4 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274 (Disposizioni sulla competenza penale del giudice di pace, a norma dell’art. 14 della legge 24 novembre 1999, n. 468), come modificato dalla legge qui pubblicata:

"Art. 4 (Competenza per materia).
Il giudice di pace competente:
per i delitti consumati o tentati previsti dagli articoli 581, 582, limitatamente alle fattispecie di cui al secondo comma perseguibili a querela di parte, 590, limitatamente alle fattispecie perseguibili a querela di parte e ad esclusione delle fattispecie connesse alla colpa professionale e dei fatti commessi con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro o relative all’igiene del lavoro o che abbiano determinato una malattia professionale quando, nei casi anzidetti, derivi una malattia di durata superiore a venti giorni, 594, 595, primo e secondo comma, 612, primo comma, 626, 627, 631, salvo che ricorra l’ipotesi di cui all’art. 639-bis, 632, salvo che ricorra l’ipotesi di cui all’art. 639-bis, 633, primo comma, salvo che ricorra l’ipotesi di cui all’art. 639-bis, 635, primo comma, 636, salvo che ricorra l’ipotesi di cui all’art. 639-bis, 637, 638, primo comma, 639 e 647 del codice penale;

per le contravvenzioni previste dagli articoli 689, 690, 691, 726, primo comma, e 731 del codice penale.

Il giudice di pace altres competente per i delitti, consumati o tentati, e per le contravvenzioni previsti dalle seguenti disposizioni:
articoli 25 e 62, terzo comma, del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, recante "Testo unico in materia di sicurezza";

articoli 1095, 1096 e 1119 del regio decreto 30 marzo 1942, n. 327, recante "Approvazione del testo definitivo del codice della navigazione".

art. 3 del decreto del Presidente della Repubblica 4 agosto 1957, n. 918, recante "Approvazione del testo organico delle norme sulla disciplina dei rifugi alpini";

articoli 102 e 106 del decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, recante "Testo unico delle leggi per l’elezione della Camera dei deputati";

art. 92 del decreto del Presidente della Repubblica 16 maggio 1960, n. 570, recante "Testo unico delle leggi per la composizione e la elezione degli organi delle amministrazioni comunali";

art. 15, secondo comma, della legge 28 novembre 1965, n. 1329, recante "Provvedimenti per l’acquisto di nuove macchine utensili";

art. 3 della legge 8 novembre 1991, n. 362, recante "Norme di riordino del settore farmaceutico";

art. 51 della legge 25 maggio 1970, n. 352, recante "Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo";

articoli 3, terzo e quarto comma, 46, quarto comma e 65, terzo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 753, recante "Nuove norme in materia di polizia, sicurezza e regolarit dell’esercizio delle ferrovie e di altri servizi di trasporto";

articoli 18 e 20 della legge 2 agosto 1982, n. 528, recante "Ordinamento del gioco del lotto e misure per il personale del lotto";

articolo 17, comma 3, della legge 4 maggio 1990, n. 107, recante "Disciplina per le attivit trasfusionali relative al sangue umano ed ai suoi componenti e per la produzione di plasmaderivati";

art. 15, comma 3, del decreto legislativo 27 settembre 1991, n. 311, recante "Attuazione delle direttive n. 87/404/CEE e n. 90/488/CEE in materia di recipienti semplici a pressione, a norma dell’art. 56 della legge 29 dicembre 1990, n. 428";

art. 11, comma 1, del decreto legislativo 27 settembre 1991, n. 313, recante "Attuazione della direttiva n. 88/378/CEE relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti la sicurezza dei giocattoli, a norma dell’art. 54 della legge 29 dicembre 1990. n. 428";

art. 7, comma 9, del decreto legislativo 25 gennaio 1992, n. 74, recante "Attuazione della direttiva n. 84/450/CEE in materia di pubblicit ingannevole";

articoli 186, commi 2 e 6, 187, commi 4 e 5, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, recante "Nuovo codice della strada";

art. 10, comma 1, del decreto legislativo 14 dicembre 1992, n. 507, recante "Attuazione della direttiva n. 90/385/CEE concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai dispositivi medici impiantabili attivi";

art. 23, comma 2, del decreto legislativo 24 febbraio 1997, n. 46, recante "Attuazione della direttiva n. 90/385/CEE concernente i dispositivi medici".

La competenza per i reati di cui ai commi 1 e 2 tuttavia del tribunale se ricorre una o pi delle circostanze previste dagli articoli 1 del decreto-legge 15 dicembre 1979, n. 625, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio 1980, n. 15, 7 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 203, e 3 del decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205.

Rimane ferma la competenza del tribunale per i minorenni.".



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