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CSM , Napolitano su responsabilita’ toghe e riforma ordinamento
Articolo pubblicato online il 7 giugno 2007
Ultima modifica il 12 giugno 2007

di Francesco Pagano
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I tempi della giustizia e la necessita’ della rapida approvazione di una riforma dell’ordinamento giudiziario, ma anche la responsabilita’ dell’azione giudiziaria e i procedimenti disciplinari nei confronti dei magistrati sono stati fra i temi principali toccati dal Capo dello Stato nel suo intervento, ieri, al plenum del CSM. Il presidente Napolitano non ha mancato di ricordare al plenum e al governo anche lo stato critico delle dotazioni degli uffici giudiziari e il problema delle risorse e dei mezzi da destinare alla giustizia.

Il presidente si e’ augurato che la circolare del CSM che rimodula le incompatibilit dei magistrati venga rigorosamente applicata, cosi’ come importante sara’ anche la tempestiva copertura dei posti vacanti, per evitare riflessi negativi sul funzionamento della giustizia. Napolitano si e’ soffermato anche sul corso di formazione dei magistrati, per ribadirne la grande importanza per la realizzazione di un efficiente servizio di giustizia, "fondato su una consapevole e responsabile salvaguardia, sul piano sostanziale e sul piano formale, dei fondamentali valori di autonomia e di indipendenza dell’ordine giudiziario". Anche le scelte dei magistrati che andranno a ricoprire incarichi direttivi e semidirettivi, ha detto il presidente, "debbono essere frutto di accertate professionalit e di sperimentate qualit morali e intellettuali dei candidati". Per tali scelte poi vi deve essere rapidita’ e massima convergenza.

Sul tema dei poteri organizzativi dei capi degli uffici e in materia di tempistica dei procedimenti penali, il presidente ha ricordato che il CSM lo scorso anno aveva rimarcato che spetta ai dirigenti degli uffici (requirenti e giudicanti) l’adozione di iniziative e provvedimenti idonei a razionalizzare la trattazione degli affari, nel rispetto del principio dell’obbligatoriet dell’azione penale e di quello della soggezione di ogni magistrato esclusivamente alla legge, ma anche dei principi consacrati dall’art. 97 della Costituzione sul buon andamento della pubblica amministrazione. A questo proposito, il Consiglio ha approvato di recente alcuni progetti organizzativi che indicano l’esigenza di dare la precedenza ai processi relativi ai "reati gravi" o a quelli in cui vi e’ la sollecitazione delle parti offese, alle cui posizioni viene riconosciuta quell’attenzione che in passato spesso mancata. Il Consiglio Superiore non mancher adesso - secondo Napolitano - di farsi promotore di una pi incisiva diffusione di una comune cultura organizzativa.

"Tra i poteri dei capi degli uffici fondamentale quello della sorveglianza sulla condotta dei singoli magistrati - ha detto poi il presidente - che influisce sul prestigio e sulla credibilit dell’ordine giudiziario nel suo complesso... Sempre nell’ambito di questa funzione va contemplato un attento controllo diretto con decisione ad evitare che nei provvedimenti giudiziari siano inseriti riferimenti a persone estranee, non necessari per la motivazione". Il presidente ha notato a tal proposito che malgrado le difficolt interpretative della nuova normativa in materia, la Sezione disciplinare ha potuto definire un consistente numero di procedimenti, "sanzionando anche, in modo pi rigoroso, i ritardi nel deposito delle sentenze". Il capo dello Stato ha sottolineato che la necessita’ dell’adozione, da parte del Consiglio, "di iniziative volte a stimolare la piena consapevolezza del nesso tra la tutela dell’autonomia e dell’indipendenza della Magistratura, cui l’organo di autogoverno preposto, e la qualit del servizio che i magistrati - compresi quelli onorari - offrono ai cittadini".

In apertura del suo intervento il presidente aveva richiamato l’attenzione di tutte le istituzioni interessate sul problema dei tempi legislativi: "E’ necessario che questo problema sia affrontato con tempestivit, e si superino le difficolt e le incertezze, anche allo scopo di evitare che ci si trovi all’ultimo momento nella condizione di sentir richiedere il ricorso a provvedimenti di urgenza che potrebbero risultare privi dei necessari presupposti costituzionali". Riprendendo in seguito discorso di alcuni dei membri del CSM intervenuti sulla riforma dell’Ordinamento giudiziario, il capo dello Stato ha detto che bisogna assolutamente evitare il vuoto, la conflittualit che pu sorgere da una mancata approvazione della proposta all’esame del Parlamento entro la fine di luglio ed ha promesso di rivolgere un appello al Parlamento, agli opposti schieramenti.

L’intervento e’ stato commentato per l’Unione Camere Penali Italiane dal presidente, Oreste Dominioni, secondo cui "le dichiarazioni del Capo dello Stato sull’urgenza della riforma dell’ordinamento giudiziario, al vaglio del Parlamento, suonano come stigmatizzazione di un’attivita’ legislativa inconcludente, dettata soltanto dalla preoccupazione di approvare le parti che piu’ interessano alla magistratura, come quella relativa all’impedimento della separazione delle funzioni". Egli ha espresso la preoccupazione che a causa della scadenza del 31 luglio il ventilato stralcio di alcune parti del provvedimento serva forse a evitare l’ennesimo sciopero dei magistrati, ma non a sbloccare l’attivita’ parlamentare nel settore di una seria riforma della Giustizia.

"Non possiamo che fare nostra l’indicazione del Presidente della Repubblica: la riforma della giustizia una priorit per l’Italia e serve l’impegno di tutti" ha commentato invece Michelina Grillo, presidente Oua, esprimendo il grande apprezzamento dell’avvocatura italiana per la presa di posizione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sullo stato del nostro sistema giudiziario.

"Di questa questione ha aggiunto - abbiamo parlato con il Presidente proprio luned scorso nel corso dell’udienza concessa all’Organismo Unitario dell’Avvocatura. In quella occasione, condividendo gli inviti al dialogo costruttivo ed alle convergenze sui grandi temi che interessano il Paese, abbiamo rilanciato la necessit che si apra un ampio ed approfondito confronto, partendo anche dalla II Conferenza nazionale della Giustizia che stiamo organizzando a Roma per il prossimo autunno (11-13 ottobre). Condividiamo, inoltre, l’invito affinch la carriera dei magistrati non sia legata esclusivamente all’anzianit e affinch ci sia una pi rigorosa applicazione delle norme sull’incompatibilit".

"Non possiamo ha concluso Grillo - che esprimere il nostro sostegno anche alle ulteriori preoccupazioni espresse dalla massima carica dello Stato. Gli avvocati da tempo chiedono maggiore attenzione in relazione alle modalit di apertura dei procedimenti giudiziari, alla tutela delle persone coinvolte e non, e all’uso delle misure cautelari. Proprio nel documento consegnato al Presidente Napolitano abbiamo denunciato che la giustizia penale italiana naviga tra incertezza della pena e sovraffollamento delle carceri. Una situazione oggettivamente paradossale, aggravata dalla insopportabile carenza di mezzi, risorse e uomini, tema da sempre presente nelle richieste dell’avvocatura, rilanciato dal vice-presidente del Csm, Nicola Mancino".

di Mauro W. Giannini



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