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Riforma ordinamento, penalisti sul piede di guerra
Articolo pubblicato online il 12 giugno 2007

di Francesco Pagano
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Sul piede di guerra l’Unione Camere Penali, secondo cui "il DDL di modifica dell’ordinamento giudiziario all’esame della Commissione Giustizia del Senato sta rivelando in modo ormai inesorabile il grave sfascio della politica della giustizia".

A giudizio dell’associazione presieduta dall’avv. Dominioni, "il Governo e la maggioranza affogano nella totale incapacit di affrontare un’opera di reale riforma, subiscono i diktat dell’ANM e con ci rinnegano brutalmente il programma presentato agli elettori che sul punto cruciale della distinzione delle funzioni affermava: ’dobbiamo realizzare un’efficace e rigorosa separazione di funzioni fra magistratura giudicante e magistratura inquirente, e contribuire a realizzare nel processo penale una effettiva terziet del giudice ed una effettiva parit tra accusa e difesa’".

"In un quadro cos devastato - secondo l’UCPI - anche se pur irrilevanti, parti dell’opposizione parlamentare sembrano disponibili a cedere alle pretese ultimative dell’ANM, anche a costo di svendere i propri valori ideali e la linea di politica giudiziaria". L’UCPI, quindi "denuncia all’opinione pubblica una situazione gravissima e forse senza precedenti che degrada ulteriormente lo stato della giustizia e viola diritti primari dei cittadini" e si riserva nei prossimi giorni "ogni iniziativa per denunciare e fronteggiare il tramonto di ogni riforma liberale e democratica per conservare gli assetti burocratici e autoritari dell’ordinamento giudiziario".

In una delibera della Giunta trasmessa al Presidente della Repubblica, ai Presidenti delle Camere, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Giustizia e a tutti i Ministri, a tutti i parlamentari italiani ed in particolare ai Presidenti e componenti delle Commissioni Giustizia di Camera e Senato, al CNF e alle Associazioni forensi, l’UCPI ricorda che "la ’parola d’ordine’ dello stralcio della professione forense dal ddl Mastella (e non certo per ragioni corporative, come si visto) ha trovato larghissima attenzione in numerosi settori della pubblica opinione, del mondo accademico, di quello intellettuale e della politica".

Si ricorda infatti che tale attenzione e’ stata mostrata "finanche da parte di numerosissimi e sensibili esponenti della maggioranza parlamentare, tanto che, nei giorni scorsi, la Commissione Giustizia del Senato della Repubblica ha ’calendarizzato’ la riforma dell’ordinamento forense, presentata in modo bipartisan da entrambi gli schieramenti (proposta c.d. Calvi, Ghedini, Valentino ed altri) ed altra interessante proposta di riforma (Manzione)". Posizione tuttavia, sostengono i penalisti, apparentemente disattesa nell’ultimo periodo.

Viceversa l’UCPI ritiene "assolutamente necessaria una legge-ordinamento che tenga in conto la ’funzione cruciale esercitata dalle professioni legali in una societ democratica, al fine di garantire il rispetto dei diritti fondamentali, lo stato di diritto e la sicurezza nella applicazione della legge’ cos come si legge nel testo della Risoluzione del Parlamento Europeo P6_TA (2006)0108)" e, sempre dalla stessa risoluzione, mutua il rierimento all’ "importanza delle norme necessarie ad assicurare l’indipendenza, la competenza, l’integrit e la responsabilit dei membri delle professioni legali, con lo scopo di garantire la qualit dei loro servizi, a beneficio dei loro clienti e della societ in generale, e per salvaguardare l’interesse pubblico".

Pertanto l’associazione dei penalisti - oltre a riservarsi ogni ulteriore iniziativa - fa tra l’altro appello "alle forze politiche di entrambi gli schieramenti, ai loro esponenti, all’intera Avvocatura, a chi non vuole svendere il patrimonio ideale dello stato di diritto affinch si ponga riparo al disastroso progetto di chi, consapevolmente o meno, vuole liquidare il ruolo storico dell’Avvocatura italiana di garante dei diritti dei cittadini e delle libert fondamentali" .

di Mauro W. Giannini



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