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Ricerca Eurispes sulle cause dei ritardi dei processi
Articolo pubblicato online il 25 giugno 2007

di Francesco Pagano
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Gioved, 21 giugno presso la sede dell’Eurispes, il Presidente dell’Istituto di indagini demoscopiche, Prof. Gian Maria Fara, e il Presidente della Camera Penale di Roma, Avv. Gian Domenico Caiazza, insieme al Presidente della Fondazione Enzo Tortora, Sen. Francesca Scopelliti, hanno presentato l’Indagine sul processo penale "Tutto quello che avreste voluto sapere sulla durata dei processi e che nessuno vi ha mai detto".

L’indagine, realizzata grazie alla collaborazione della Camera Penale di Roma e al contributo della Fondazione Enzo Tortora, frutto di un dettagliato monitoraggio sullo svolgimento e sull’esito di ben 1.632 processi celebrati nelle aule del Tribunale di Roma. Alla rilevazione hanno collaborato, insieme ai ricercatori dell’Eurispes, oltre 50 tra avvocati e praticanti avvocati con esperienza professionale penalistica, selezionati dalla Camera Penale di Roma su base volontaria.

I dati raccolti e analizzati sono di natura "assolutamente inedita: ad oggi, nessuna ricerca analoga risulta essere mai stata svolta". "L’ampiezza del campione, la sua dettagliata precisione, ed il fatto che esso sia stato raccolto nel pi grande Tribunale italiano, conferiscono ai risultati" - secondo gli autori della ricerca - "una attendibilit e una forza illustrativa del fenomeno di valore certamente generale".

"L’indagine - commenta una nota Eurispes - " andata oltre la semplice constatazione dell’esistenza di una ’irragionevole durata del processo’ ed ha fornito, per la prima volta, una lettura scientifica e statisticamente corretta dei perch, ossia delle cause reali dei tempi e dei modi di svolgimento dei procedimenti penali".

La ricerca dice quanto incidano (molto) sulla durata del processo, ad esempio, gli errori o la irregolarit delle notifiche, la presenza o la assenza dei testi, gli impegni del difensore in altri processi, l’assenza del Giudice, l’impedimento a comparire dell’imputato, le questioni sulla incompetenza territoriale del Giudice, la indisponibilit delle aule, l’assenza dell’interprete, l’erronea formulazione della imputazione; e cos di seguito.

La conoscenza di questi dati, sottolinea la Camera Penale di Roma, che insieme alla Fondazione ha proposto la ricerca all’Eurispes, consente di individuare "con seriet e precisione gli ambiti di un possibile e finalmente efficace intervento riformatore, e soprattutto consente di chiarire, una volta per tutte, se tra le cause della paralisi del processo penale vi sia o meno quella, da alcuni sistematicamente denunziata come addirittura prioritaria, di un preteso ’eccesso di garantismo’".

Tale conclusione, e la circostanza che la ricerca sia stata proposta da due organismi che rappresentano solo una parte in causa nel processo, uno dei quali ha anche realizzato la raccolta dei dati, potrebbe tuttavia sollevare da parte di chi ricorda processi clamorosi in cui i continui rimandi ed eccezioni ad opera della difesa hanno consentito di arrivare a prescrizione, critiche di indagine "a tesi", cioe’ svolta con l’intento - poi raggiunto - di dimostrare che le garanzie non incidono sulla durata del processo.

Una indagine di stampo giornalistico era stata svolta in passato dalla trasmissione Report, evidenziando che la situazione degli uffici e il problema delle notifiche erano fattori di notevole impatto sulla durata dei procedimenti.

di Mauro W. Giannini



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