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Sentenza della Corte Costituzionale sulle competenze del TAR Lazio
Articolo pubblicato online il 29 giugno 2007

di Francesco Pagano
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La sentenza del 26 giugno 2007 della Corte Costituzionale dichiara infondate le q.l.c. dell’art. 3 della L. 27 gennaio 2006, n. 21, che prevede la competenza funzionale del T.A.R. Lazio per i ricorsi avverso le ordinanze ed i provvedimenti adottati nell’ambito delle situazioni di emergenza).

SENTENZA N. 239 ANNO 2007

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE COSTITUZIONALE

composta dai signori:

- Franco BILE Presidente
- Giovanni Maria FLICK Giudice
- Francesco AMIRANTE "
- Ugo DE SIERVO "
- Alfio FINOCCHIARO "
- Alfonso QUARANTA "
- Franco GALLO "
- Luigi MAZZELLA "
- Gaetano SILVESTRI "
- Sabino CASSESE "
- Maria Rita SAULLE "
- Giuseppe TESAURO "
- Paolo Maria NAPOLITANO "
ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nel giudizio di legittimit costituzionale dell’art. 3, comma 2-/bis/, del decreto-legge 30 novembre 2005, n. 245 (Misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania), comma aggiunto dalla legge di conversione 27 gennaio 2006, n. 21, promosso - in riferimento all’art. 90 del d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige) e all’art. 3, commi 1 e 4, del d.P.R. 6 aprile 1984, n. 426 (Norme di attuazione dello statuto speciale per la regione Trentino-Alto Adige concernenti istituzione del tribunale amministrativo regionale di Trento e della sezione autonoma di Bolzano) - dalla Provincia autonoma di Trento, con ricorso notificato il 29 marzo 2006, depositato in cancelleria il 3 aprile 2006 ed iscritto al n. 49 del registro ricorsi 2006.

- Visto/ l’atto di costituzione del Presidente del Consiglio dei ministri;
- udito/ nell’udienza pubblica del 22 maggio 2007 il giudice relatore Alfonso Quaranta;
- uditi/ l’avvocato Giandomenico Falcon per la Provincia autonoma di Trento e l’avvocato dello Stato Giancarlo Mand per il Presidente del Consiglio dei ministri.

/Ritenuto in fatto/

1." La Provincia autonoma di Trento, con ricorso del 27 marzo 2006, depositato presso la cancelleria della Corte il successivo 3 aprile, ha promosso questione di legittimit costituzionale dell’art. 3, comma 2-/bis/, del decreto-legge 30 novembre 2005, n. 245 (Misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania), comma aggiunto dalla legge di conversione 27 gennaio 2006, n. 21, assumendone il contrasto con l’art. 90 del d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige), e con l’art. 3, commi 1 e 4, del d.P.R. 6 aprile 1984, n. 426 (Norme di attuazione dello statuto speciale per la regione Trentino-Alto Adige concernenti istituzione del tribunale amministrativo regionale di Trento e della sezione autonoma di Bolzano).
La ricorrente premette che la disposizione impugnata reca una modifica nei rapporti di competenza territoriale tra il Tribunale amministrativo regionale del Lazio e gli altri Tribunali amministrativi regionali, concentrando esclusivamente presso il primo le controversie aventi ad oggetto <> emanati <> (Istituzione del Servizio nazionale della protezione civile).
Ci premesso, sarebbe evidente il contrasto con le norme di attuazione dello statuto regionale, le quali, <>, ne individuano la competenza con riferimento ai criteri basati sulla sede dell’organo, ovvero sull’efficacia provinciale o intraprovinciale di atti emanati anche da organi non aventi sede nella Provincia o nella Regione.
N, d’altra parte, il dubbio di costituzionalit potrebbe essere fugato intendendo la disposizione impugnata come riferita al solo territorio della Regione Campania; , difatti, il suo stesso tenore letterale - e segnatamente la circostanza che essa faccia riferimento a tutte le situazioni di emergenza dichiarate ai sensi dell’art. 5, comma 1, della legge n. 225 del 1992, senza operare distinzioni - ad escludere la possibilit di una simile interpretazione. Conclusione che vieppi confermata dal successivo comma 2-/quater/ del medesimo art. 3, il quale, nel regolare il fenomeno della /translatio// iudicii /stabilisce testualmente che revoca da parte del Tribunale amministrativo regionale del Lazio>>, in tal modo <>, e non solo a quello della Campania, come sarebbe invece accaduto se la norma avesse contenuto un riferimento nominativo al medesimo.
Poich, quindi, la norma impugnata si riferisce indistintamente a tutti i Tribunali amministrativi regionali, ivi compreso quello avente sede a Trento, la stessa sarebbe costituzionalmente illegittima, sempre che non si ritenga possibile fare applicazione <> (evenienza, per vero, sulla cui ricorrenza il citato decreto-legge n. 245 del 2005 non fornisce indicazioni univoche, giacch nel suo testo, se <>, risulta anche carente, all’opposto, una <>).
Su tali basi, e non senza rilevare come nella specie non si tratti <>, giacch essa <>, la ricorrente ha concluso per la declaratoria di illegittimit costituzionale della norma censurata, in quanto Provincia concorre a determinare>>, costituirebbe <>.

1.1." Si costituito in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall’Avvocatura generale dello Stato, chiedendo che il ricorso sia dichiarato inammissibile o comunque non fondato.
Sul presupposto che la stessa ricorrente a riconoscere di essere priva di qualsiasi competenza in materia di ordinamento della giustizia amministrativa, la difesa erariale sottolinea che, anche dopo la riforma del Titolo V della Costituzione, le Regioni e le Province autonome <> solo quando essa comporti <> delle rispettive competenze.
Tale evenienza, per, non ricorre nel caso di specie, in quanto il censurato art. 3, comma 2-/bis/, del decreto-legge n. 245 del 2005, concernente <>, si limita a prevedere un criterio speciale di determinazione della competenza dei tribunali amministrativi regionali, senza incidere in alcun modo sulle prerogative costituzionali della ricorrente Provincia autonoma, giacch ad essa - cui pure spetta una potest di designazione dei giudici del Tribunale regionale di giustizia amministrativa di Trento (non incisa, peraltro, dalla disposizione impugnata) - non pu riconoscersi alcuna <>.
Su tali basi, quindi, l’Avvocatura generale dello Stato ha concluso per la declaratoria di inammissibilit del ricorso, non senza sottolinearne, per, anche l’infondatezza, non essendo configurabile la violazione dell’art. 90 dello statuto di autonomia, visto che la norma censurata non incide sulla istituzione, nella Regione Trentino-Alto Adige/Sdtirol, di un apposito tribunale regionale di giustizia amministrativa.

2." La Provincia autonoma di Trento, in data 9 maggio 2007, ha depositato una memoria nella quale ha insistito per l’accoglimento del ricorso.
In via preliminare, essa rileva come la linea difensiva dell’Avvocatura generale dello Stato confermi che la disposizione censurata trovi applicazione <>, avendo <>.
Contesta, inoltre, quanto affermato dalla difesa erariale, e cio, da un lato, che la norma impugnata riguardi <>, e, dall’altro, che sussista <>.
Quanto in particolare al primo profilo, osserva che, se la lettera della legge attribuisce formalmente il potere di ordinanza, in materia di protezione civile, ad organi statali, la giurisprudenza costituzionale ha precisato che il suo esercizio deve compiersi in armonia con la <> ( citata la sentenza n. 228 del 2003 ). Inoltre, neppure potrebbe trascurarsi la circostanza che i provvedimenti commissariali non sembrano riducibili unicamente alla sfera statale, potendo essere <>. Rileva infine, concludendo sul punto, che non sarebbe dato comprendere, poi, quale sia la ragionevolezza della scelta legislativa di sottrarre le controversie /de quibus /<>.
In ordine, invece, al supposto difetto di legittimazione, rileva come quest’ultima <>.
Su tali basi la ricorrente reputa di essere legittimata ad evocare l’art. 3 del d.P.R. n. 424 del 1984 (cio il decreto di attuazione della disciplina statutaria) e, dunque, a dolersi del fatto che la contestata disciplina processuale, <>.
In forza di tali rilievi, pertanto, la Provincia autonoma di Trento insiste per l’accoglimento del ricorso, precisando che essa <>, bens <>.

2.1." Anche l’Avvocatura generale dello Stato ha deposito un’ulteriore memoria, insistendo nelle proprie argomentazioni difensive.
In particolare, la difesa erariale ha ribadito la preliminare eccezione di inammissibilit della questione.
A suo dire, difatti, la Provincia autonoma di Trento non potrebbe evocare, a sostegno della propria iniziativa, n l’art. 90 dello
statuto di autonomia, n l’art. 3 del d.P.R. n. 426 del 1984, che ha
dato attuazione alla disciplina statutaria.
> Ed invero, il primo di tali parametri si limita a stabilire che nella
Regione Trentino Alto-Adige << istituito un tribunale regionale di
giustizia amministrativa, con una autonoma sezione per la provincia di
Bolzano, secondo l’ordinamento che verr stabilito al riguardo>>;
orbene, la norma censurata non si pone in contrasto con tale
previsione, giacch - osserva la difesa erariale - organo speciale di giustizia amministrativa operante nella Regione>>.
> Quanto, poi, al secondo dei menzionati parametri, l’Avvocatura dello
Stato rileva che la ricorrente si sarebbe limitata ad evidenziare la
<> tra la disposizione censurata e l’art. 3, commi 1 e 4, del d.P.R.
n. 426 del 1984. Orbene, pur presentando tale norma - al pari delle
altre attuative dello statuto - disposizioni legislative ordinarie>>, per il carattere <> (sentenza n.
137 del 1998 )
proprio dei decreti di attuazione statutaria, ci non implica anche
che la stessa non possa essere modificata da fonti pariordinate,
purch sia rispettata <>. Della violazione di tale incombente
procedimentale non si duole, per, la ricorrente, lamentando invece
l’asserita menomazione della <>.
> Su tali basi, pertanto, viene ribadita l’inammissibilit della
questione di legittimit costituzionale, se vero che alle Regioni e
alle Province autonome sono consentite - osserva conclusivamente la
difesa erariale, richiamando in particolare la sentenza n. 196 del
2004 -
ricorrenti>>, ci che, per le ragioni illustrate, deve escludersi nel
caso di specie.

- Considerato in diritto
1." La Provincia autonoma di Trento ha promosso questione di
legittimit costituzionale dell’art. 3, comma 2-/bis/, del
decreto-legge 30 novembre 2005, n. 245 (Misure straordinarie per
fronteggiare l’emergenza nel settore dei rifiuti nella regione
Campania), aggiunto dalla legge di conversione 27 gennaio 2006, n. 21,
assumendone il contrasto con l’art. 90 del d.P.R. 31 agosto 1972, n.
670 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali
concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige), e con
l’art. 3, commi 1 e 4, del d.P.R. 6 aprile 1984, n. 426 (Norme di
attuazione dello statuto speciale per la regione Trentino-Alto Adige
concernenti istituzione del tribunale amministrativo regionale di
Trento e della sezione autonoma di Bolzano).

La disposizione impugnata stabilisce che, in tutte le situazioni di
emergenza dichiarate ai sensi dell’art. 5, comma 1, della legge 24
febbraio 1992, n. 225 (Istituzione del Servizio nazionale della
protezione civile), <>.

Essa, tuttavia, violerebbe - secondo la ricorrente - gli indicati
parametri, giacch i medesimi, <>, ne individuano la competenza con
riferimento ai criteri basati sulla sede dell’organo, ovvero
sull’efficacia provinciale o intraprovinciale di atti emanati anche da
organi non aventi sede nella Provincia o nella Regione.

La ricorrente, pertanto, pur riconoscendo che <>, ha concluso per la
declaratoria di illegittimit costituzionale della norma censurata, in
quanto <>, costituirebbe <>.

2." Nel costituirsi in giudizio, il Presidente del Consiglio dei
ministri ha chiesto che il ricorso sia dichiarato inammissibile o
comunque non fondato.

Nel premettere che le Regioni e le Province autonome <> solo quando
essa comporti <> delle rispettive competenze, la difesa erariale
esclude che tale evenienza possa ipotizzarsi nel caso di specie.

Difatti, il censurato art. 3, comma 2-/bis/, concerne <>, concentrando
i relativi giudizi di primo grado presso un unico tribunale
amministrativo regionale (quello del Lazio con sede a Roma), senza
viceversa incidere in alcun modo sulle prerogative costituzionali
della ricorrente Provincia autonoma, relative esclusivamente alla
designazione dei giudici del locale Tribunale regionale di giustizia
amministrativa.

3." La questione non fondata.

4." In via preliminare, deve ribadirsi la legittimazione della
ricorrente Provincia autonoma ad evocare quale parametro
costituzionale qualsiasi norma dello statuto di autonomia, cos come
specificamente previsto dall’art. 98 del medesimo d.P.R. n. 670 del 1972.

Tuttavia, la ricorrente Provincia autonoma di Trento non ha
rivendicato, nella specie, alcuna competenza legislativa, che del
resto contrasterebbe (come essa stessa riconosce) con quella esclusiva
dello Stato in materia di <>, prevista dall’art. 117, secondo comma,
lettera /l/), della Costituzione, e neppure ha evidenziato l’esistenza
di una qualche lesione della sua potest legislativa in ordine alla
organizzazione del locale Tribunale regionale di giustizia
amministrativa, o di altre sue competenze.

5." Cos individuata l’iniziativa della ricorrente, deve essere
ricordato come questa Corte abbia gi affermato che gli artt. 90 e 91
dello Statuto della Regione Trentino-Alto Adige/Sdtirol e l’art. 3
della relativa disciplina di attuazione (d.P.R. n. 426 del 1984)
svolgono esclusivamente la funzione di regolare <> del Tribunale
regionale di giustizia amministrativa di Trento e della sezione
autonoma di Bolzano, facendone oggetto di <> della Provincia (sentenza
n. 137 del 1998 ).

In particolare, con la sentenza n. 121 del 2001
, questa Corte -
in una fattispecie per molti aspetti analoga alla presente,
scrutinando norme processuali che operavano la uniforme devoluzione al
giudice ordinario della giurisdizione sui rapporti di lavoro dei
dipendenti della pubblica amministrazione, con effetto anche nella
Regione Trentino-Alto Adige - ha escluso che le norme censurate
fossero in contrasto proprio con l’art. 3 della disciplina di
attuazione dello statuto regionale. Difatti, fu riconosciuto che le
contestate disposizioni investivano un <>, non violando, pertanto,
, giacch queste ultime <>.

Alla luce delle considerazioni che precedono, la competenza del
Tribunale regionale amministrativo con sede in Trento non risulta
violata dalla norma censurata, non incidendo questa sui suddetti
profili di organizzazione del Tribunale /de quo/, e segnatamente sul
potere spettante alla Provincia autonoma di designazione di due dei
suoi giudici.

N, d’altra parte, trova fondamento alcuno la pretesa della ricorrente
volta a rivendicare - evocando quale parametro, in particolare, l’art.
3 del d.P.R. n. 426 del 1984 - il rispetto della <>, ed esattamente
quelle individuate dalla suddetta norma di attuazione dello statuto, <>.

I commi 1 e 4 del citato art 3 si limitano, infatti, ad effettuare la
ripartizione della competenza territoriale tra i due organi di
giustizia amministrativa operanti nella Regione, ed aventi
rispettivamente sede a Trento e a Bolzano, attesa la loro
particolarit d’essere non regionali, ma provinciali, a composizione
distinta e dotati, ciascuno, della propria autonomia organizzativa. Se
tale , dunque, lo scopo per il quale la suddetta normativa di
attuazione statutaria stata dettata, se ne pu dedurre che essa,
attenendo esclusivamente a profili organizzativi dei due indicati
Tribunali, non idonea ad incidere sui criteri generali di
individuazione della competenza territoriale degli organi decentrati
di giustizia amministrativa.

per questi motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

dichiara/ non fondata la questione di legittimit costituzionale
dell’art. 3, comma 2-/bis/, del decreto-legge 30 novembre 2005, n. 245
(Misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza nel settore dei
rifiuti nella regione Campania), aggiunto dalla legge di conversione
27 gennaio 2006, n. 21, promossa - in riferimento all’art. 90 del
d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670 (Approvazione del testo unico delle
leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il
Trentino-Alto Adige), e all’art. 3, commi 1 e 4, del d.P.R. 6 aprile
1984, n. 426 (Norme di attuazione dello statuto speciale per la
regione Trentino-Alto Adige concernenti istituzione del tribunale
amministrativo regionale di Trento e della sezione autonoma di
Bolzano) - dalla Provincia autonoma di Trento con il ricorso di cui in
epigrafe.
Cos deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo
della Consulta, il 18 giugno 2007.



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