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Le obbligazioni garantite
Articolo pubblicato online il 3 settembre 2007

di Matteo Santini
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Le obbligazioni garantite (c.d. covered bond), sono state disciplinate per la prima volta in Italia dall’articolo 7 bis della Legge 30 aprile 1999, n. 130, introdotto dalla Legge 14 Maggio 2005, n 80.

La norma specifica che "le disposizioni... si applicano, salvo quanto specificato ai commi 2 e 3 del presente articolo, alle operazioni aventi ad oggetto le cessioni di crediti...effettuate da banche in favore di societ il cui oggetto esclusivo sia l’acquisto di tali crediti e titoli, mediante l’assunzione di finanziamenti concessi o garantiti anche dalle banche cedenti, e la prestazione di garanzia per le obbligazioni emesse dalle stesse banche ovvero da altre".

Si cos colmato un vuoto normativo che poneva gli istituti di credito italiani in netto svantaggio rispetto a quelli europei.
Il quadro normativo si ultimato con l’emanazione ad Aprile 2007 di un Decreto del Ministero dell’Economia e della Finanze e a Maggio 2007 dell’Istruzione di vigilanza della Banca d’Italia.

Preliminarmente occorre chiarire cosa siano effettivamente le obbligazioni garantite.

Si tratta, in sostanza, di una modalit di finanziamento utilizzato dalle banche e sicuramente meno rischioso per i risparmiatori: infatti, le obbligazioni emesse vengono, appunto, garantite e cio si costituisce un patrimonio separato rispetto a quello della banca emittente con l’unica finalit di garantire il soddisfacimento degli obbligazionisti "garantiti".

La procedura di emissione sicuramente particolare; tre sono gli steps classici:
1) una banca (banca cedente) cede alcune attivit (assets) proprie a una societ, detta Veicolo perch spesso viene costituita proprio a tale scopo. Le attivit cedibili sono predeterminate dalla legge (art. 2 L. 130/99) e sono:
- crediti ipotecari residenziali e commerciali;
- crediti erogati da Enti pubblici o garantiti da Enti pubblici;
- titoli emessi nell’ambito delle procedure di cartolarizzazione, aventi ad oggetto crediti di cui sopra.
La banca tenuta a dare notizia della cessione mediante iscrizione nel registro delle imprese e pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, condizione questa necessaria perch la cessione abbia efficacia nei confronti del debitore ceduto.

2) La Societ Veicolo, proprio per acquistare tali assets costretta a chiedere un finanziamento a una banca (che, di solito, coincide con la banca cedente). Tale Banca ottiene il capitale necessario emettendo obbligazioni.

3) A garanzia di queste obbligazioni, gli assets ceduti vanno a costituire presso la societ veicolo un patrimonio separato, destinato esclusivamente a soddisfare gli obbligazionisti garantiti e non attaccabile dagli altri creditori della banca.

La segregazione, quindi, mette al riparo il patrimonio da azioni esperite da parte di creditori diversi dai portatori dei titoli emessi per finanziare l’acquisto dei crediti stessi.

Tale patrimonio, costituito ex art. 2447 bis c.c., separato a tutti gli effetti sia da quello della societ veicolo che da quello della banca cedente.

L’utilit di tale operazione evidente:
- da un lato i risparmiatori corrono rischi assolutamente minimi, in quanto sanno di avere un patrimonio a propria esclusiva disposizione su cui rivalersi in caso di inadempimenti della banca emittente le obbligazioni;
- proprio perch l’alea connessa all’operazione molto bassa, gli obbligazionisti sono disposti a chiedere un rendimento minore rispetto ai titoli obbligazionari non garantiti e ci un indubbio vantaggio per la banca emittente che riesce a ottenere capitale dovendo supportare costi bassissimi.

Occorre anche, per, sottolineare i possibili effetti negativi connessi all’emissione delle obbligazioni garantite: poich, di fatti, una parte del patrimonio della banca viene segregato, gli altri creditori sociali vedranno ridursi notevolmente le garanzie patrimoniali a propria disposizione e aumenter a loro carico il rischio di insolvenza della banca.

L’obiettivo della regolamentazione in materia, quindi, proprio quello di dare al nuovo strumento delle fondamenta legali che, da una lato ne assicurino la bassa rischiosit e, dall’altro diano ai creditori differenti dai portatori di obbligazioni garantite una protezione nei casi di inadempimento della banca.

Innanzitutto le Istruzioni di Vigilanza della Banca d’Italia indicano requisiti di patrimonializzazione delle societ emittenti: solo le societ che godono di un patrimonio considerevole possono utilizzare detto strumento, proprio perch l’elevata capitalizzazione costituisce garanzia per i creditori e per i terzi.

Pi precisamente, possono ricorrere a tale operazione solo le societ o i gruppi di societ che:

- hanno un patrimonio non inferiore a 500 milioni di Euro;
- hanno un coefficiente di patrimonializzazione non inferiore al 10 %.

Ancora, qualsiasi decisione connessa all’operazione deve essere preceduta da individuazione e analisi dettagliata sia degli obiettivi perseguiti che dei rischi connessi, sia legali che di reputazione, nonch dall’elaborazione di adeguate procedure di controllo. Tali valutazioni devono essere sottoposte all’approvazione dell’organo amministrativo.
Anche per quanto riguarda gli assets ceduti si prevedono stringenti meccanismi di garanzia. La cessione degli attivi deve necessariamente essere preceduta da una relazione effettuata da Societ di revisione che ne attestino il valore effettivo, indicando i criteri di valutazione utilizzati.

Inoltre, durante l’intera durata dell’operazione e con cadenza semestrale, si deve altres verificare:

- che il valore complessivo delle attivit cedute sia rimasto alterato e non abbia subito svalutazioni;
- che il valore complessivo degli assets sia almeno pari al valore complessivo delle obbligazioni garantite emesse sul mercato;
- che gli interessi maturati dalle attivit cedute costituenti patrimonio separato netto siano sufficienti a coprire gli interessi dovuti dalla banca emittente sulle covered bond.

Con cadenza annuale, gli organi di amministrazione dovranno poi sottoporre a revisione le totali procedure di controllo e valutazione, al fine di valutarne l’attualit e l’attendibilit.

Oltre a ci, la banca emittente dovr necessariamente individuare e nominare un "Asset Monitor" e cio un organo esterno e indipendente, con il compito di effettuare una relazione annuale sull’operazione da sottoporsi al vaglio del Collegio Sindacale della societ emittente.

Avv. Matteo Santini
Dott.ssa Beatrice Maiolini



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