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Costi giustizia; nota Ufficio Stampa Ministero
Articolo pubblicato online il 4 settembre 2007

di Francesco Pagano
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Nessun consulente esterno stato mai nominato dal ministro della Giustizia, Clemente Mastella, nell’anno in cui, da Guardasigilli, ha guidato il Dicastero di via Arenula. N vi allo stato intenzione di nominarne alcuno.

I dati sui costi dell’amministrazione giudiziaria, e in modo particolare sulle consulenze, cos come riportati da alcuni organi di stampa non riguardano, dunque, in alcun modo, la diretta gestione del Ministero lo afferma una nota dell’ufficio stampa.

Si tratta, infatti, di cifre che, tratte dal budget dello Stato per l’anno 2007, si riferiscono alla previsione di spesa dell’intera amministrazione della giustizia. Quanto alla voce "consulenze esterne’ citata dai suddetti organi di stampa, che parlano di 457 milioni di euro, necessario precisare che essa accorpa pi voci di previsione di spesa, riferite ad acquisizioni di prestazioni di servizi da terzi, tutte funzionali alla definizione dei processi, penali e civili. Essa nulla ha, dunque, a che vedere con l’attivit amministrativa del ministero, ma indica cifre complessive che costituiscono una previsione dei costi necessari per il funzionamento della Giustizia. Costi che in parte possono essere recuperati alle casse dello Stato.

Il Guardasigilli Clemente Mastella si , peraltro, da tempo attivato, istituendo la commissione presieduta dal sostituto procuratore Francesco Greco, per razionalizzare e rendere effettivo il recupero delle "spese di giustizia’.

I dati pubblicati non possono essere, quindi, strumentalizzati e soprattutto non devono prestare il fianco a una polemica pericolosa sui fondi della Giustizia gi tagliati in modo drammatico nella scorsa legislatura, come dimostrano le situazioni di carenza di mezzi e risorse in cui versano i numerosi uffici giudiziari, pi volte pubblicamente denunciate.

Quanto alle altre voci di spesa citate, da sottolineare innanzitutto che esse si riferiscono alla complessiva amministrazione della giustizia: dagli uffici giudiziari di tutta Italia, all’amministrazione penitenziaria, all’amministrazione minorile, che per sopravvivere hanno bisogno di carta, penne, telefoni, computer, personale, autovetture e carburanti oltre che gestione dei locali (gli istituti di pena fra questi e alcuni palazzi di giustizia) cos come ne hanno bisogno tutte le altre amministrazioni che, va detto, sono spesso meno articolate e complesse di quella della Giustizia.



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