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La difesa del contribuente
Articolo pubblicato online il 7 aprile 2008

di Maurizio Villani
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In questa piatta e scialba campagna elettorale, spesso i candidati premier fanno riferimento alle problematiche tributarie suggerendo soluzioni volte a ridurre la pressione fiscale, con abbattimenti di aliquote o aumenti di detrazioni o maggiori oneri deducibili.

Le proposte, a volte generiche e confusionarie, sono da prendere con le molle perch importante, innanzitutto, sapere se effettivamente si realizzer una riduzione della base imponibile oppure tutto rimane immutato, come del resto accaduto con le recenti riduzioni delle aliquote IRES ed IRAP che, per, si sono annullate con l’allargamento della base imponibile.

In ogni caso, il problema non questo, perch pu accadere che le buone intenzioni di ridurre la pressione fiscale si scontrino con un linguaggio legislativo poco chiaro e contraddittorio nonch con il tentativo degli uffici impositori di interpretare restrittivamente le norme agevolative, costringendo i contribuenti ad iniziare un lungo e defatigante contenzioso tributario.

In questi ultimi anni, in presenza di tutti gli schieramenti politici di centro-destra e di centro-sinistra, in materia fiscale, infatti, si assistito ad una duplice fase di maggiori interventi invasivi in tema di accertamenti fiscali (vedi gli studi di settore) e di riscossione (vedi i fermi amministrativi e le ipoteche) ed al tempo stesso alla produzione di presunte norme agevolative, che spesso per hanno determinato un difficile contenzioso; come per esempio, in tema di crediti d’imposta investimenti ed occupazione, tali da scoraggiare, invece che favorire, iniziative produttive, soprattutto a causa di norme retroattive in barba allo Statuto dei diritti del contribuente.
In definitiva, secondo me, a fronte di una giusta campagna antievasiva, con il potenziamento degli istituti di accertamento, mancata per una altrettanto giusta campagna diretta a potenziare la difesa del contribuente, costituzionalmente garantita.

Infatti, oggi, il processo tributario continua ad essere gestito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che parte in causa, con limiti al diritto di difesa del contribuente, soprattutto nella fase della sospensiva della riscossione e nella fase istruttoria, con il divieto della testimonianza e del giuramento.

E’ auspicabile che il prossimo Parlamento, soprattutto se avr una fase costituente, riequilibri la posizione del contribuente, consentendogli una difesa senza limitazioni, "a parit delle armi" con il fisco, davanti ad un giudice professionale, terzo ed imparziale, con l’organizzazione gestita dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e non pi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

A fronte di una "giusta" lotta all’evasione e all’elusione fiscale altrettanto importante avere un "giusto" processo tributario per consentire al contribuente un’efficace ed equilibrata difesa.
Lecce, 05 aprile 2008

AVV. MAURIZIO VILLANI
Avvocato Tributarista in Lecce
Patrocinante in Cassazione
www.studiotributariovillani.it - e-mail avvocato@studiotributariovillani.it



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