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Il Cnf apre all’Antitrust sulle modifiche al codice
Articolo pubblicato online il 14 luglio 2008

di Francesco Pagano
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Il presidente Guido Alpa ha inviato il 23 giugno scorso al presidente
dell’Autorit, Anonio Catrical, una lettera di risposta
ai rilievi formulati sulla disciplina deontologica

Il Cnf apre all’Antitrust su alcune modiche al codice deontologico mantenendo fermi i principi fondanti della professione. Dunque, s al richiamo al principio della libera determinazione del compenso dell’avvocato, stabilito dal codice civile, nella norma deontologica sugli accordi sulla definizione del compenso tra avvocato e assistito; s alla sostituzione dell’obbligo di richiedere il parere preventivo all’ordine per tenere rubriche su organi di stampa con una semplice previa comunicazione e s alla precisazione che la comunicazione all’ordine circa l’utilizzo di un sito web debba essere tempestiva; s ancora all’inserimento di una finalit precisa, quella della tenuta degli albi, nella norma che prevede il dovere dell’avvocato di comunicare al consiglio dell’ordine la costituzione di associazioni o societ professionali. Impegno inoltre a valutare, nella commissione per la revisione del codice deontologico, l’opportunit di una semplificazione dell’articolo del codice che disciplina le modalit di informazione sull’attivit professionale.

Il CNF ha confermato invece, nonostante le richieste di abrogazione e/o di modifica avanzate dall’Autorit, le norme del codice che sono fondamentali per la deontologia forense, peraltro affermando il proprio potere legislativo confermato dalla sentenza delle Sezioni unite della Corte di Cassazione n. 26810 del 2007. Rimangono cos invariati: 1) il divieto di pubblicit comparativa ed elogiativa; 2) il riferimento ai limiti della dignit e del decoro della professione nell’attivit di informazione al pubblico; 3) alcuni divieti contenuti nell’articolo 19 del codice come quello di accaparramento di clientela o il divieto di offerta di prestazioni al domicilio o in luoghi aperti al pubblico. E’ articolata la risposta che il Consiglio nazionale forense ha deliberato di dare all’ Autorit garante della concorrenza e del mercato, a seguito delle osservazioni formulate sul codice deontologico forense in occasione dell’audizione che si tenuta lo scorso 18 aprile. Nel documento fatto pervenire all’Autorit luned 23 giugno, accompagnato da una lettera a firma del presidente Guido Alpa, il Cnf ha spiegato in maniera dettagliata le ragioni, obiettive e non certo corporative, della difesa di alcuni principi ritenuti irrinunciabili per il corretto svolgimento della professione a difesa dei cittadini.

Quanto al divieto di pubblicit comparativa e elogiativa, il Cnf ha spiegato che essi sono "funzionali all’interesse generale che l’ informazione data dall’avvocato risponda a criteri di correttezza e verit", senza tenere conto che analoghi canoni sono contenuti in codici deontologici di altri paesi europei, come Francia e Spagna. "Questa limitazione", spiega il Cnf, " volta a evitare che gli iscritti all’albo possano compiere azioni di promozione o propaganda capaci di compromettere la fiducia dei soggetti che a loro si rivolgono e di pregiudicare la dignit della professione". Le stesse ragioni militano per la conservazione del disposto dell’articolo 19 del codice di deontologia forense, e dunque anche dei divieti di accaparramento della clientela etc, "con l’ulteriore precisazione che le norme ivi indicate hanno come obiettivo la tutela della professione dall’esercizio di forme di acquisizione della clientela illegittime e comunque scorrette". Quanto, infine, al necessario richiamo ai principi di dignit e decoro della professione come limite generale all’attivit di informazione al pubblico, il Cnf fa presente che esso contenuto nella legge professionale e costituisce "il parametro normativo generale alla stregua del quale deve essere valutata la condotta degli esercenti la professione forense". E la natura normativa del codice deontologico, riconosciuta dalla Corte di cassazione, comporta la necessit che la norma deontologica sia formulata in relazione al parametro normativo che la legittima.Il Consiglio nazionale forense ha anche inviato all’Autorit gli articoli del codice deontologico cos come modificati a seguito del confronto.

Allegato:
Nuovo Codice Deontologico Forense



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