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Chi lavora come precario rimane nello stato di disoccupazione

giovedì 8 gennaio 2009, di Francesco Pagano

Dalla Cassazione giunge una sentenza che farà sicuramente discutere: i giudici di terzo grado, i cosiddetti "˜ermellini’, hanno sottolineato che chi lavora come precario rimane a tutti gli effetti nello stato di disoccupazione.

La suprema Corte era stata chiamata ad esprimersi su una doppia condanna per il reato di falsità ideologica che i giudici di merito avevano inflitto a un lavoratore che aveva tenuto nascosta la sua assunzione temporanea come coadiutore sanitario presso la Asl di Taranto.

La sentenza della Cassazione annulla così quelle che avevano condannato il ricorsista al reato di falsità ideologica in atto pubblico per induzione in errore dei pubblici funzionari, a seguito della denuncia presentata della Asl pugliese. Il lavoratore precario, che aveva ritenuto di non rilevare il suo stato di lavoratore temporaneo anche nell’ambito della partecipazione ad un concorso pubblico, era stato condannato, oltre che penalmente, anche a risarcire i danni in favore della Asl.

Nella motivazione degli "ermellini", espressa attraverso la sentenza n. 48361/2008, si legge che "il fatto non sussiste" perché "un rapporto di impiego precario e temporaneo non può essere ritenuto sufficiente a fare venire meno il requisito dello stato di disoccupazione".

Per i giudici della Cassazione un lavoro temporaneo non esclude lo stato di precarietà: infatti anche qualora il ricorsista "avesse correttamente segnalato la propria condizione di assegnatario in via provvisoria del posto di coadiutore sanitario presso la Asl - si legge nella sentenza - ciò non avrebbe comportato la sua cancellazione dall’elenco di disoccupati tenuto dall’ufficio provinciale del lavoro". Rimanere nelle liste di Collocamento equivarrebbe quindi al mantenimento di uno status chiaro, definito e purtroppo sempre più in voga: quello del disoccupato.


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