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Accesso ai computer nelle scuole

venerdì 15 ottobre 2010, di Francesco Pagano

I docenti spesso chiedono come sia regolamentato l’accesso alla rete di computer nelle scuole (sia pubbliche che private) da parte degli allievi, professori e personale ATA.

Pubblichiamo qui una semplice ma illuminante panoramica dell’Avv. Patrizio Galeotti.

"I pc che si usano nelle scuole vanno distinti in base agli scopi cui sono dedicati.

Ci sono i pc che servono per le attività amministrative e che contengono anche dati personali, qualche volta anche sensibili (penso ai dati sanitari dei professori, ma anche dati sullo stato di salute o altro che evidenzi aspetti che comunque vanno tutelati e protetti, riferibili al personale tutto della scuola e anche degli alunni): questi devono essere protetti e ad essi vanno applicate le misure minime, ma anche quelle adeguate (p.e. la modifica periodica delle password e altre cose previste dalla legge, stando attenti però che il rinnovo delle password, in questo caso, avviene in termini più brevi, almeno per quanto riguarda la protezione dei dati sensibili e sanitari).

Da questi computer vanno tenuti distinti quelli che si usano per le attività didattiche e ai quali hanno accesso anche gli studenti.
Su questi computer non devono essere trattati dati personali di alcuno, salvo eventuali nomi degli studenti che vi operano, qualora debbano creare una cartella sul server nella quale salvano i lavori che via via effettuano in sala computer sotto la diretta sorveglianza dei professori. Gli studenti non possono tenere spazi ad accesso protetto solo per se stessi, poiché sono strumenti didattici e non strumenti ad uso e consumo personale. Queste macchine non dovrebbero permettere l’accesso ad internet "ad personam" degli studenti, per cui l’accesso ad internet dovrebbe avvenire in modo controllato e selettivo, e sempre sotto il controllo del professore e del tecnico della sala Computer.

Se questo non avviene, il problema è li... e lì va risolto.

Cioè, lo studente che opera sul pc, deve senz’altro poter essere riconosciuto, così come le attività che vi svolge devono essere monitorate, e secondo me anche tracciate. Non siamo nell’ambito del rapporto di lavoro, ma di un rapporto educativo che impone al docente di avere la piena conoscenza delle attività che svolgono gli studenti nel momento in cui utilizzano la macchina.

Peraltro il permettere la navigazione su internet senza controllo, potrebbe mettere a rischio anche il professore che non vigila, dai danni che lo studente potrebbe causare, o che potrebbe subire.

Riguardo alla privacy nella scuola, il garante ha messo on-line un opuscolo interessante scaricabile da qui"