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Sondaggio: gli avvocati ed il "cloud computing"

martedì 25 settembre 2012, di Francesco Pagano

Internet ha profondamente cambiato moltissimi aspetti della nostra vita, dall’informazione al modo di relazionarsi e socializzare.

Il cosiddetto Web 2.0 [1] ha trasformato le pagine web da statiche in dinamiche: adesso la stessa pagina può mostrare informazioni differenziate ad utenti diversi o in differenti momenti (si pensi, p.es., alla nostra pagina personale su Facebook o alla home page di un qualsiasi quotidiano, come La Repubblica).

Ciò ha permesso di realizzare delle applicazioni (chiamate Web Applications, nel seguito WA) che sono ospitate su un server e che vengono utilizzate visualizzando una pagina web. Tutta la logica e la memoria sono ospitate sul server remoto e l’utente non deve installare alcuna applicazione sul proprio computer, è sufficiente che abbia un internet browser (come MS Internet Explorer, Mozilla Firefox, Apple Safari, ecc.).

I vantaggi di una WA sono:

  1. gestione centralizzata dell’applicazione: non è necessario installare, configurare, aggiornare e mantenere tante copie del programma quanti sono gli utenti, perché tutti utilizzano l’applicazione installata nel server;
  2. risparmio economico: gli utenti possono utilizzare computer anche obsoleti senza essere penalizzati, in quanto l’applicazione gira sul server;
  3. sicurezza ed affidabilità dei dati: operazioni come salvataggio, impostazione dei permessi d’accesso, ecc. vengono gestite a livello centrale;
  4. compatibilità tra sistemi eterogenei: gli utenti possono utilizzare il loro sistema preferito (Windows, Mac, Linux, ecc.) perché non devono installare nulla sul proprio pc;
  5. assenza di conflitti tra i software presenti sul pc: le applicazioni web non soffrono di incompatibilità con gli altri applicativi presenti nel computer dell’utilizzatore.

Volendo utilizzare una WA in uno studio legale, è sufficiente dotarsi di un computer server (che sia sempre acceso) ed installare il software necessario, normalmente composto da vari strati:

  1. il sistema operativo, che può essere MS Windows, MacOS, una distribuzione Linux come Ubuntu, ecc.;
  2. un Application Server come Apache Tomcat o MS Windows .NET Server che eseguirà il programma;
  3. un DBMS come MySQL o Oracle Database 11g per memorizzare i dati in maniera permanente;
  4. una WA per la gestione dello studio legale come JDavide Enterprise Edition.

E’ evidente che la complessità, ridotta nei computer degli utenti, si è riversata nella gestione del server centrale, che necessita di un amministratore con buone competenze informatiche.

Per sfruttare i vantaggi delle WA senza la necessità di una struttura informatica adeguata, è nato il Cloud Computing, che sposta le WA dal server del cliente ad un (gruppo di) server situato nella nuvola informatica, ossia in Internet. In buona sostanza, l’applicazione che si vuole utilizzare non viene installata su un computer presente nei locali dell’utilizzatore, ma in una server farm specializzata. Si continua ad accedere all’applicazione tramite un’interfaccia Web, ma non ci si deve preoccupare della manutenzione della struttura informatica, che è completamente a carico del fornitore del servizio. Un classico esempio di servizio cloud è la posta elettronica: gli utenti di Gmail, Hotmail, Alice Mail,Tiscali Mail, ecc. utilizzano la posta elettronica tramite la relativa pagina web, senza dover configurare alcun client nel proprio pc.

I principali vantaggi, che si aggiungono a quelli visti prima per le WA, sono:

  1. assenza di costi di avvio: non occorre comprare né hardware né software;
  2. eliminazione dei costi fissi: si paga l’applicazione (se non è gratis) in base all’utilizzo che se ne fa;
  3. utilizzo dell’applicazione da qualsiasi dispositivo connesso ad Internet;
  4. indipendenza dalla posizione dell’utilizzatore: l’applicazione ed i dati saranno sempre accessibili anche per l’uso in mobilità (studio, Tribunale, vacanza, ecc.);
  5. possibilità di concedere l’accesso a porzioni di informazioni ai propri clienti.

Purtroppo ci sono anche alcuni svantaggi:

  1. impossibilità ad accedere ai propri dati in assenza di connessione Internet;
  2. perdita del controllo sui propri dati (che sono memorizzati sui server del provider del servizio).

Nel mondo dei professionisti legali, questi limiti sono stati considerati inaccettabili, almeno fin’ora. Su un articolo pubblicato da Il Giornale del 18/12/12, tuttavia, viene presentato un gestionale per gli studi legali, prodotto da un’affermata software house, che viene erogato in modalità cloud con buona soddisfazione da parte degli utilizzatori.

E’ il segno di un cambiamento nelle abitudini e nelle richieste degli avvocati oppure un fenomeno di nicchia, riservato ad uno sparuto gruppo di entusiasti della tecnologia?

Per rispondere a questa domanda, abbiamo realizzato un sondaggio. Vi invitiamo a rispondere alle semplici domande sotto riportate. I risultati del sondaggio saranno pubblicati su questa eZine a Ottobre.


[1l’insieme di tutte quelle applicazioni online che permettono uno spiccato livello di interazione tra il sito web e l’utente (blog, forum, chat, wiki, social networks, ecc.)