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Minori neocomunitari : abuso abbandono e sfruttamento

giovedì 1 febbraio 2007, di Francesco Pagano

Si svolge oggi a Roma un incontro sui minori neocomunitari promosso dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, dal titolo "Minori neo-comunitari: più vicini o più lontani?".

Le sessioni di lavoro - incentrate su Romania e Moldova - si rifano ad un lavoro di preparazione svolto nell’intero anno 2006 e terminato in dicembre e riguarderanno interventi di enti locali e strutture di accoglienza, esperienze operative attuali e possibili scenari futuri. Fra i partecipanti, Peter Schatzer, Mariella Console, Salvatore Fachile, Antonella Inverno, Joseph Moyerson, Luigi Fadiga.

Il progetto, spiegano gli organizzatori, intende affrontare preoccupanti aspetti sociali quali abuso, abbandono e sfruttamento di minori in Romania e Moldova, che spesso si traducono in emigrazione clandestina e tratta di minori non accompagnati (MNA) verso l’Italia. Il sistema di protezione previsto dall’attuale normativa italiana – che recepisce la Convenzione di New York sui diritti del fanciullo - garantisce forme di tutela e assistenza sociale ai MNA. Peraltro l’Italia è diventata negli ultimi anni meta di un crescente flusso di minori, che in parte raggiungono i servizi preposti ad assisterli e gravano sui bilanci degli enti locali, in parte alimentano la microcriminalità o divengono preda di reti di sfruttamento (accattonaggio, spaccio di stupefacenti, prostituzione).

La registrazione di ca 20.000 MNA negli ultimi tre anni è indicativo della dimensione "˜visibile’ di un fenomeno che sembra avere proporzioni ben più vaste. La dimensione sommersa, spesso emerge all’indomani di fatti di cronaca, in caso di segnalazione alle autorità di polizia, o di reclusione presso strutture detentive. Il fenomeno interessa direttamente i paesi di origine - quali Romania e Moldova – i nuclei familiari di appartenenza e le strutture preposte alla tutela delle fasce vulnerabili.

La strategia del progetto si ispira ai principi sanciti dalla Convenzione ONU sui diritti del Fanciullo, Convenzione ILO n. 182, Protocollo NU sulla Tratta di donne e minori, Dichiarazione di Bruxelles, nonché alle Linee Guida dell’UNICEF sui minori vittime di tratta e dell’Alto Commissariato ONU sui Diritti Umani. Gli unici dati a livello nazionale confluiscono nella banca dati del Comitato per i minori stranieri, istituito in base all’art 33 del TU sull’immigrazione n.286/1998 e regolamentato con DPCM 535/1999. I dati pubblicati relativi ai casi segnalati nel 2000 (8.307) e 2001 (6.494) e successive proiezioni indicano una media di 7-8.000 nuovi ingressi/anno.

Il progetto prevede uno stretto coordinamento con le istituzioni centrali e locali di riferimento, nonchè con espressioni della società civile impegnate in Italia, Romania e Moldova in azioni a sostegno del gruppo target. L’iniziativa si sviluppa a partire da una ricerca-azione volta all’acquisizione di dati di immediata utilità per la migliore definizione delle attività, per una puntuale identificazione delle aree geografiche prioritarie, di controparti e bisogni locali, di specifici fattori di vulnerabilità del gruppo target.

Il progetto prevede da un lato, l’attivazione di misure urgenti di assistenza umanitaria per fasce minorili vulnerabili e in stato di abbandono, volte a ridurre l’esposizione del gruppo target ai fenomeni della tratta e dello smuggling, attraverso fornitura di beni di prima necessità a soggetti in grave stato di bisogno (minori in stato di abbandono o appartenenti a contesti familiari disgregati, nuclei familiari in condizione di particolare disagio), formazione professionale e sostegno all’inserimento lavorativo di giovani ad alto rischio, campagne di informazione modellate sui bisogni specifici del gruppo target.

Dall’altro lato, concludono gli organizzatori, sono previste azioni volte a rafforzare le capacità locali di risposta a situazioni di grave allarme sociale che possono indurre alla migrazione clandestina e alla tratta a scopo di sfruttamento, attraverso interventi di riabilitazione di strutture e servizi per la cura e la tutela del gruppo target, (inclusi shelter per minori vittime di tratta), formazione di operatori del settore sociale e sanitario nonché di pubblici funzionari (polizia e magistratura).


pubblicato su
www.osservatoriosullalegalita.org


Vedi on line : Speciale immigrazione