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Giustizia : penalisti ribadiscono critiche a riforme Mastella

lunedì 26 febbraio 2007, di Francesco Pagano

L’Unione Camere Penali ha colto il momento dell’apertura della crisi di Governo, per sottoporre all’attenzione delle forze politiche la posizione dei penalisti sulle riforme della giustizia.

L’UCPI ribadisce "nel modo più fermo i giudizi radicalmente negativi sulla linea di politica della giustizia coltivata dal Governo Prodi.... In particolare, il ddl delega di riforma dell’ordinamento giudiziario reiteratamente preannunciato dal Ministero della Giustizia, se confermato, è inaccettabile e rappresenta una grave involuzione del sistema giudiziario italiano: un vero e proprio atto di restaurazione. Scompare il pur timido tentativo di distinzione ordinamentale delle funzioni, che aveva caratterizzato la precedente riforma e sconfessa sul punto lo stesso programma di governo presentato agli elettori dall’attuale maggioranza".

Benché sia stata abbandonata l’ipotesi di accesso del "corso concorso", poi, secondo i penalisti permane la questione della separazione delle funzioni fra giudici e pubblici ministeri, che a giudizio dell’UCPI, genera gravissime ripercussioni sui principi fondamentali del "giusto processo", previsti dall’art. 111 della Costituzione, come processo di parti in condizioni di parità davanti ad un giudice terzo e imparziale. Ma "l’intero progetto è ispirato alle logiche invasive e condizionanti della magistratura in grado di minare gli stessi principi fondamentali dello stato liberale" in controtendenza rispetto agli ordinamenti delle democrazie liberali occidentali.

Critiche anche alle ipotesi di interventi urgenti sul codice di procedura penale, che "oltre a essere inefficaci" per lo scopo dichiarato di accelerare il processo penale, "rappresentano una sorprendente opera di demolizione del modello del processo di parti e dei principi del giusto processo". Infine la questione della modificare la disciplina dell’ordinamento forense, che secondo i penalisti, "nel quadro della più malintesa idea di liberalizzazione, hanno di mira il ruolo costituzionale dell’Avvocatura, che si vuole indebolire affinché nel processo si affermi il potere prevaricante del magistrato".

L’UCPI ribadisce che "ferma e decisa sarà la risposta di tutti i penalisti italiani per contrastare una deriva restauratrice e illiberale in difesa dello stato di diritto, della Costituzione, dei diritti e delle garanzie dei cittadini".

di Mauro W. Giannini


Vedi on line : Osservatorio sulla legalità

Messaggi

  • Ovviamente non posso che convenire con quanto denunciato dalle Camere Penali, altresì la medesima vocazione al processo inquisitorio è contenuta nel pacchetto antiviolenze Pollastrini Bindi Mastella, infatti l incidente probatorio prevede l estensione alla "testimoninza " della parte offesa (che non di rado è l unica determinante prova che richiede come da consolidata Giurisprudenza un rigoroso vaglio e grado di tenuta tra cui quella al controesame ) con la formazione della prova fuori dibattimento e si accompagna alla soppressione dell obbligo da parte del PM di depositare il fascicolo. E’ inutile dire che la circostanza che il difensore possa controesaminare la Parte Offesa senza conoscere una riga di indagine ed in un contesto ostile verso l indagato sia solo formale e priva di ogni efficacia svuotando di ogni efficacia il controesame, diritto al controesame che è un diritto fondamentale dell uomo e su cui la Corte Europea è ferrea ed inavomibile difensore
    Mi domando ma sono dei dinosauri nostalgici del vecchio processo o dei praticoni che per "velocizzare" i processi domani arriveranno anche ai processi sommari rivestiti da una difesa presente ma svuotata, finta come in Cina fino a qualche tempo non proprio remoto?
    Come al solito spero che non si arrivi alla regressione del nostro giusto processo con questo abile aggiramento dell art 111 , e solo dopo che qualcuno ne faccia le spese , non ci debba affidare a qualcuno coscensioso che sollevi il ricorso alla Corte Costituzionale e alla Corte Europea

    Tuteliamo l art 111 una delle maggiori conquiste per la nostra Democrazia

    Esorto a partecipare alla manifestazione dellA UCPI indetta per il giorno 21 marzo e di aderire all’ astensione indetta dallA UCPI.